Un’agenzia per precari della Regione Siciliana. Barone (UIL): “Proposta interessante, ma no a slogan”

di Manlio Melluso

La Uil siciliana accoglie con interesse la proposta di un’agenzia statale che raccolga i precari della Regione, illustrata nei giorni scorsi dal sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, ma invita il governo nazionale a evitare fughe in avanti, auspicando un confronto con i sindacati. A intervenire nel dibattito sulla norma, che potrebbe essere inserita nella legge di stabilità, è il segretario generale della Uil siciliana Claudio Barone, che esprime preoccupazione per l’immediato futuro dei lavoratori: “Se si continua a non fare nulla, i precari siciliani a fine anno saranno licenziati. Apprezziamo chi fa proposte nuove, come appunto quella della creazione dell’Agenzia Statale, ma bisogna evitare annunci a cui non seguano i fatti e, soprattutto, litigi fra tifoserie”.

Claudio Barone, Uil Sicilia.

Claudio Barone, Uil Sicilia.

L’auspicio di Barone è che il governo nazionale si confronti con le associazioni di categoria che rappresentano i lavoratori nel territorio, per un percorso che sia concordato anche con Palazzo d’Orleans: “Nell’attesa dello sciopero già proclamato per l’11 dicembre – esorta il segretario regionale del sindacato – la Uil Sicilia chiede di essere convocata subito dal governo nazionale e da quello regionale per una linea d’azione chiara e condivisa”.

Per il leader siciliano della Uil occorre una svolta netta rispetto al passato: “Sino ad ora non si è voluto affrontare il problema e i vari governi hanno prorogato di anno in anno il contratto dei precari degli enti locali. Con la legge D’Alia, che tiene poco conto della realtà regionale, ottenere la proroga diventa più difficile e si rischia il licenziamento di 22.000 lavoratori, oltre che il collasso delle Amministrazioni, rette da anni da questo personale”.

Davide Faraone

Davide Faraone

Le cause della situazione ingestibile di oggi, per Barone, vanno ricercate in alcune “perversioni” del sistema: “I comuni siciliani non hanno proceduto alle stabilizzazioni – spiega il sindacalista – perché, così facendo, avrebbero perso i fondi regionali e sarebbero stati costretti a caricare le spese sui propri bilanci, spesso già disastrati. Per risolvere questa emergenza si sarebbe dovuto agire, invece, su un sistema di incentivi e garanzie”.

Ben venga, dunque, la svolta, ma Barone fissa i paletti: “La proposta del sottosegretario Faraone indica una strada potenzialmente valida. È necessario, però, sciogliere i dubbi sulla modalità di finanziamento dell’agenzia statale. Governo nazionale e regionale – conclude – devono percorrere la stessa strada, evitando l’ennesimo annuncio elettorale sulla pelle dei siciliani”.