Il conte di Carmagnola e la politica delle trombe

di Giovanni Rosciglione

 

Ormai il dibattito politico del nostro sfortunato paese è contrappuntato, non da elementi di analisi, approfondimenti rigorosi dei fatti, pazienti introspezioni sociopolitiche, ma da trombe degne di citazioni manzoniane. Come il conte di Carmagnola.

Il conte di Carmagnola e Alessandro Manzoni

Il conte di Carmagnola e Alessandro Manzoni

Le arene circensi dei Talk e le fantasiose gazzette del fango, annunciano invece il tema del giorno con “squilli” di trombe, con grida manzoniane. Ad alto volume e ad ampio raggio. Così che anche il pacifico cittadino, il mite osservatore dei fatti non può sottrarsi a dire la sua con concitate espressioni.

Ieri (e oggi, e domani, e sino a quando qualche altra tromba trapasserà i nostri timpani) i monatti e gli untori di questa peste civile imbracciano lo strumento, gonfiano le guance nel lucente bocchino, manovrano i docili pistoni e dalla luccicante campana fanno schizzare il micidiale squillo.

Questa sensazione – che forse è solo mia – mi ha quasi meccanicamente riportato ad uno di quei versi di poesia che dalla passata frequentazione del classico liceo è rimasta nella tua memoria.

E quindi, non concitate parole di commento da parte mia, non acide contrapposizioni, non uno sterile e frustrante agitare di pugni. No.  Solo con un’infantile e dilettantesca parodia del coro del secondo atto della tragedia “IL CONTE DI CARMAGNOLA”, i cui primi versi del Padre Manzoni proprio iniziano proprio con i citati squilli.

E così – e faccio conto del clima di bontà di questo Natale – vi do la mia impertinente versione.

 

S’ode a destra uno squillo del Fatto

A sinistra risponde Bersani;

D’ambo i lati si rompe quel patto

Che firmammo in tempi più sani.

 

15682940_10211347270627268_1212870352_nQuinci appare per stampa un avviso

Che incatena il giovane Lotti

E’ un compenso per Marra ch’è inviso

A quei Dem non ancora decotti.

 

Già di mezzo è scomparso un terreno

Di pacifico verbo gentile

Che distingue nientedimeno

La democratica vita civile

 

15722595_10211347270587267_436223138_nChi son essi che in nostra contrada

Son venuti a fare la guerra?

Chi son questi che calpestan la terra

Già decisi a sguainare la spada?

 

Chi strisciando tra grilli e travagli

Sta bandendo tristi programmi

Gridando a gran voce alle armi,

Per punire i sacrileghi sbagli

Di chi sporca il sacro ermellino

Degli dei della grande purezza,

Che ritengono un triste meschino

Chi non s’inchina alla loro altezza?

 

15724254_10211347269827248_1597452637_nE’ la bionda BECCACCIA di Albione!

Il terror di Re e masnadieri,

Che spinta da grande da grande passione

Cavalcando rombanti destrieri,

Di tutte le caccie avviate

Mai ha catturato una preda.

L’onesta gente sia consolata

Ché a questa battuta non creda.

 

Anche questa sparirà in una grotta

E la BECCACCIA dal volto ameno

Arretrerà come nemico in rotta.

E’ certo, Lotti, che puoi stare … sereno!

 

 


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