Movimento Cinque Stelle rivitalizzato dall’alleanza di governo con il PD

di Vincenzo Pino

Si è rivitalizzato il movimento cinque stelle. Nei sondaggi di questi giorni recupera ampiamente limitando la forbice mediamente di otto punti con la Lega rispetto alle Europee.

Rivitalizzati

E col Pd che consolida la sua crescita metterebbero in minoranza il centro destra (46,1% contro 45,8). Si noti bene, M5S e PD da soli anche senza l’eventuale apporto delle forze di estrema sinistra. Altro che sessanta milioni di seguaci per Salvini.

Una ripresa validata e rafforzata  dalla partecipazione del voto dei militanti al voto on line con cui hanno confermato all’80% la validità dell’accordo politico col Pd per la formazione del nuovo governo.




 

Il boom di partecipazione nella piattaforma del Movimento Cinque Stelle

Quasi 80 mila votanti, rispetto all’ultima consultazione politica sull’operato di Di Maio del Maggio scorso, quando invece avevano votato in 56mila, meno della metà degli aventi diritto. Un balzo in avanti di più 24mila voti in assoluto che ha  portato  la percentuale dei partecipanti al 70%.

Fanpage “Rousseau di sera… “

Insomma, la passione politica di questo Movimento, che solo pochi mesi fa era rinsecchita nella difesa di Di Maio, si espande sul nodo politico della sua prospettiva. Ciò fa accrescere significativamente la partecipazione.

Sono tornati in campo in questa fase Grillo, Fico, lo stesso Di Battista che si erano quasi defilati dopo il voto alle Europee e si è affermata una nuova leadership con Conte.

Questa è la ragione della ripresa, determinata da un ampio ventaglio di apporti e di sensibilità interne al movimento che hanno ridimensionato il ruolo di Di Maio.




 

Legittimità del voto on line

In molti si ostinano a considerare la votazione on line una indebita  interferenza  ai meccanismi costituzionali di formazione parlamentare dei governi, niente di più falso.

Il Pd sottopone questi passaggi e la decisione finale alla votazione della sua direzione, Fi al volere di Berlusconi e la Lega a quello di Salvini (Quest’ultima la vera anomalia antidemocratica).

E se la decisione di 80mila attivisti non ha  valore rispetto agli 11milioni di elettori del M5S, mi spieghino come 200 persone nel Pd in direzione  possano decidere al posto dei 7 milioni di votanti. E’ un meccanismo di delega in entrambi i casi. Il primo affidato alla totalità degli iscritti, il secondo demandato agli equilibri determinati dalle primarie che si proiettano negli eletti in Direzione.




 

Sorpresa nell’esito del voto

Tornando al valore politico del risultato, nessuno probabilmente si aspettava una vittoria così schiacciante dei sì.

Trombato da Rousseau

Erano in molti a temere che fossero molte le pulsioni per un ritorno all’alleanza con la Lega, altri ancora temevano la pressione della base capitanata da Di Battista  per andare a nuove elezioni e sostituire la deputazione rapidamente.

Invece è prevalso un voto che contraddistingue una scelta non solo di sopravvivenza ma anche di svolta dopo la umiliazione subita da Salvini con la mozione di sfiducia agostana.

Una reazione orgogliosa che chiude la possibilità di un ritorno a quell’alleanza itigiosa con la Lega. Ma anche di sopravvivenza perché andare ad elezioni subito dopo la mozione senza un’alternativa di alleanza, avrebbe schiantato il Movimento Cinque Stelle in una sconfitta epocale.




 

Incredibile: Renzi ancora di salvezza del Movimento Cinque Stelle

Paradossalmente sono state le scelte di Renzi a determinare per loro la possibilità di uscita dall’impasse nel momento in cui tre settimane fa Zingaretti sembrava orientato, in sintonia con Salvini, ad andare ad elezioni anticipate .

Quel Renzi che loro avevano massacrato con una indegna campagna di fake news e di infamie. Chissà se hanno imparato la lezione politica e morale impartita loro e gliene saranno grati.

Adesso le cose sembrano cambiate radicalmente con evidenti “convergenze parallele” tra M5S e PD. “Parallele” anche le immagini di copertina nelle pagine Facebook ufficiali dei leader del Movimento Cinque Stelle e Pd, Di Maio e Zingaretti (in copertina a questo articolo). Ambedue in simbolico abbraccio con i propri elettori. Una nuova sintonia? Le prove non mancheranno, ma al momento l’aria in Italia è certamente cambiata.

 


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