Italia Viva con il vento in poppa. Ecco i dati reali sui social e nei sondaggi

di Vincenzo Pino

Con il passaggio della senatrice calabrese Silvia Vono dai Cinque Stelle al gruppo Partito Socialista-Italia Viva, sale a sedici il numero dei componenti.

Gelsomina Silvia Vono passa a Italia Viva

Di questi, tredici provengono dal Pd ma ben tre da altre formazioni, rispettivamente dal Partito socialista (Nencini), da Forza Italia (Conzatti) e dai Cinque Stelle, come riportato su.

Insomma la nuova formazione si rafforza e riesce ad attrarre consensi in Parlamento al di là del Pd, come previsto.

Col che ne viene fuori un più marcato sostegno parlamentare al governo e non un indebolimento come si ostinano ad affermare nei talk show, modello Cartabianca.



Crisi di governo? Non è così

Peraltro una crisi di governo non rientra nei radar di Italia Viva. Innanzitutto perché è proprio dall’iniziativa di Renzi che questo governo è nato, bloccando sul nascere la tentazione zingarettiana di andare ad elezioni anticipate.

Inoltre, perché il nuovo soggetto ha bisogno di tempo per potersi affermare e consolidare nel territorio e nella pubblica opinione e poi c’è un Presidente della Repubblica da eleggere.




Sappiamo infatti per esperienza che i cartelli elettorali raffazzonati all’ultimo momento in vista delle scadenze elettorali fanno una brutta fine, vedi Bertinotti, Ingroia e da ultimo Grasso.

La operazione di costruire uno schieramento liberaldemocratico passa infatti per la destrutturazione e successiva ricomposizione del panorama politico. Che è una operazione di media durata che non può avere come unico riferimento il Pd, ma deve proiettarsi verso aree diverse, come la confluenza dei primi parlamentari esterni, citati sopra, dimostra.



Sondaggi e consultazioni: Italia Viva cresce

Inoltre, una forza politica che voglia essere attrattiva non può essere residuale nei numeri. R non sono pochi i tentativi da parte di qualcuno di utilizzare i sondaggi in funzione orientativa piuttosto che di rilevazione scientifica.

Sondaggio Piepoli su Rai 2, 22 Settembre

Operazione lanciata da Cartabianca e da Repubblica nei giorni scorsi, volta a ridimensionare il peso della nuova formazione. Ma che era già stata anticipata da Piepoli a metà agosto, prima che il soggetto politico nascesse, quando vaticinò che il nuovo partito di Renzi non sarebbe andato più in là dell’1 o 2%.

Oggi lo stesso Piepoli, magari togliendo qualche punto alla sua rilevazione perché decisamente in contrasto con quanto dichiarato un mese fa, è costretto ad ammetterne una consistenza del 4%.

Allineandosi così  a quasi tutti gli istituti di rilevazione che lo danno al 5% ed oltre.

Ma quello che è assai interessante da sottolineare è la fiducia che l’elettorato italiano ricomincia a segnalare in forte ascesa nei confronti di Renzi.

Dopo essere uscito a luglio da questa speciale classifica dei leader, oggi secondo Piepoli, Renzi avrebbe attualmente il 20% di fiducia tra gli elettori (vedi tabella in cui la somma non dà cento perché era prevista la possibilità anche di due risposte).

Sondaggio Piepoli, fiducia ai politici

Riuscendo a superare Berlusconi e, pur non attribuendo alcun automatismo a questo indicatore, si può cominciare a pensare che Italia Viva possa rapidamente superare Forza Italia.

E l’opinione sarebbe confermata da una recente consultazione on line su Virgilio in base alla quale il 50% delle risposte conferma che la nascita di questo partito coprirebbe un vuoto politico esistente a fronte di altre opzioni.



Italia Viva nei social

Altro elemento che segnala la dirompenza del fenomeno Italia Viva è desumibile da uno studio realizzato da Reputation Science sui social. 

Ebbene, questa ricerca afferma il circa il 45% delle cosiddette “mention”, o menzioni, sui social dal 18 settembre, hanno per oggetto la formazione del nuovo soggetto politico e di Renzi. Surclassando così le menzioni relative a Salvini che decadono al 17%.

Quindi anche su questo vettore si conferma l’attenzione e l’interesse per l’operazione lanciata a metà settembre da Renzi. Come abbiamo già annunciato su Maredolce.



Preoccupazioni tardive nel Pd

Capisco che dalla somma di tutti questi elementi ora il Pd si cominci a preoccupare dopo le dichiarazioni un poco superficiali di Zingaretti di qualche giorno fa, in cui diceva di non aver paura dei terremoti.

Se è vero questo, caro Zingaretti, è anche vero però che non si può fermare il vento con le mani. Come da slogan della Leopolda del 2011.

 

In copertina, la scuola di formazione estiva del Ciocco. Foto tratta dalla pagina Facebook di Matteo Renzi.

 

 

 


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