Certo che non deve essere stato facile per Draghi spegnere tutti gli appetiti degli aspiranti viceministri e sottosegretari, né sarà stato facile domare l’ardore dei partiti della maggioranza “di unità nazionale” desiderosi di conquistare più posti al sole possibili.
Il risultato è parecchio deludente e dimostra che anche se sei un titolatissimo accademico o un’eccellenza mondiale in ambito economico e finanziario, quando ti confronti con la politica la brutta figura è dietro l’angolo.
E il “governo dei migliori” resta un’aspirazione incompiuta, scorrendo la lista dei neo-nominati, per almeno due motivi.
Governo Draghi: ministri e sottosegretari deludono le aspettative
Il primo motivo, il più evidente, è l’assenza di qualità nella scelta e la mancanza di qualsiasi regola e consuetudine istituzionale. Vedere un partito come il M5S avere nello stesso ministero, quello degli Affari esteri, il ministro Di Maio e il sottosegretario Di Stefano è un precedente indecoroso. Reso ancor più evidente se si legge cosa postava sui social il sottosegretario soltanto qualche settimana fa a a proposito dell’allora ipotetico incarico a Draghi.

Così come non può non suscitare sorpresa la scelta politicamente inconsueta ed inelegante di esponenti politici come Amendola e Centinaio, di accettare di fare i sottosegretari negli stessi dicasteri che avevano guidato da ministri.
Il secondo aspetto, ancor più grave, riguarda la considerazione nei confronti del Sud e della Sicilia di questo governo, inesistente. Lo aveva dimostrato nella collocazione geografica dei ministri, lo ha ribadito nella scelta dei sottosegretari.
Una ridda di voci e candidati sia nelle file del centrosinistra che nei due partiti del centrodestra “governativi”. Poi il black out. Maltrattati e mortificati i Siciliani si son dovuti ” accontentare” del già citato Di Stefano, che di fatto non vive la realtà siciliana così come il forzista Mulè e poi del “rieccolo” pentastellato Cancelleri.
Con buona pace di Forza Italia e Lega che hanno incassato, senza dire “biz”, un micidiale diretto allo stomaco. Per la Sicilia continuano le mortificazioni da parte di governi che poggiano su interessi distanti da quelli dell’Isola.
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