Trump continua a fomentare violenza contro gli Stati Uniti

Report, analisi e commento sulla spaventosa situazione negli Stati Uniti. Con filmati che mostrano la folle violenza della polizia

di Gabriele Bonafede

È ormai ovvio. La reazione di Trump al caos provocato da lui stesso è quella di alimentare altro caos attaccando brutalmente i manifestanti pacifici e aiutando, di fatto, quelli violenti. Persino gli ufficiali di polizia cercano di fargli capire che sarebbe meglio non parlare se non per rappacificare. Ma lui insiste con discorsi quanto meno inopportuni. Platealmente. Così facendo, scatena la violenza contro i cittadini degli Stati Uniti.



Giustizia per George Floyd

Una violenza rivolta anche contro gli articoli basilari della Costituzione degli Stati Uniti. Trump sembra che stia cercando di azzerare lo stato democratico e instaurare uno stato poliziesco e militare basato sulla violenza, sul modello dei dittatori sudamericani e le dittature del XX secolo.

Le immagini che arrivano dagli Usa parlano chiaro. Nella stragrande maggioranza dei casi la polizia si comporta in maniera brutale contro chi manifesta pacificamente, ma spesso non interviene in tempo quando ci sono saccheggi e vandalismi.

Anche nei casi in cui manifestazioni pacifiche prendono una piega drammatica, è proprio la polizia a provocare violenza inaudita scagliandosi in modo sconnesso e impressionante contro manifestanti inermi. A volte, secondo alcuni, lo farebbe con l’aiuto di suprematisti bianchi, neonazisti armati per fomentare la violenza. Il tutto in un quadro in cui gli assassini di George Floyd non sono ancora tutti perseguiti.

E la brutalità giornaliera della polizia non viene perseguita se non con il semplice licenziamento laddove andrebbe applicata qualcosa di simile al 41bis utilizzato per i mafiosi in Italia. La polizia americana, infatti, appare spesso come un’organizzazione criminale al di fuori delle leggi. E a farne le spese sono anche quei poliziotti che invece non vorrebbero fare parte di questa organizzazione criminale. A farne le spese sono gli Stati Uniti stessi e, di rimando, tutto il mondo.



I poliziotti si uniscono alla protesta, ma tre assassini di Floyd rimangono a piede libero

Per fortuna, in molti casi, e anche in molte dichiarazioni, decine di poliziotti hanno deciso di unirsi ai manifestanti. Emblematica l’immagine dei poliziotti in ginocchio in omaggio a George Floyd, barbaramente torturato e ucciso una settimana fa, senza alcun motivo se non il razzismo rampante.

Ma purtroppo ci sono anche altri casi, ad esempio a New York, in cui i poliziotti si inginocchiano e manifestano simbolicamente la loro solidarietà alle proteste civili, per poi lanciare assalti brutali contro centinaia di persone pacificamente in strada.



Quattro poliziotti uccidono George Floyd con violenza inaudita e premeditata

Ancora oggi, nonostante le immagini parlino chiaro, solo un poliziotto dei tre che hanno materialmente ucciso Floyd è stato imputato di omicidio. Per giunta con un capo di imputazione per omicidio non intenzionale, quando l’intenzione appare invece evidente.

Per più di otto minuti, in tre, si sono accaniti a togliere il respiro a George Floyd, nonostante li pregasse di lasciarlo respirare. C’è anche un quarto poliziotto che guarda la scena senza far nulla per impedire agli altri di commettere l’efferato omicidio. Come in tanti altri casi, i poliziotti che commettono crimini orribili al massimo sono licenziati anziché tradotti in galera.

E questo succede anche in flagranza di reato. Ovvio che continuino a commettere crimini. Le proteste sono fondamentalmente su questo punto: cercare di proteggere i semplici cittadini dalla violenza di criminali impuniti che portano indegnamente una divisa di uno stato teoricamente democratico.



Una storia di violenza ulteriormente fomentata da Trump

Purtroppo, l’assassinio di Floyd non è certo un caso isolato nella lunga storia di violenza perpetrata gratuitamente da coloro che dovrebbero proteggere i cittadini dalla violenza. Soprattutto per quanto riguarda i crimini della polizia contro gli afroamericani e altre minoranze.

Il barbaro assassinio di George Floyd è diventato però un caso emblematico in un’America ormai provata e con i nervi a fior di pelle per la crisi di identità sommata alla tragedia della pandemia, a quella economica, occupazionale e finanziaria e alla mancanza di una guida presidenziale che abbia un minimo di senso, se non il mantenimento del potere nepotista in se stesso. A ogni costo, Trump, vuole rimanere in sella pur avendo abbondantemente dimostrato di avere sprofondato gli Usa nell’abisso.



Trump incita alla violenza con parole di odio

Ieri Trump ha fatto anche di più per fare affondare gli Usa nel caos. Con un discorso infiammatorio degno di un dittatore, si è profuso in insulti a destra e manca. Declamando con una violenza verbale inaudita. Pur incominciando con un appello alla legge e all’ordine e parole di pietà a difesa delle vittime, ha finito per incitare ulteriori azioni brutali da parte delle forze dell’ordine e di seguaci razzisti e violenti. Ha anche minacciato di utilizzare l’esercito per dominare le manifestazioni.

Gran parte del suo discorso, condito di immagini religiose che aumentano l’inquietante sapore medievale delle sue affermazioni, è stato un messaggio di odio. A questo, va aggiunta la serie di telefonate fatte ai governatori degli stati interessati dalle rivolte. Al telefono, Trump, come è emerso dalle conversazioni ormai di dominio pubblico, ha insultato i governatori raccomandando di usare maggiore violenza per reprimere le manifestazioni.



La violenza gratuita della polizia continua senza freni

Gli episodi di violenza da parte della polizia documentati con filmati sono innumerevoli. Spesso raccapriccianti, come il poliziotto che massacra una studentessa inerme a colpi di taser. Innumerevoli le immagini di macchine della polizia che proseguono sopra i manifestanti, cariche su persone in ginocchio, arresti di persone che manifestano pacificamente, violenza gratuita su giornalisti e arresti di operatori della stampa che filmano e commentano.

Ormai è comune la pratica della polizia lo sparare proiettili di gomma e lacrimogeni ad altezza d’uomo. Molti i feriti, anche tra i giornalisti. Una giornalista ha perso un occhio, colpita da un proiettile della polizia. Innumerevoli i feriti a causa di proiettili di gomma, lacrimogeni, manganellate, bastonate, violenza gratuita e insensata della polizia. Molti i cittadini danneggiati agli occhi a causa di spray al peperoncino deliberatamente spruzzato negli occhi a distanza di pochi centimetri e senza alcun motivo se non quello di danneggiare la salute.




Tutto ciò mentre numerosi ufficiali d’alto rango, nella stessa polizia, chiamano alla calma e alla solidarietà. Ma purtroppo, in alcuni casi alle parole non seguono i fatti e la violenza degli agenti continua. Forse i capi delle polizie locali hanno perso il controllo della situazione e non riescono a far passare gli ordini di tolleranza ai propri sottoposti.

Ciò accade quando dalla massima istituzione del paese, la Casa Bianca, si spande il clima di odio. Ma la sensazione, guardando i numerosi filmati, è di forze dell’ordine impunite che spadroneggiano terrorizzando la popolazione. Più che poliziotti, sembrano bande di mafiosi armati e liberi di commettere crimini.



La polizia brutalizza le manifestazioni pacifiche e distrugge i propri mezzi. Mentre Trump incita alla violenza utilizzando simboli religiosi

Così, la situazione diventa sempre più esplosiva giorno per giorno. In molti casi è la stessa polizia a provocare e a organizzare violenze contro i propri mezzi. In un video si vedono chiaramente i poliziotti distruggere un proprio mezzo, con i manifestanti che protestano per questo atto vandalico degli agenti contro le proprietà dello Stato, e filmano la scena. I manifestanti dicono chiaramente che la polizia distrugge i propri mezzi per poi dare la colpa agli afroamericani o comunque ai manifestanti.

Il medioevo prossimo venturo

Quando si verificano saccheggi, le forze dell’ordine sono spesso intervenute molto tardivamente o non sono intervenute affatto. Laddove nei raggruppamenti pacifici agenti e guarda nazionale intervengono più speditamente per usare violenza e brutalizzare la folla pacifica. Procedendo ad arresti con l’immancabile scena del ginocchio sul collo, come fatto su Floyd, e le manette applicate alle mani dietro la schiena. Modalità di arresto contrarie non solo alle più elementari regole dei diritti umani ma anche incomprensibili dal punto di vista della loro utilità.

Con l’ulteriore odio disseminato dalle parole violente di Trump il quadro non può che peggiorare. Tanto più che il presidente Usa ha fatto caricare brutalmente i manifestanti davanti alla Casa Bianca per poter parlare poi con una bibbia in mano di fronte alla chiesa di Saint John a Washington. E con la bibbia in mano ha fomentato ulteriore violenza, chiamando alla repressione con la forza. L’autorità ecclesiastica proprietaria della chiesa ha fatto una dichiarazione nella quale stigmatizza il comportamento di Trump il quale non ha nemmeno chiesto il permesso di utilizzare la chiesa quale sfondo per le sue invettive di odio.



L’impressionante violenza della polizia, a partire dalla Casa Bianca. Ecco alcuni  filmati

Nella brutale repressione dei manifestanti davanti alla Casa Bianca sono stati colpiti tutti indiscriminatamente, persino una giornalista di una tv australiana (video riproposto insieme ad altri alla fine dell’articolo). La figlia del sindaco di New York è stata arrestata mentre manifestava pacificamente, laddove provocatori e infiltrati neonazisti, teppaglia comune, e chissà chi altri, sono stati lasciati liberamente operare per seminare caos e violenza.

George Floyd, il punto in cui è stato ucciso è commemorato con migliaia di fiori e biglietti

Le immagini sono semplicemente impressionanti e alla fine di questo articolo i filmati che riassumono solo alcuni degli episodi presenti. Tra questi, c’è anche il caso di una truppa di poliziotti, più precisamente criminali armati in questo caso, che sparano a una famiglia che era semplicemente a casa propria…

Si vedono anche raccapriccianti filmati con persone insultate, minacciate, spinte con violenza per terra nonostante le mani alzate. Una donna è stata spinta violentemente e ha sbattuto la testa sul marciapiede. Poi ricoverata per lesioni.

In molti casi i poliziotti agiscono con il chiaro intento di danneggiare fisicamente e senza alcun motivo i manifestanti pacifici, spruzzando spray al peperoncino da pochi centimetri per danneggiare la vista dei comuni cittadini. La polizia terrorizza anche i bambini, le donne, gli anziani, gli indifesi.



Ragazzini sotto il fuoco, infermieri attaccati dalla polizia mentre curano i feriti

Una vergogna impressionante e senza fine. Si vedono persino alcuni poliziotti il cui comportamento sembra talmente eccitato da supporre l’uso di droghe, oltre all’incitamento di superiori, primo tra tutto lo stesso Trump.

Altre immagini mostrano mezzi della polizia che calpestano manifestanti pacifici, poliziotti che distruggono provviste di acqua, oppure che sparano dritto sulle telecamere dei media. Poliziotti a cavallo che calpestano manifestanti pacifici, assalti in piena regola contro persone con le mani alzate. E ancora poliziotti che terrorizzano bambini, sparano proiettili di gomma su ragazzini, attaccano, brutalizzano e arrestano infermieri che cercano di salvare i feriti.

Una infinita serie di violenze e abusi senza alcuna paura di incorrere in sanzioni. Un vero e proprio stato nello stato, la polizia statunitense, che rigurgita una violenza inaudita e ingiustificata: anziché proteggere i comuni cittadini li massacra.

In questo quadro, la spaventosa pagina della storia americana e mondiale sembra solo agli inizi.




 

 

Qui il primo filmato: la sequenza della violenza scatenata dalla polizia davanti alla Casa Bianca per fare passare Trump. Il video è realizzato della Tv australiana 7News. La troupe è stata assalita e colpita più volte dalla polizia americana. L’Australia ha annunciato un’inchiesta.

 

In questi due filmati diversi casi di violenza della polizia sui giornalisti

 




 

 

In questo filmato, una raccolta di video sulla raccapricciante violenza della polizia. Alla fine un esempio di come la polizia potrebbe invece comportarsi per ottenere maggiore efficacia nel limitare i saccheggi insensati e la violenza: parlando e unendosi alle manifestazioni pacifiche. Un poliziotto parla ai manifestanti e li incita alla manifestazione pacifica: risultato, una manifestazione di dissenso senza alcun incidente.

 




 

 


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