Il M5S è contro la TAV ma vuole realizzare la terra piatta in Sicilia

di Gabriele Bonafede

Certo che in quanto a bufale da far piangere di ridere i grillini sono imbattibili. Nemmeno Lercio arriva a questi livelli. Tanto che il quotidiano satirico ha già pubblicato uno dei suoi titoli sull’argomento, affermando di dover chiudere perché questo governo è imbattibile nelle supercazzole.

Lercio: “Governo istituisce la figura del Ministro di sostegno per Toninelli”

Ad ogni nuova proposta dei grillini è dunque ovvio che ci si chieda se non sia l’ennesima materia prima per mozzarella.

Proprio mentre i grillini si ostinano a deragliare la TAV, in Sicilia circola una loro stessa proposta: realizzare un “systema Hyperloop” che percorrerebbe in soli 10 minuti il viaggio da Palermo a Catania. Più o meno il tempo che ci vuole per andare a piedi da piazza Politeama a via Catania, pioggia permettendo.




La cosa, a prima vista, appare un poco peregrina. In autostrada, per la quale ancora il governo siciliano non è riuscito a rimettere in piedi pochi metri di viadotto crollato anni fa, ci sono circa 200 km. In linea d’aria le due aree metropolitane, che insieme non raggiungono due milioni di abitanti, distano circa 166 km.

In linea d’aria significa che, ammesso e non concesso che si possa tracciare una infrastruttura in linea retta tra Palermo a Catania, bucando Madonie, saltando fiumi e abbattendo qualsiasi cosa, compresi abitati, paesini, greggi di pecore, monumenti e città che si trovano sul suo percorso, il “treno” dovrebbe comunque viaggiare a una velocità media di qualcosa come 1000 km orari o più. Per “facilitare” le cose, si potrebbe fare un tunnel lungo circa 170-200 km a una profondità media di svariate centinaia di metri rispetto all’altezza delle Madonie e di qualche altra “collinetta” di passaggio.

Per qualche chilometro in più…

Per carità, magari nell’anno 2050 sarà possibile realizzare un sistema del genere e persino prima, sempre che a forza di bufale l’umanità, e specialmente l’Italia, non si autodistrugga prima. Ma non ci dovrebbe essere alcuna fermata intermedia. Ne basterebbero due per far diventare il viaggio di 20 minuti (ipotizzando solo 5 minuti a fermata) anziché 10.

La sparata dei grillini indica comunque una velocità del nuovo sistema  che dovrebbe superare 1200 Km orari. Vero, lo dicono quelli dell’Hyperloop. Pare abbiano testato già qualcosina che viaggia a oltre 700 Km orari. Inutile dire che un movimento politico che va appresso a teorie complottiste (che negano la fisica) forse non sappia che 1200 Km orari corrispondano grosso modo alla velocità del suono. Per fortuna lo sanno Musk e quelli che lavorano alla realizzazione del sistema Hyperloop. Pare abbiano trovato la maniera di aggirare il limite di Kantrowitz. Come? Aspirando l’aria del tubo-tunnel dell’Hyperloop dall’altro lato, o qualcosa di simile. I grillini sanno di tutto ciò? Chi lo sa, può darsi.




Vabbè. Tanto basta, non serve un trattato di fisica e tecnologia applicata. Ci crediamo, in Sicilia abbiamo creduto a cose ben più lerce.

Diciamo che è tecnicamente possibile, magari in tempi umanamente brevissimi e geologicamente nulli, come una decina o una ventina d’anni. A proposito, in Sicilia, per completare l’autostrada Palermo-Messina ci sono voluti grosso modo 50 anni…

Realizzarlo in linea più o meno retta è un bel problema comunque: dovrebbe essere quasi tutto in tunnel con un impatto ambientale semplicemente mostruoso. Altro che TAV. Le analisi costi benefici e l’impatto ambientale sulla Torino-Lione, a confronto, sono pacchetti di patatine per bambini. Le aree archeologiche che attraverserebbe questo tunnel avveniristico andrebbero in ogni caso a farsi acchiappare dal di dietro. Gli ulivi presi nel mezzo, tanto cari ai grillini, riceverebbero le esequie di stato.

… e qualche ulivo di meno.

Con ipertrofico cinismo ambientale, ammettiamo pure che lo si riesca a realizzare fisicamente oltre che tecnicamente. Con poco più dei km in linea d’aria, mettiamo 180 km.

Solamente i costi finanziari, perché di quelli ambientali ce ne siamo allegramente fregati, sarebbero pazzeschi. A partire dall’acquisto del sistema di viaggio che probabilmente è qualcosa da economie sviluppate e non certo la Sicilia di oggi, che va appresso agli spiccioli del Reddito di Cittadinanza. I costi di un siffatto tunnel sono leggermente surreali. Basta chiedere al bar sotto casa: “Ma quanto costa un tunnel di 180 km sotto la roccia di Sicilia?” “Al momento non ho il libretto d’assegni, sono sprovvisto…”.




Poi ci sarebbero i costi di manutenzione e gestione. E forse anche qualche “costo-ombra” in più…

I problemi principali sono i costi. Musk sostiene invece che si tratta di uno dei punti forti del suo Hyperloop: costerebbe di meno rispetto ad altri. Tuttavia costerebbe qualcosina in più di uno smartphone.

Per trasportare chi e cosa? L’autostrada Palermo-Catania non è deserta ma non è nemmeno affollata, tanto che non si paga pedaggio. Persino senza pedaggio non è certo una infrastruttura che soffra di alto traffico, tranne nelle malcapitate zone piagate da mancata manutenzione o frane, e nelle aree metropolitane di arrivo e partenza (quelle sì, avrebbero bisogno di qualche investimento). La popolazione siciliana è in forte declino e invecchiamento, soprattutto al netto degli immigrati che, si sa, questo governo vuol far crepare in mare o nei lager libici. Con il trend attuale, nel 2050, se ci saremo, saremo molto pochi qui in Sicilia. Non parliamo dell’economia.

HyperSicilia

Per carità, è vero che solo 30 anni fa ci sembrava fantascienza il telefono portatile, figuriamoci lo smartphone, oggi d’uso anche troppo comune. Ma qui parliamo di grandi infrastrutture, di cose che di solito vengono realizzate dove c’è un’economia che sostiene i grandi costi d’investimento e gestione con grandi benefici presenti e futuri. E che magari ha anche una forza finanziaria un ciccinino più esperta e capace di quella di un’Isola che non ha più nemmeno una grande banca locale. Un’isola dove ci si sciarrìa per un tozzo di pane e si emigra a tipo Mosè e il suo popolo verso terre promesse sempre straniere.

La domanda sorge dunque spontanea: che cavolo c’è di così alto valore tra Palermo e Catania da giustificare i costi di una infrastruttura così avveniristica? Se oggi ce ne fosse la possibilità tecnica, non sarebbe inizialmente realizzata in un’area del mondo dal reddito pro capite svariate volte maggiore di quello che c’è in Sicilia e con una maturazione economica molto più elevata? O per lo meno con una fortissima densità demografica se non economica? La risposta non può essere che sì. E infatti le aree geografiche e urbane dove il sistema Hyperloop sta avendo una certa considerazione sono la California, i Paesi Bassi, la Scandinavia, determinate zone dell’India molto densamente popolate…

C’è ampia scelta

La Sicilia, a confronto, è un deserto economico e, purtroppo, anche antropico. Quale interesse in Sicilia? Il turismo, da solo, sembra poco convincente, come qualsiasi altra considerazione, visto che si tratta di un’isola che è mal collegata sia al suo interno sia verso l’esterno. Contrariamente alle zone sopra citate dove l’Hyperloop sarebbe complementare a reti di trasporto di ben altra forza e logica di interscambio, in Sicilia si andrebbe da Palermo a Catania e ritorno. A tipo passeggiatina per prendere un arancino lì e un’arancina qui.

Pare, insomma, che l’idea di collocare un sistema Hyperloop in Sicilia non sia qualcosa pensata all’interno di una generale strategia dei trasporti. Sembra buttata lì a caso. In pasto all’elettorato che vive di sogni e scatolette di tonno. D’altronde, il ministro dei trasporti in Italia è un certo Toninelli. Uno che i tunnel se li mangia a colazione al posto della Nutella, preferita dal suo collega agli interni.




La domanda da caffé ristretto, con o senza arancina è: ma perché non realizzare la TAV oggi che colleghi Milano all’Europa invece di realizzare chissà quando una Hyper-TAV in Sicilia tra due sole città in dissesto economico e infrastrutturale? Boh. Anche qui si deve cercare la risposta nell’immaginifico mondo delle meraviglie.

Rimane dunque il mistero. A meno che non si voglia trasformare la Sicilia in un test per qualcosa al limite della tecnologia odierna. Ammesso che ci sia.

Cavie, i siciliani. Da sempre trattate come tali, politicamente e socialmente. D’altronde l’esperimento sociopolitico dei Cinque Stelle si è affermato inizialmente proprio in Sicilia, da sempre test delle più pirandelliane sperimentazioni politiche e di qualche cattedrale industriale nel deserto.

Dopotutto, il treno che viaggia a oltre 1200 Km orari in Sicilia è fattibile in tempi molto più brevi del previsto. Basta trasformare l’Isola in terra piatta.

 

 

 

Immagine dell’Hyperloop nel testo tratta da Wikipedia. By Okras – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62477781

 

 


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