L’eredità culturale di Sebastiano Tusa

di Gabriele Bonafede

Il coro è unanime. Sebastiano Tusa lascia un vuoto difficilmente colmabile. La stima e la fiducia proveniva da tutti i settori e tutte le tendenze politiche. Assessore di un governo regionale di destra, aveva la stima di professionisti e operatori di ogni colore politico ed era, in effetti, il fiore all’occhiello della giunta Musumeci.

Sebastiano Tusa inaugurazione del museo di Santa Croce Camerina

Sebastiano Tusa, figlio d’arte avendo seguito le orme del padre Vincenzo Tusa nell’amore per l’archeologia, aveva contribuito in maniera persino più incisiva del padre. Non solo creando quella Soprintendenza del Mare che è diventata avanguardia in una Regione periferica d’Europa.

Ma perché aveva la capacità di innovare e comunicare, di internazionalizzare la presenza siciliana nel mondo con al centro lo straordinario retaggio storico della Sicilia. L’eredità culturale che lascia Sebastiano Tusa va ricercata nella continua ricerca per valorizzare l’immenso patrimonio della stessa Sicilia.




Tusa ha confermato di avere una visione che possa far navigare una nave verso un porto. La centralità della politica culturale capace di comunicare, attrarre e aggregare in Sicilia era infatti uno dei pilastri della propria strategia quale tecnico prestato alla politica.

A tal fine, è utile leggere alcuni passaggi del comunicato di cordoglio della stessa Soprintendenza del Mare (evidenziato nostro):

“…molti lo hanno conosciuto come archeologo preistorico, settore a cui ha dedicato buona parte della sua vita. Indimenticabile il suo libro “La Sicilia nella preistoria”, scritto quando aveva appena trent’anni. Alla luce delle sue ricerche, i suoi studi in vari siti dell’Isola, la sua visione innovativa dell’evoluzione delle prime comunità di cacciatori e raccoglitori che popolavano la Sicilia, si può affermare che con lui scompare anche l’ultimo grande maestro della preistoria siciliana.

Sebastiano Tusa

Per noi è imprescindibile ricordare il suo tratto umano, il suo sorriso, la sua leggiadra ironia. In lui non trovavi mai un ostacolo alle proposte, spesso anche innovative, ma anzi stimoli ed incoraggiamenti ad andare avanti, consigli su come procedere. Generoso e di grande umiltà era disponibile con chiunque, senza guardare cariche o titoli di studio, pronto all’ascolto al dialogo con tutti, a raccogliere e fare proprie idee e progetti e a riconoscere e valorizzare il lavoro altrui.

Con lui scompare uno studioso di fama internazionale che dava prestigio alla Sicilia, e rappresentava l’anima più bella della nostra terra, che sapeva mettere al centro il recupero della memoria storica e l’orgoglio delle sue radici pur sentendosi contemporaneamente e con lucidità cittadino del mondo.

Da oggi la Sicilia perde una dei suoi uomini migliori di cui si sentirà la mancanza man mano che passeranno i giorni e gli anni.

Per noi è stato un grande onore, conoscerlo, averlo vicino, lavorare fianco a fianco. Con lui se ne va anche una parte di noi. A tanti mancherà lo studioso prestigioso, il ricercatore instancabile, il funzionario brillante, a noi mancherà il carissimo amico, il fratello maggiore con cui abbiamo condiviso anni di passione e di lavoro avendo insieme nel cuore una speranza in una Sicilia più bella e più giusta.




L’auspicio è che si possa far tesoro della sua eccezionale conoscenza, del suo stile, della sua competenza, del suo entusiasmo, della sua umiltà: un modello da seguire ed imitare. Solo in questa maniera può trovare senso una tragedia incomprensibile e una scomparsa inaccettabile.”

Non a caso, la Regione Siciliana ha da poco pubblicato un filmato dal titolo “Il testamento culturale di Sebastiano Tusa”. Più che un testamento è una vera e propria eredità che va raccolta. Nel filmato, Tusa esprime solo una parte, seppure centrale, del proprio pensiero in quanto ad azione politico-culturale. Sarà a noi siciliani essere capaci raccogliere questa eredità: la conoscenza e la comunicazione a tutti, a partire dai siciliani, dell’eredità che rappresenta la stessa Sicilia per il mondo intero.

Ecco il filmato, pubblicato nel canale youtube della Regione Siciliana:

 

 

 


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