Palermo, Mago Lopez toglie l’incantesimo al Barbera

di Gabriele Bonafede

Dopo il pareggio incredibile a casa del Napoli-schiacciasassi, arriva un’altra opera di Mago Lopez: toglie l’incantesimo al Barbera. E arriva una vittoria importante, alla fine di quasi nove mesi di digiuno e di triste attesa. L’ultima vittoria era stata quella memorabile gara contro l’Hellas Verona, quel 3-2 che aveva sancito la permanenza dei rosanero in serie A all’ultimo respiro, il 15 maggio 2016.

Mago Lopez. Che la sua bacchetta continui a dare risultati.

Mago Lopez. Che la sua bacchetta continui a dare risultati.

Per arrivare a questa vittoria con il minimo scarto contro il Crotone, c’è stata una vera e propria attesa pre-maman. E infine un parto vero e proprio, che sgravida con successo la pancia rosanero ormai troppo grande.

Il 5 febbraio 2017, giorno di Sant’Agata patrona di Catania, Lopez prende la sua bacchetta magica e toc: Palermo-Crotone 1-0, vittoria.

Se Corini era Genio, Lopez si rivela dunque Mago. Per lo meno fino adesso.  A Napoli il Palermo aveva fatto le barricate e i giocatori rosanero sembravano aver preso la pozione magica di Panoramix, sia pure nel solo reparto difensivo.

Contro il Crotone si doveva agguantare una prima vittoria in questo campionato nel peggior campo a disposizione: Il Barbera stregato. Campo stregato, e finalmente incantesimo rotto.

A Lopez, forse, è bastato alzare la bacchetta magica e urlare la formula magica: “tremate, tremate le streghe sono andate”. E così è stato.

Nestorovski si ripete. Ma che giocata e assist di Embalo!

Nestorovski si ripete. Ma che giocata e assist di Embalo!

Anche con i soliti problemi di gioco e davanti a un avversario modesto, anche con un gol divorato che avrebbe permesso un finale di gara più tranquillo, anche con il Barbera quasi vuoto, anche con le gambe tremanti che non hanno concesso altri gol, il risultato pieno è arrivato: porta inviolata, per la prima volta in casa, e tre punti grazie alla rete della rivelazione più evidente di questo campionato serie A 2016-2017, Ilija Nestorovski.

Se Paganini non ripete, lui riprende a ripetersi con un gol al San Paolo di Napoli e poi un altro al Barbera di Palermo.

Questo è il nono sigillo, o la nona sviolinata del macedone che si porta a un passo dalla “doppia cifra”, un traguardo che era stato raggiunto solo nell’ultima gara dal cannoniere rosanero dello scorso anno, Alberto Gilardino.

E questo gol arriva su assist di un uomo che forse è il simbolo di questa squadra guidata da Mago Lopez che appare completamente trasformata almeno sul piano dell’attenzione, della carica e della dedizione: Embalo. Sicuramente grazie anche al lavoro del suo predecessore Genio Corini, ma la mano del nuovo allenatore è evidente.



Oggi finalmente in grande spolvero, con una serie di dribbling superbi prima d’imbeccare Nestorovski per il gol-partita nel primo tempo. Tante giocate che mettono Embalo già in rilievo rispetto al ricordo dell’ormai partito Quaison nel ruolo di fantasista palla-a-terra.

La statua di Sant'Agata a Palermo è lì in alto.

La statua di Sant’Agata a Palermo è lì in alto.

Mago Lopez ha messo dentro la squadra che aveva. Senza nuovi rinforzi invernali a centrocampo, senza due pedine importanti volate via come rondini, senza due titolari difensivi, senza nulla se non la magia d’infondere coraggio e compattezza, attenzione e corsa. E ha messo dentro Silva e Sunji che hanno persino guadagnato apprezzamento in pochi minuti finali.

A fine partita, applausi alla squadra rosanero. E applausi al nuovo Mago di Palermo. Che rimanga magico per molto tempo ancora e che la sua pozione continui a fare effetto, al Barbera e altrove.

La vittoria del Palermo, dicevamo, arriva nel giorno di Sant’Agata. A dieci anni da quello sciagurato derby a Catania del 2007 in cui morì Filippo Raciti.

Qui va ricordata la memoria di uomo che ha dato la vita in servizio, con il massimo sacrificio e senso del dovere. 

Sant’Agata è santa siciliana celebrata e amata anche a Palermo, dove figura in uno dei Quattro Canti con la sua immagine in statua d’alto valore artistico, quale patrona di uno dei quartieri storici di della città.

Che il ritorno alla vittoria del Palermo sia di augurio perché non ci siano più assurde e malevoli rivalità tra tifoserie, e il calcio torni ad essere uno sport sano e d’amicizia.

Rivalità sportiva quanto si vuole, ma nell’ambito della civiltà, della sportività e del rispetto dell’avversario.

 

Nel testo, uno dei quattro canti di Palermo (Piazza Villena) con la statua di Sant’Agata, tratta da Wikipedia. Di Bjs – Opera propria, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1984155

Foto in copertina: Palermo-Crotone 1-0, ma lo stadio è quasi vuoto.



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