Dall’oppressione della mafia alla libertà di vivere

A Palermo e provincia un progetto che cercherà di capire cosa pensano i nostri ragazzi della legalità, utilizzando anche il linguaggio social

di Gilda Sciortino

Indagare il pensiero dei giovani su ciò che è legale nel quotidiano e su ciò che non lo è, partendo dal posteggio abusivo per arrivare al rispetto della fila, passando per tutte le piccole azioni che si compiono nel vivere di ogni giorno. È quanto si prefigge di realizzare il questionario che nasce nell’ambito del progetto Tra ombre e luci. Dall’oppressione della mafia alla libertà di vivere, finanziato dal Piano Azione Coesione “Giovani no profit” del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La presentazione del progetto Tra ombre e luci. Dall’oppressione della mafia alla libertà di vivere. Da sinistra: Giovanna Gaballo, Nadia Speciale, il sindaco Leoluca Orlando, Rita Borsellino, Marcello Barbaro, Angela Solaro, Nadia Arcara

Duecento in tutto i ragazzi in ognuna delle dieci scuole partecipanti a cui verrà distribuito. In tutto 2mila questionari nell’arco di un anno che daranno il via a un intervento, il cui primo incontro si svolgerà alle 9 di giovedì 30 marzo all’I.T.I Volta. Per arrivare direttamente ai giovani, poi, si utilizzerà il linguaggio dei social. Il questionario sarà, infatti, diffuso tramite QR Code e i ragazzi risponderanno sul web.

A coordinare le attività saranno i cinque partner: l’associazione Concept: Ideare, Progettare, Comunicare, che, da ente capofila, metterà a disposizione la rete delle scuole e uno staff di psicologhe e pedagogiste; il Centro Studi Borsellino e il Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e del Movimento Antimafia daranno vita a una ricerca sulla percezione della mafia tra i giovani siciliani; LINK, Connessioni per lo sviluppo turistico e culturale si occuperà del confronto con il territorio, mentre Barbera&Partners della comunicazione sociale. Il Comune di Corleone, invece, ospiterà un convegno, a dimostrazione che il paese, un tempo conosciuto solo come “capitale della mafia”, è ormai diventato un simbolo di riscatto.

Complessivamente saranno coinvolte, nelle varie fasi, oltre 4mila persone, alle quali sarà dato modo di partecipare alla realizzazione di 48 laboratori, come pure a gruppi di discussione e di approfondimento sulla legalità e sul contrasto alla criminalità. Il 30% dei partecipanti, ma anche degli operatori, saranno donne. Saranno, poi,  privilegiati giovani in condizione di disagio, esposti a rischio di devianza ed emarginazione. Azione che saranno messe in pratica nei comuni di Palermo, Corleone, Villabate, Carini e Partinico.

«Ci siamo proposti di capire cosa oggi i ragazzi intendono per legalità e mafia – spiegano Rita Borsellino e Angela Solaro, del Centro Studi Paolo Borsellino -, passando dagli atteggiamenti messi in campo ogni giorno a quelli osservati. Il tutto, per comprendere se il grado di tolleranza di determinati comportamenti, rispetto a qualche anno fa, sia cambiato o meno».

Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo. Il suo commento sintetizza il legame fondamentale tra scuola e libertà di vivere: “Promuovere nelle scuole la cultura della legalità, dei diritti di tutti e di ciascuno”. Foto di Anna Fici

Dal punto di vista pratico, verrà prodotto «un video con backstage dal titolo “La Legalità è…” che nascerà dalle interviste raccolte tra i giovani in tutta la Sicilia, a cura dei partner coinvolti nel progetto –  annuncia Nadia Speciale, della Barbera & Partners – . Questo,  a partire dalle scuole dove è giusto iniziare un viaggio che porti a scelte di libertà. È difficile decidere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, se nessuno ti dà gli strumenti per farlo».

Al termine del percorso, saranno assegnate venti borse di studio. A Villa Filippina, infine, verrà organizzato un evento di due giorni dal titolo “MA-LA-VITA…è oltre”, a cui prenderanno parte 500 giovani, 100 famiglie e 50 insegnanti. Tutte le classi che hanno lavorato nei propri istituti, si confronteranno con autorità istituzionali, testimonial della lotta alla mafia, giornalisti, magistrati, attori, imprenditori, artisti ed esponenti delle Forze dell’Ordine, pronti a discutere insieme sui temi della giustizia, della lotta alla mafia e del riscatto della Sicilia.

«Non siamo davanti all’ennesima manifestazione antimafia, oggi priva di interesse – conclude Marcello Barbaro, rappresentante insieme a Giovanna Gaballo del C.I.D.M.A. -, ma a uno strumento concreto per comprendere la percezione della legalità che hanno i più giovani, cittadini del domani».

Un progetto, dunque, a 360 gradi, salutato con favore dal Comune di Palermo.

«Nel giorno in cui la stampa internazionale sottolinea il passaggio di Palermo da capitale della mafia a capitale della cultura – commenta il nostro primo cittadino -, questa iniziativa è al tempo stesso una sana operazione di autostima e luce, ma anche un invito a non ignorare le ombre. È molto importante promuovere nelle scuole la cultura della legalità, dei diritti di tutti e di ciascuno”.

 

 

 


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