“Fotofinish” e l’inconsapevole traguardo della follia

Lo spettacolo di Antonio Rezza al Teatro Biondo di Palermo. Mentre ridiamo di gusto ci rendiamo conto che stiamo assistendo alla tragica frenesia del nostro vivere…

di Maria Teresa de Sanctis

Su una scena nella quale originali strutture geometriche con tele bianche riempiono lo spazio, si muove un uomo che cerca freneticamente di farsi delle foto. È così che ha inizio lo spettacolo “Fotofinish” di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, in scena in questi giorni (dal 9 al 14 aprile) a Palermo al teatro Biondo per la stagione teatrale in corso.

Antonio Rezza in “Fotofinish”

Stiamo parlando della coppia di artisti più provocatori, stimolanti e originali presenti sulla scena teatrale italiana da parecchi lustri. Il loro felice connubio artistico ha dato luogo ad un linguaggio innovativo nel quale le qualità uniche di attore e performer di Antonio Rezza trovano felice espressione negli habitat che Flavia Mastrella crea per la scena.

Habitat ricchi di meccanismi concettuali alle quali il corpo di Rezza aderisce in maniera esaltante prima e poi regolarmente distrugge per reinventarne di nuove, in un gioco pirotecnico di follia eppure lucida genialità. Proprio grazie all’efficacia e singolarità espressive del loro linguaggio teatrale, i due hanno ricevuto il Leone d’Oro alla carriera al Festival Internazionale di teatro della Biennale di Venezia, nel luglio 2018.




Tornando allo spettacolo “Fotofinish”, pur essendo un lavoro del 2003, mantiene inalterati il significato e il potenziale graffiante e irriverente.

Un uomo in corsa verso la follia, che ha perso ogni consapevolezza, che abita una sfera che solo l’abilità attoriale di Rezza può indurci a credere che si tratti ora incredibilmente di un ospedale mobile, ora di una casa, e subito dopo ci deride per avere creduto che una semplice grande sfera potesse essere tutto ciò. Un uomo che entra ed esce con ritmi sempre più frenetici da casa, ufficio, palestra, psichiatra, fisioterapista, insomma tutti quei luoghi che sono in definitiva un quotidiano comune a tutti.

Antonio Rezza, inconsapevole traguardo…

E mentre ridiamo di gusto ci rendiamo conto amaramente che è la tragica frenesia del nostro vivere quello a cui stiamo assistendo. Una scena dove accade di tutto, ma è un tutto che non si presta ad una mera spettacolarizzazione e basta, bensì è gravido di significati inducendo a continue riflessioni.

Anche l’invito forzato rivolto a non pochi spettatori ad andare sulla scena a morire, porta a riflettere sulla condizione di morte in vita alla quale molti si sono adattati quasi senza rendersene conto.

E neppure il saltellare dell’attore completamente nudo fra gli spettatori ormai “defunti” in scena sembra provocare alcunché! Per lo spettatore, quel nudo assolutamente pieno di significato quasi, non è più un nudo. Maschile, per giunta, rimane presente sulla scena per più volte.

Un teatro vitale, energizzante per l’anima e il cervello, che fa pensare e soprattutto induce ad una sorta di risveglio emotivo e mentale. Ed è inevitabile come un linguaggio teatrale così gravido di messaggi e significati possa evidenziare la scarsezza di contenuti di tanti degli spettacoli della scena teatrale contemporanea italiana.




Fotofinish

di Flavia Mastrella, Antonio Rezza

con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista
allestimento Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Daria Grispino
produzione Rezza-Mastrella / TSI – La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello

Dal 9 al 14 aprile, Sala Grande, Teatro Biondo Palermo.

 

 


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