Matteo Renzi, e ora parliamo di Consip e spending review

di  Vincenzo Pino

In una lettera al Corriere della Sera, Renzi  illustra la posizione di Italia Viva sulla manovra di bilancio, valutandone la positività ma richiamandone le ombre su diversi aspetti, tra cui la insufficienza degli stanziamenti a favore del cuneo fiscale.

Matteo Renzi, parliamo di Consip e spending review…

E ricorda come nel bilancio 2015, furono destinati a questo scopo circa venti miliardi di Euro tra sgravi a lavoratori e imprese, affinché questa misura potesse essere efficace per il rilancio di produzione e consumi. Come poi, in effetti, avvenne con una crescita significati del Pil.

Dai dati di bilancio oggi queste risorse sembrano non esserci per cui l’obiettivo sembra irrealizzabile eppure Renzi, la propone per gli anni successivi.




Si può fare

E come? Attuando una spending review come quella realizzata dai suoi governi, come testimonia Il Sole 24 Ore del 21 Febbraio 2016,  quando nel giro di tre anni furono reperite risorse per quarantasei miliardi grazie all’azione di Consip, accompagnata dal responsabile alla spending review del  tempo Yoram Gutgeld.

Ecco cosa riporta Wikipedia alla voce Consip:  “Nel 2015 Consip partecipa attivamente al programma del Governo Renzi di ridurre a 35 centrali acquisti il numero di stazioni appaltanti deputate a gestire le grandi gare, guidato dal Commissario alla revisione della spesa pubblica Yoram Gutgeld”.




Al contrario, da quando il suo governo si è concluso, scrive oggi Matteo Renzi: “La spesa per beni e servizi è cresciuta. Nel triennio del nostro governo, lo stanziamento per beni e servizi si è attestato tra i 134 e 136 miliardi di euro. Nei tre anni successivi la voce di spesa per beni e servizi schizza rispettivamente a 140, 146, 150 miliardi di euro.”

Trentuno miliardi in più nel triennio, quindi, con una tendenza alla crescita. E qui potrebbero esserci le risorse per realizzare un vero cuneo fiscale come fatto in passato.



Povera Consip così bistrattata

Se ci pensiamo bene, abbiamo passato tre anni a parlare male della Consip, a fare inchieste infinite corredate da falsi, a buttare in galera gente che ne é uscita pulita.

Consip, la sede a Roma in via Isonzo

La gente sa questo di Consip ma non sa che la sua azione è servita a garantire risorse per il paese accompagnandone la crescita, finanziando largamente il taglio del cuneo fiscale.

Oggi i giornali non parlano più di Consip se non per rilanciare notizie su incriminazioni e processi, eppure è stato lo strumento per rilanciare il paese in una fase di grande difficoltà.

Meno male che Renzi  lo ricordi non citandola direttamente. Questo è un esempio in cui l’Italia è riuscita a gettare il bambino con l’acqua sporca.




E molti dovrebbero chiedere scusa. E chiedersi  che fine ha fatto Consip rispetto alla sua mission negli ultimi tre anni ed al suo contributo  alla spending review? Magari avrà soltanto fatto vendere qualche copia in più ai giornali con lo scandalo ed animato qualche talk show, ma tutto questo è costato 31 miliardi di spese in più nel bilancio dello Stato. Complimenti Italia.

 

 


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