Campionati e coppe europee vanno sospesi. Le porte chiuse non bastano

di Gabriele Bonafede

Decretati nuovi e più incisivi provvedimenti per ritardare la crescita dell’epidemia di coronavirus, ormai preoccupante in Italia e in Europa. A prima vista sembrano provvedimenti che, se la popolazione collabora, avranno un certo grado di efficacia. Provvedimenti che sarebbe stato meglio attuare almeno una settimana fa.




Purtroppo, uno salta agli occhi per inadeguatezza. Ossia la continuazione del calendario dei campionati di calcio a porte chiuse. Ebbene, le porte chiuse non bastano. Per ottenere una reale efficacia, i campionati vanno tutti sospesi per almeno un mese.

Vero, la continuazione con porte chiuse è un passo avanti. Per fortuna. Giocare a porte chiuse impedisce ciò che doveva essere impedito da tempo, e cioè il pericolo d’infezione attraverso assembramenti di migliaia e decine di migliaia di persone negli stadi, e il viaggiare di tifosi in lungo e in largo per l’Italia. Ma anche con le porte chiuse saranno moltissimi gli italiani che si riverseranno in bar e pub a vedere le partite. Per giunta al chiuso, a poca distanza gli uni dagli altri, con ancora più evidenti possibilità di contagio moltiplicate a potenza.




Il campionato di calcio, anzi, tutti i campionati italiani ed europei, comprese le coppe, vanno sospesi per almeno un mese. È l’opinione di diversi esperti in epidemiologia. Proprio per evitare l’ammassarsi di persone in luoghi chiusi a vedere insieme le partite in TV in locali pubblici. A meno che, insieme alle porte chiuse, si proibisca la diffusione delle partite in tutti i luoghi pubblici. Cosa impossibile da attuare, nemmeno se si trasmettono le partite in chiaro.

Inoltre, le squadre di calcio sono esse stesse a rischio di contagio. Come è noto, l’attività agonistica espone al rischio della “open window”. Cioè un abbassamento delle difese immunitarie successivamente a sforzi agonistici importanti. Infezioni di sportivi apparentemente in ottima salute, come il Paziente 1 italiano, non sono casi isolati. Già una squadra di calcio di serie C, la Pianese, ha avuto alcuni casi di coronavirus. Aspettare che ci siano casi di contagi anche in serie A e B è da irresponsabili. Le disposizioni per gli atleti sono infatti impossibili da attuare.




Va da sé, che sono da sospendere tutti gli altri sport. Soprattutto gli sport agonistici indoor che raccolgono spettatori e atleti in numero considerevole, come il basket (che è stato finalmente sospeso), la pallavolo, la pallanuoto, eccetera. Devono essere sospese anche maratone, corse di ciclismo e qualsiasi altra competizione che raccoglie numerosi atleti insieme.




In copertina, folla in uno stadio. Photo by Hadi Yazdi Aznaveh on Unsplash.

 

 


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