I sondaggi convergono: testa a testa tra governo e opposizione

di Vincenzo Pino

Il sondaggio di Piazza Pulita di giovedì evidenzia lo scenario politico emerso dopo la formazione del governo e la nascita della formazione renziana, vista la sua cadenza quindicinale.

Le conseguenze della scissione rilevate al 26 settembre da quasi tutti gli istituti di rilevazione

Per quanto attiene la situazione post governo vi è una conferma dell’andamento generale dei principali fenomeni rilevati dopo la crisi.

Quello cioè di una progressiva perdita della Lega rilevata ora al 32,5% e del Movimento Cinque Stelle al 20, una lieve stabilità per Forza Italia e la crescita costante di Fratelli d’Italia.

Riguardo, invece, alle conseguenze della scissione del Pd, secondo l’Istituto di rilevazione Index research il partito guidato da Zingaretti perde un ulteriore 0,2 nel giro di due settimane. Da aggiungere alla perdita da scissione del 2,3%, rilevata due settimane fa e che lo porterebbe ora al 20,3. 

Italia Viva, quotata all’esordio di due settimane fa dallo stesso istituto al 3,5%, cresce di un punto percentuale portandosi al 4,5%. E prosciugando ulteriormente il bacino di PiùEuropa e di Siamo Europei di Calenda.  Quest’ultima formazione ormai non é più rilevata perché quotata sotto l’1%.



La media dei sondaggi di Youtrend

Il sondaggio di Piazza Pulita si conferma in linea con la media fatta da Youtrend  fra tutti i sondaggi pubblici dei maggiori istituti di rilevazione, e gli scostamenti sono di lieve entità, di pochi decimali, segno che vi è un assestamento consolidato rilevato dai sondaggisti.

Così la Lega sarebbe al 31,8%, il Pd al 20,1, i Cinque Stelle al 19,8, Fratelli d’Italia al 7,2, Forza Italia al 6,6 e Italia Viva al 4,3. Ed è  confermato il calo di PiùEuropa al 2,2% e quello di Calenda.

Sommando le maggiori formazioni politiche che sostengono il governo da un lato (Cinque Stelle, Pd, Italia Viva e Sinistra) e quelle all’opposizione dall’altro (Lega, FdI e Forza Italia), si evince chiaramente che c’è un testa a testa. Ambedue le aggregazioni, infatti, ruotano intorno alla quota del 47% delle preferenze nella media generale dei sondaggi.



L’anomalia Cartabianca

In questo panorama di dati fa eccezione Cartabianca che quota, nella rilevazione di martedì corso, il Pd al 21,6%, un punto e mezzo in più sulla media rilevata dagli altri.

Cartabianca ai sondaggi

Partito che avrebbe lo stesso consenso di prima della scissione mentre la media rilevata da tutti gli altri istituti di rilevazione dà meno 2,5% come conseguenza della stessa.

Ma anche con il Movimento Cinque Stelle Cartabianca sembra generosa assegnando un 1,4% in più della media.

In compenso però Cartabianca assegna due punti in meno alla Lega, il 29,8%, rispetto alla media del 31,8%.

E ancora lo 0,4% in meno a Italia Viva, dopo averla fatta apparire nella prima rilevazione del 24 settembre neanche in grado di superare la soglia di sbarramento (al 2,9%).



In conclusione, a parte l'”anomalia” dei sondaggi nella trasmissione della Berlinguer, c’è una generale convergenza che mostra la Lega sulle posizioni delle elezioni europee, il Movimento CinqueStelle in recupero rispetto a quelle elezioni, il Pd ridotto (ma non di molto) dalla scissione e Italia Viva che è ben oltre la soglia di sbarramento. Tutto ciò in un corpo elettorale sostanzialmente spaccato a metà tra sostenitori e oppositori dell’attuale governo.

 


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