Elezioni anticipate: ultima spiaggia prima della catastrofe Brexit

di Gabriele Bonafede

Tre anni e mezzo di caos e incertezza, ecco cosa ha concretamente portato la Brexit finora nel Regno Unito. Al di là delle previsioni e degli studi sugli impatti, tutti negativi sia con accordo che senza (il No-Deal), la Brexit ha portato evidenti disastri prima ancora di essere attuata.



L’ultimo bluff: le elezioni anticipate

Dopo l’ennesimo rinvio, il Parlamento britannico ha deciso di far parlare l’elettorato. Ma ancora una volta sbagliando.

Anziché chiamare l’elettorato a esprimersi sull’approvazione o meno della Brexit nella forma costruita dall’attuale governo, ha convocato nuove elezioni anticipate per rinnovare il Parlamento.

Già così, con la contorsione stessa dell’argomento, è chiaro a quale punto di schizofrenia politica, di caos, di incertezza si è arrivati a causa del più sciagurato referendum mai realizzato, quello del 2016. Un referendum che ha irrimediabilmente disunito il Regno Unito.




Elezioni dunque, per il 12 dicembre: poco prima di Natale. E che saranno di una incertezza mai vista, dovuta all’estrema volatilità delle opinioni nell’elettorato e alla presenza di più di due grandi partiti.  Si fanno avanti, infatti, i liberaldemocratici di Jo Swinson. I soli a essere sempre stati chiaramente e decisamente contro ogni forma di Brexit.



Catastrofe Brexit: caos, crisi e due elezioni anticipate in pochi anni

Prima ancora che la Brexit sia realizzata, infatti, si sono realizzati i peggiori scenari possibili. Sono fatti, non previsioni.

Jo Swinson, leeader dei Liberaldemocratici. Il suo partito sarà determinante in queste elezioni anticipate del 2019

Se ci sono effetti certi della Brexit, il primo effetto ormai conclamato è stato di dividere il Regno Unito sia politicamente, sia a livello di società civile, sia a livello geografico. La Scozia è decisamente contro la Brexit e ripropone con forza l’indipendenza. Per non parlare dell’Irlanda del Nord dove si rischia di tornare ai problemi di venti anni fa.

Il secondo è stato quello di provocare una crisi finanziaria e occupazionale che altrimenti non ci sarebbe stata. Sono innumerevoli le imprese che sono andate via dal Regno Unito a causa della Brexit. Si stimano già 500mila posti di lavoro persi. Intere comunità sono economicamente in ginocchio. E ancora la Brexit non è stata nemmeno attuata.

Il terzo, non meno importante e per una volta positivo, è stato quello di creare un movimento pro-Europa che non ha precedenti al di là della manica.  Il quarto, anch’esso positivo, è quello di rafforzare l’opinione pubblica degli stati membri a favore dell’Unione Europea, con poche eccezioni.




Il quinto effetto è stato ancora più perverso. Unito al caos politico scatenato dalla Brexit, si affermato un mondo di violenza verbale e materiale nella società britannica che ha già mietuto vittime.

Ormai sono all’ordine del giorno gli insulti, le intimidazioni, le minacce ai parlamentari dello schieramento opposto. Con una vittima prima ancora che si votasse al referendum: la deputata Jo Cox, accoltellata da un pazzo Brexiteers irretito dalla folle propaganda fake pro-Brexit.

Infine, l’effetto della Brexit sulla politica ha prodotto due elezioni anticipate in soli tre anni. Queste elezioni anticipate sono già un record: mai due elezioni anticipate così ravvicinate una dopo l’altra. Anche questo un effetto della Brexit. Elezioni che hanno l’aria d’essere l’ultima spiaggia prima della catastrofe Brexit.




 


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