Le cifre di Alajmo al Biondo. In cinque anni un successo spettacolare

Oggi il Biondo ha il doppio degli abbonati allo Stadio Renzo Barbera. Come dire, a Palermo il teatro cittadino è diventato più popolare della squadra di calcio

di Gabriele Bonafede

Tra i tanti successi ottenuti dal Teatro Biondo di Palermo con la direzione di Roberto Alajmo quello più chiaro e intellegibile non riguarda l’opinione ma la matematica. Qui i numeri sono semplicemente impressionanti.

Raffronti

Partiamo dagli abbonamenti che rappresentano il nocciolo più importante di una qualsiasi attività. Nel caso di un teatro, o di qualsiasi altra attavità di spettacolo, si tratta del livello di gradimento stabile, consolidato. È il nocciolo dal quale partire.

Qui la progressione è spettacolare perché Alajmo ha preso la direzione del Biondo nel 2013 con appena 1120 abbonati ed è arrivato a 4624 abbonati per la stagione in corso. Si tratta di un aumento del 411%.

È semplicemente incredibile se si pensa che nello stesso periodo gli abbonati della locale società di calcio, l’US Città di Palermo, sono passati da poco più di 12mila a poco più di 2mila.

Oggi, il Teatro Biondo ha il doppio degli abbonati allo Stadio Renzo Barbera. Come dire, a Palermo il Teatro Biondo è molto più popolare della squadra di calcio.

Nei numeri si tratta di un successo formidabile palesato anche negli incassi. Qui l’aumento è in linea con quello degli abbonamenti, passando da una cifra insostenibile, che non arrivava 227mila euro, a oltre 870mila euro.




Un aumento degli incassi del 385%, ovvero quadruplicati in cinque anni. Si tratta di entrate qualificate, perché derivanti esclusivamente dall’apprezzamento del prodotto. Inoltre, il costo medio per accedere al teatro si è ridotto, rendendo accessibile il Teatro Stabile anche a chi ha meno soldi.

La progressione degli incassi dalla vendita degli spettacoli è persino più spettacolare, passando dai 21mila del 2013 a quasi 300mila nel 2018. È un aumento del 1374%. Come dire, passare dalla serie D alla serie A. Da un’entrata marginale questa si è trasformata in un contributo consistente al bilancio. Questi non sono i biglietti venduti ma il risultato degli spettacoli prodotti a Palermo e venduti ad altri teatri. Rappresentano dunque un rafforzamento culturale nel posizionamento del teatro stabile di Palermo in Italia.

Roberto Alajmo nel 2013. Foto di Giusi Andolina

A tutto ciò è stata aggiunta una voce di incassi totalmente nuova e che prima non esisteva per il Biondo. Si tratta delle sponsorizzazioni che sono passate da 0 (zero) nel 2013 a 75mila euro nel 2018.

A fronte di questi aumenti negli incassi derivanti dall’attività, Alajmo ha dovuto fronteggiare una drammatica riduzione dei fondi pubblici locali messi a disposizione dai soci istituzionali. Comune di Palermo e Regione Siciliana hanno infatti ridotto il loro contributo da quasi 5 milioni e 800mila euro, a soli 4 milioni e 250mila.

Una riduzione del 30%, dunque, dei soci effettivi (e locali) compensata dall’aumento del contributo ministeriale (di circa 1 milione) che eroga sulla base di un meccanismo di merito. Anche questo è un successo perché ha spostato il peso dei costi da quello locale a quello nazionale esclusivamente sulla base del successo nei parametri quantitativi di merito (spettatori, abbonamenti, etc.).




D’altronde, Alajmo è riuscito a contenere i costi e persino a ridurli. Il costo del personale è stato ridotto del 30%. Qui entra in gioco la capacità del direttore nel tenere insieme una squadra di lavoratori che ha dovuto affrontare grandi sacrifici per navigare verso il successo. In cinque anni ci sono stati solo tre giorni di scioperi.

I successi sono quindi merito di tutti i lavoratori del Biondo, non solo del direttore. Ma è anche vero che con una riduzione così pesante dei costi del personale è estremamente difficile tenere il timone della barca mantenendo una intensità di contrasti interni così bassa.




Tutto ciò, va ricordato, in un periodo in cui Palermo ha attraversato una crisi economica molto dura.

D’altro canto, il trend di crescita è stato realizzato grazie anche a un contesto di attenzione alla cultura da parte dell’amministrazione comunale, dove il Teatro Biondo è stato parte integrante e tassello fondamentale. In questo contesto, il Biondo a direzione Alajmo ha “fatto la sua parte” e molto di più.

È stato in qualche modo la bandiera di un riposizionamento nel mondo della cultura italiana. Ma di questo ne parlerò nel prossimo articolo (qui) dedicato al bilancio più eminentemente culturale della direzione di Roberto Alajmo al Teatro Biondo di Palermo.

Intanto una domanda sorge spontanea: e se i nuovi proprietari del Palermo calcio pensassero a un nuovo “direttore” per il rilancio del club?

 

 


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