I due dell’Ave Maria all’attacco delle istituzioni. Mentre l’Italia affonda

Di Maio e Salvini ritornano ai tempi dell’avvio di governo, come quando erano “due cuori e una capanna”

 

di Vincenzo Pino

Dismessi i panni della contrapposizione delle settimane passate Di Maio e Salvini ritornano ai blocchi di partenza dell’avvio di governo, come quando erano “due cuori ed una capanna”.

I due piccioncini

Si erano sentite voci discordanti nelle settimane passate tra i due quando offesi non si parlavano, ma ora dopo il lungo colloquio telefonico “rappacificatore” Di Maio ha ripreso la sua funzione da un anno, quella di essere il fedele esecutore dei desiderata di Salvini.

Lo aveva fatto con l’impeachement a Mattarella sul caso Savona, lo aveva replicato nel caso dell’Aquarius e della Diciotti ed ora torna a recitare lo stesso canovaccio.

L’oggetto del contendere sono i mini bot, che di bot non hanno nulla e su cui Salvini sta tentando di lanciare l’ennesima esca per attirare le piccole imprese del Nord in relazione ai ballottaggi di oggi. Dove i cinque stelle non sono presenti se non a Campobasso.



I mini bot

Si sa che è un provvedimento impossibile in una fase peraltro in cui l’Italia è sotto procedura d’infrazione per debito eccessivo che il povero Tria stava cercando di bloccare nel recente incontro dell’Ecofin.

Questi erano quattro…

E mentre era impegnato in questa “mission” è arrivata la solita bordata contro il ministro dell’economia che però, stavolta a differenza del passato, ha avuto la solidarietà del Presidente del Consiglio, Conte.

La politica di governo si è ormai divaricata. Da un lato chi cerca di negoziare, nelle condizioni di isolamento cui l’ha portato il duo, una presenza ed una rappresentanza dell’Italia in Europa e dall’altra chi delegittima ad ogni piè sospinto questo tentativo.

Rigettata la proposta di Letta quale Presidente del Consiglio Europeo, il governo italiano rischia di essere escluso da qualsiasi ruolo nelle istituzioni europee e l’attacco sui mini bot ha anche l’obiettivo di esasperare le contrapposizioni con la Ue mentre Conte avviava un tentativo, quasi disperato, di negoziare con Weber una qualche soluzione al problema.

La situazione è questa, si sappia, Lega e cinque stelle, rischiano di avviare la crisi di governo, dopo gli avvertimenti di Conte che non sembra abbiano avuto l’effetto desiderato.

E se la Lega può avere questo interesse vista la crescita di consenso che registra non si capisca quale possa essere quello dei cinque stelle.



La matematica è un’opinione

Ma tentare di far ragionare Di Maio è un’ impresa impossibile. Di fronte alle difficoltà va sempre in isteria ed intima ora a Tria di “trovare i soldi” per realizzare l’opzione bot.

Ipnotizzato

E se ci pensate bene è la ripetizione di quello che è avvenuto l’anno scorso, quando di fronte ai rilievi del ministro e della Ue sul deficit eccessivo non mollò di un centimetro fino a quando lo spread non arrivò a 328.

E fu sempre allora che Di Maio confermò di avere vinto la guerra contro il rigore europeo stabilendo che 2,4 è uguale a 2,04.

Insomma, quando si è ipnotizzati dai finti rosari, la matematica diventa solo un’opinione.

Nel frattempo l’Italia è nei guai, perché l’introduzione dei Mini Bot sarebbe il caos monetario e finanziario. Che pagherebbero, ancora una volta, gli italiani.




 

Per chi voglia ancora approfondire la tematica esposta vedi sul Corriere della Sera: Il sospetto di Conte. Se la prendono col Tesoro ma nel mirino ci sono io.

Per chi voglia approfondire i danni prodotti sull’economia del paese in questo anno di governo vedi: Economia e spread un anno di bugie del governo lega m5s

 


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