Rita Borsellino, una storia vera e senza maschera

di Marco Pomar

Il 19 di Luglio del 1994, in occasione del secondo anniversario della strage di Via D’Amelio, Rita Borsellino era a casa con un piede rotto, convalescente.

Senza alcun preavviso, di mattina, spunta sotto casa sua, nello stesso palazzo dove due anni prima erano saltati per aria suo fratello Paolo e i ragazzi della scorta, una carovana di auto blu che scorta il neo presidente del consiglio dell’epoca, Silvio Berlusconi.




Al citofono il capo della polizia riferisce a Rita che il premier Berlusconi vorrebbe salire per vederla e salutarla. Lei risponde che gli dispiace, ma non è in condizione di ricevere nessuno.

Le citofonate diventano due, tre, quattro, sempre con la stessa richiesta e il medesimo, cortese ma fermo, diniego. Fino a quando la richiesta non diventa quella di un colloquio citofonico con il cavaliere, al quale Rita, donna di eleganza e gentilezza estreme, non si sottrae.

A questo punto Berlusconi le chiede cosa può fare lui nella lotta contro la mafia.

Rita avrebbe potuto dirgli di cominciare con l’evitare di assumere mafiosi in casa sua, o di riciclare danaro di dubbia provenienza, o di non affidare a Dell’Utri la costruzione del suo partito. Invece con fermezza e mal celato fastidio risponde: “Voi potete fare tutto, se volete. Siete al governo…”

Berlusconi si sottrae a quel surreale e imbarazzante, per lui, colloquio citofonico e saluta promettendo una telefonata che, ovviamente, non sarebbe mai arrivata.

Ho avuto l’onore e il privilegio di essere amico di Rita, di avere raccontato dalla sua viva voce questo aneddoto, e di avere compiuto un bel tratto di strada con lei, a Libera.

Ha sempre disprezzato questa destra filo mafiosa e tutti quelli che, in nome di un’ideologia di destra del defunto Paolo, hanno provato a tirarlo dalla loro parte.

Mi è venuto in mente quest’episodio oggi, di fronte ad un’altra squallida passerella in Via D’Amelio, con tanto di mascherina con il volto del magistrato, da parte di un politico a cui Rita Borsellino non avrebbe neppure risposto al citofono.

Ci manchi, Rita. Tempi durissimi.





In copertina, Rita Borsellino. Foto tratta da Wikipedia (voce in lingua francese). Par www.ritapresidente.it, Copyrighted free use, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=697245 

 

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