Allarme mafia per la discarica di Bellolampo a Palermo

L’assessore Giusto Catania difende la gestione pubblica dei rifiuti e lancia l’allarme mafia su una serie di “coincidenze”

di Giovanni Burgio

“Si vuole fare chiudere questa esperienza di governo cittadino con l’immondizia in mezzo le strade. C’è un preciso disegno criminale dietro la questione dei rifiuti. Ci sono grossissimi interessi privati sulla discarica di Bellolampo”.

La discarica di Bellolampo

Le affermazioni di Giusto Catania, assessore all’Ambiente del Comune di Palermo, fatte durante un incontro del circolo “Rosa Luxemburg” di Rifondazione Comunista, sono gravi e pesanti.

La mafia, oltre alle altri parti della Sicilia, anche a Palermo sta tentando di mettere le mani sull’enorme affare dei rifiuti.

E i fatti e le notizie che l’assessore snocciola sono precisi e dettagliati.



L’assessore Catania sulla discarica di Bellolampo, una “data fondamentale”

“C’è una data fondamentale che segna l’attuale situazione emergenziale per i rifiuti a Palermo, ed è giugno 2019. In quel mese abbiamo revocato a una ditta privata che operava a Bellolampo la concessione di continuare a lavorare. Ebbene, subito dopo si sono verificati numerosi incendi nella discarica, è aumentata esponenzialmente la quantità di rifiuti ingombranti lasciati per strada, i camion si sono guastati continuamente. Tutte coincidenze? Tutte casualità? C’è una sospetta contemporaneità in tutto questo”.

Giusto Catania, assessore all’Ambiente di Palermo.

Anche sulla costruzione della settima vasca, Catania attacca duramente “Mi reco quotidianamente nei vari Uffici interessati, e di volta in volta, inspiegabilmente, l’inizio dei lavori per la nuova vasca slitta: prima di venti giorni, poi di un mese, poi ancora di venti giorni. E si va avanti così da molti mesi. Mi sembra quasi uno scherzo, un gioco senza fine. Chissà se l’anno prossimo si potrà finalmente iniziare”.

C’è poi il trasferimento dei rifiuti di Palermo nelle altre discariche siciliane: un ambiguo e assai dubbio vai e vieni per le strade siciliane di camion colmi d’immondizia.

Continua Catania: “Com’è possibile che il materiale di un automezzo quando parte da Palermo è qualificato idoneo per essere conferito in discarica e invece quando arriva in un’altra parte della Sicilia è valutato impossibile da scaricare? Cosa c’è dietro questa diversa classificazione? Come mai quando gli automezzi arrivano a Lentini contengono alcuni copertoni che alla partenza da Palermo non c’erano? E, guarda caso, i copertoni costituiscono rifiuti speciali! E così i camion devono viaggiare avanti e indietro per la Sicilia, aumentando gli introiti della ditta che appalta il servizio”.



Gestione pubblica e privatizzazione

La gestione pubblica del servizio di raccolta dei rifiuti è nel mirino di chi vuole privatizzare tutto il settore. Si tratta di enormi affari e di smisurate cifre di profitto.

E’ proprio quest’aspetto che rileva Catania “Si vuole colpire l’aspetto pubblico del comparto. Si vuole togliere al Comune la gestione del servizio. I privati, già presenti in tutto il territorio regionale e in parte anche qui a Palermo, vogliono fare i loro interessi con il denaro pubblico”.

Giusto Catania negli ultimi tempi è protetto in maniera discreta dalle forze dell’ordine. E’ una novità. Un’attenzione particolare dovuta al clima pesante creato dalle denunce del Sindaco e dell’Assessore. “Noi stiamo cercando di resistere a quest’enorme pressione che ci sentiamo addosso. I rifiuti costituiscono un fronte grave e importante che ci sta impegnando moltissimo. Su questo campo si sta giocando l’intera partita dell’amministrazione comunale”.




In copertina, la zona dell discariza di Bellolampo a Palermo, immagine tratta da google map

 


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