Referendum sul taglio parlamentari. Le ragioni del mio No

Sette motivi per votare No al Referendum

di Massimo Accolla

Credo sia utile e doveroso esprimere la propria dichiarazione di voto motivata per un referendum così importante come quello del 20-21 settembre sul “taglio” dei parlamentari. Ecco dunque le ragioni del mio No all’approvazione della legge che riduce il numero dei parlamentari da 945 a 600 alla Camera e al Senato.



Referendum, le ragioni del mio No

Uno. Il taglio riduce di pochissimo le spese vive dirette del Parlamento, ma aumenta moltissimo quelle generali perché i costi della struttura amministrativa rimangono invariati pur a supporto di un numero minore di parlamentari.

Due. Il meccanismo di produzione legislativa rimane farraginoso e complesso perché le proposte di legge continueranno a fare “navetta” tra Camera e Senato. A meno che non si voglia far passare per snellimento dei lavori il minor tempo necessario per l’appello nominale in ragione del minor numero di parlamentari (forse un’oretta ogni tanto).




Tre. Con il “taglio” si riduce la rappresentanza giacché vaste aree territoriali non potranno eleggere alcun parlamentare.

Quattro. Non si riduce il potere dei “capi partito” giacché, anche dopo il “taglio”, permane il parlamento dei “nominati” e non degli eletti. Con l’aggravante che saranno indebolite le possibilità di voci di dissenso connesse al legame territoriale dei parlamentari.

Cinque. Non si riduce la corruzione perché il “taglio” elimina indiscriminatamente “buoni” e “cattivi”. A meno che non si voglia tornare al motto di molti nostalgici del fascismo: “almeno mangiavano in pochi”.

Sei. Il “segnale politico” che la vittoria del darebbe non sarebbe quello di un richiamo all’efficienza, ma quello dell’avversione tout court al regime di democrazia parlamentare previsto dalla nostra Costituzione.

Sette. In ultimo, non è vero che la vittoria del creerebbe le premesse per un’ulteriore riforma, giacché i promotori sono contro l’abolizione o l’attenuazione del bicameralismo perfetto (paritario) e la semplice modifica della legge elettorale, in quanto legge ordinaria, non comporta una riforma della Costituzione.

Queste le “mie” ragioni per votare No.




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