Copperman e le altre favole del nuovo cinema italiano

Dopo “Lazzaro felice”, “Troppa grazia” e “Il primo Re”, un’altra bella sorpresa dal cinema nostrano: l’uomo di rame

di Giovanni Burgio

Il cinema italiano si sta rivelando una continua sorpresa. Negli ultimi mesi ci sono stati tre capolavori usciti dalle menti e dall’arte di altrettanti giovani registi e dei loro ingegnosi collaboratori: Lazzaro Felice, Troppa grazia, Il primo Re.

Da sinistra: Antonia Truppo, Luca Argentero, Galatea Ranzi

Tre film che hanno visto, anche, tanti attori e attrici esibirsi in perfomances eccezionali. Emerge una nuova scuola di recitazione, fresca, originale, spontanea, al di fuori dei soliti e logori circuiti spettacolari e mediatici, che ci deve riempire d’orgoglio e ci lascia ben sperare sul futuro della nostra industria cinematografica.

Tutti e tre i film, inoltre, sono stati girati e ambientati interamente nell’Italia Centrale, tra il Lazio, la Toscana, l’Umbria e le Marche. Una scoperta anche questa eccezionale.  Tra monti, colline e campagne, li abbiamo potuto ammirare queste regioni nella loro infinita bellezza. Piccoli centri, vicoli, stradine, monumenti storici, ci rievocano antichi splendori e ci fanno apprezzare rari gioielli.




A conferma di quanto appena detto, in questi giorni nelle sale l’ultima sorpresa ci viene da un’altra opera particolare e fantasiosa, Copperman, ovvero L’uomo di rame. In questo film ci troviamo di fronte a una favola gentile ma dura, a un racconto vivo e pieno di colori ma triste. In realtà, dietro una storia apparentemente semplice si nasconde la brutalità della vita di ogni giorno.

Copperman

Copperman si avvicina molto, come impostazione ed estro fantasioso, a Lo chiamavano Jeeg Robot, con la differenza, però, che qui l’ambiente è una piccola realtà di provincia e la visione favolistica è predominante.

Un bambino ritenuto un po’ “ritardato”, ma invece sensibile e generoso, è divenuto più grande e cerca di salvare il mondo. Travestendosi da supereroe e cacciando via ladri e rapinatori, salvando le vittime della prepotenza umana. Ma cattiveria e sopraffazione non sono trattati come fenomeni sociologici frutto dell’abbrutita società di oggi, non sono considerati come fatti esterni e lontani, bensì stanno celati e annidati nel piccolo mondo della propria famiglia e degli amici più vicini.

Anselmo, un Luca Argentero bravissimo nei panni dell’ingenuo e candido giovane eroe, scopre così che sia suo padre, sia il padre della compagna amata, sono la fonte del male, l’origine lontana della sofferenza, che però continua ancora oggi, perpetuandosi nel tempo.




Fino a che, non la sua infinita bontà, non la sua rudimentale e innocua armatura di rame, ma una consapevole e decisa reazione concreta, un colpo di pistola, ferma il violento e brutale assassino.

Luca Argentero

Anche questo lungometraggio è incorniciato nei luoghi di un’Umbria meravigliosa. E a una fotografia e a una costruzione degli ambienti, coloriti, vivaci, favolistici, che ricordano tanto Il favoloso mondo di Amélie, si alternano, immediatamente e improvvisamente, flash back, immagini, suoni, d’impronta drammatica, tremenda e spaventosa. Un’attenzione, quindi, ai particolari e al montaggio veramente lodevole, per un’esperienza unica e pienamente riuscita.

Un quesito ci piacerebbe porre al regista Eros Puglielli: “Ha deliberatamente truccato in modo simile il volto e i capelli delle due principali attrici, le splendide Galatea Ranzi e Antonia Truppo? Se la risposta fosse affermativa, un’interessante luce psicoanalitica illuminerebbe l’identità della madre e della fidanzata del giovane eroe Anselmo.




Un ringraziamento particolare, infine, dobbiamo rivolgere al gestore dei cinema Lux e Colosseum a Palermo che, oltre ad avere abbassato i prezzi già da molto tempo, ripresenta, alcuni giorni dopo la programmazione di prima visione, film di qualità nella sala di periferia Colosseum, cioè l’ex Lubitsch, sempre a Palermo.

Si permette così, a chi non è riuscito a vedere opere pregevoli, di recuperarne la visione. Operazione meritoria di non poco conto in un’epoca in cui anche i film corrono, vanno e vengono veloci, rimanendo troppo poco tempo a disposizione degli spettatori nelle sale cinematografiche.





Ecco il trailer ufficiale

 

 


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