Elezioni in Umbria, otto personaggi in cerca di voti

di Gabriele Bonafede

Domenica 27 ottobre si vota per le elezioni regionali in Umbria. Si tratta di un voto che servirà a rinnovare l’assemblea legislativa della Regione ed eleggere il nuovo Presidente della giunta, ma che ha evidenti implicazioni anche sul piano nazionale.



Elezioni in Umbria, Perugia, panorama

Quello in Umbria è infatti il primo appuntamento elettorale in cui il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico si presentano insieme. Si tratta di un’alleanza civica a sostegno del candidato Vincenzo Bianconi, al momento Presidente di Federalberghi.

Dopo la crisi di governo e il nuovo assetto della maggioranza, il centrodestra si presenta unito alle elezioni in Umbria.

Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia sono dunque insieme con la candidatura di Donatella Tesei, senatrice leghista.

Ci sono poi altri sei candidati. Non stupisce la proliferazione delle liste, soprattuto civiche e “personali”. che è ormai “un must” delle elezioni locali in Italia. In questo caso ci sono diciannove liste in tutto.



Elezioni in Umbria: otto candidati in cerca di voti

Ecco quali sono gli otto personaggi (non sei, stavolta) in cerca di voti. Insomma, ecco qui tutti i candidati a occupare il posto di Presidente dell’Umbria e le rispettive liste per l’appuntamento elettorale ormai imminente. Per ogni candidato è riportato il link di riferimento su Facebook, laddove esista una pagina, o altri approfondimenti.

Carlo Ricci riuscirà a sparigliare le carte?

Donatella Tesei, sostenuta da cinque liste: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Umbria Civica e Tesei Presidente. Qui il centrodestra praticamente in blocco con tanto di lista personale della candidata Presidente e anche una lista civica. Melius abundare quam deficere, dicevano i latini.

Vincenzo Bianconi, anche lui sostenuto da cinque liste: Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico, Europa Verde, Sinistra Civica e Verde, Bianconi per l’Umbria. E qui abbiamo la vera sfida di una prima volta PD-M5S insieme per la conquista di una regione. Anche qui con tanto abundare di liste civiche, verdi e personali. Si capisce. Finiti i tempi, per la verità brevi, in cui il M5S si presentava rigorosamente in solitario.

Claudio Ricci, sostenuto da tre liste: Ricci Presidente, Italia Civica e Proposta Umbria. Ingegnere ed ex-sindaco di Assisi che è riuscito ad attrarre una certa attenzione, anche della Confcommercio. Afferma testualmente sui social che “Un grande movimento civile in Umbria (ormai modello anche italiano) si sta ampliando per determiniare la prima Regione governata dal civismo (è la prima volta, in cinquanta anni di storia regionale, che è presente, alle elezioni, una coalizione di sole liste civiche).” Le sue liste sono tutte e tre civiche. E non poteva essere altrimenti in questo caso.




Emiliano Camuzzi, sostenuto da due liste: Potere al Popolo e Partito Comunista Italiano (che non è il Partito Comunista, a quanto pare).

Rossano Rubicondi, sostenuto dalla lista del Partito Comunista, eccolo, finalmente. Giusto per limitare l’inusuale spezzettamento della sinistra.

Giuseppe Cirillo, sostenuto dalla lista del Partito delle Buone Maniere, appena fondato da uno psicologo e sessuologo casertano, cioè lui stesso. E che ci ricorda a quale punto di cattive maniere siamo arrivati in Italia, visto che è nato persino un partito per contrastarle.

Martina Carletti, sostenuta dalla lista Riconquistare l’Italia. Chissà cosa ne avrebbero pensato Cavour e Garibaldi. E qualche altro.

Antonio Pappalardo, sostenuto dalla lista dei Gilet Arancioni (e non Gialli, anche qui l’unione fa la forza).



Dai candidati ai programmi: non è facile essere brevi

Programmi e proposte sono ovviamente complessi e voluminosi. Ad esempio, quello di Bianconi è di 73 pagine, anche se ne esiste una versione ridotta e molto sintetica.

È possibile, però, riprendere alcune frasi-chiave di solito diffuse nei social, in TV e nei giornali, se non nei programmi stessi. Almeno per quanto riguarda i candidati sostenuti dalle maggiori forze politiche del Paese: Donatella Tesei (centrodestra) da un lato e Vincenzo Bianconi (centrosinistra) dall’altro.  Soprattutto per quanto riguarda il “succo” del discorso, e cioè la politica per lo sviluppo e per il lavoro.

Mettendo un poco da parte la satira (ma non del tutto), ecco dunque un paio di temi esposti dai due candidati con maggiore sostegno in termini di liste e partiti.



Le proposte di Donatella Tesei

Donatella Tesei parla soprattutto di industria per lo sviluppo dell’Umbria. Non a caso la troviamo insieme a Confindustria Umbria a pochi giorni dal voto.

Donatella Tesei alle elezioni in Umbria: intervento Confindustria del 21 ottobre 2019

«Nel nostro progetto di Regione l’industria gioca un ruolo importante, come leva di sviluppo, di occupazione e di benessere per i territori. Perché anche nell’industria si rivela la creatività e la laboriosità dei nostri imprenditori e dei nostri lavoratori. Si rivela la capacità di produrre in modo innovativo, traendo ispirazione dalle nostre radici e da una tradizione che risale fino al Rinascimento».

«Certo – continua la candidata del centrodestra alle elezioni in Umbria a commento di una foto del suo intervento in un incontro con Confindustria Umbria – la Regione deve fare la sua parte: infrastrutture di trasporto e digitali, semplificazione, capacità di rappresentare al meglio, su tutti i tavoli, gli interessi dell’Umbria in Italia e in Europa. “Made in Umbria” deve sempre più diventare sinonimo anche di prodotti industriali d’eccellenza».



Le proposte di Vincenzo Bianconi

Vincenzo Bianconi affronta il tema dello sviluppo con un discorso di approccio e metodo. Delineando in qualche modo come intende il ruolo della politica. E dando forte peso alla partecipazione in un contesto di azione che comprenda equità e amministrazioni locali, riferendosi anche a concetti della “green economy”.

Ci sono temi cari ai Cinque Stelle e non a caso lo troviamo fotografato nella sua pagina Facebook con Giancarlo Cancelleri, oggi ministro, e già candidato alla Presidenza della Regione Siciliana un paio di anni fa. A meno che non si tratti di una strabiliante somiglianza di un sosia è proprio lui.

Elezioni in Umbria: Cancelleri si appresenta, Bianconi sorride

«La nostra proposta politica – si legge nel suo programma versione integrale – vuole rispondere a queste sfide con l’Umbria delle Opportunità per tutti attraverso Energie Nuove e Pulite»

«Per raggiungere questo risultato – continua il documento che è di fatto il manifesto di Bianconi per questa campagna elettorale – è necessaria una metodologia di intervento politico che tenga insieme le differenze, che combatta le disuguaglianze sociali, che sappia valorizzare le comunità locali attraverso il protagonismo dei territori e della programmazione partecipata. C’è bisogno di una politica che si metta al servizio dei cittadini, dei lavoratori, degli imprenditori e delle eccellenze del territorio».

E ancora, sempre nell’introduzione al programma integrale «… è imperativo coniugare le esigenze della solidarietà e della lotta contro le diseguaglianze con quelle della libertà di impresa e della promozione delle condizioni alla base dell’azione imprenditoriale. A questo riguardo, sin dal primo giorno, sarà avviata una incisiva ed efficace azione di semplificazione e sburocratizzazione, perché i contesti territoriali per essere vincenti nel ventunesimo secolo devono essere veloci. Un radicale cambio di passo è necessario sul fronte del merito e della trasparenza. Tutte le informazioni e le decisioni saranno pubbliche e sottoposte all’attento scrutinio dell’opinione pubblica e di organismi indipendenti. La valorizzazione del merito è la sfida da vincere…»



Le elezioni in Umbria 2019 sono un test nazionale?

Laddove il centrodestra considera questa competizione un banco di prova per il governo, Bianconi insiste nel considerarla di valenza regionale e non nazionale.

Inoltre, le liste a sostegno del centrosinistra si sono formate prima del lancio di Italia Viva e la Leopolda. La nuova formazione politica fondata da Renzi ha comunque ribadito il suo sostegno al candidato espresso dall’accordo tra PD e Cinque Stelle.

In definitiva, più che sulla tenuta del governo, potrebbe essere un test sulla tenuta di un’alleanza organica e non solo elettorale tra PD e Cinque Stelle.





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