7 Marzo 2021

1 thought on “Albert Camus: consigli a medici e scrittori di fronte a un’epidemia

  1. Bisogna pur ricordare che negli anni quaranta, epoca in cui fu pubblicata “ La peste”, per quanto si sfoglino gli annali, non si troverà traccia di peste nè ad Orano nè altrove. Storia fantastica, pura fantasia, quindi, supportata però da una corretta descrizione dei fenomeni ed accadimenti socio-sanitari con una ricerca analitica e puntuale dell’Autore come opportunamente viene ricordato dallo scritto suindicato.
    Ma attenzione: “La peste” è un libro altamente simbolico, raffigura la lotta dell’uomo contro l’oppressione. Letto in chiave politica si troverà traccia evidente di una peste altrettanto nefasta, la seconda guerra mondiale, le ideologie che hanno sconvolto le menti degli uomini, le nazioni divise, l’impossibilità di comunicare tra una parte e l’altra, la vita che continua tra il razionamento e il mercato nero, i campi di concentramento, il senso dell’esilio, l’oppressione della morte.
    La “Peste” vuol essere una condanna globale, irreversibile: ogni volta che l’uomo viene offeso nella sua persona, nella sua dignità, là è la peste.
    Infine nel “Il rovescio e il diritto” Camus afferma come il medico cura perchè quello è il suo dovere e così riesce a capire “ in mezzo al flagello, che nell’uomo ci sono più cose da ammirare che da disprezzare”.
    Nel 1957 l’Accademia Svedese nell’attribuire a Camus il premio Nobel ricordava che “La peste è un’opera che mette in luce con penetrante serietà i problemi che vengono posti, ai nostri giorni, alla coscienza degli uomini”.

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