Palermo e la disattenzione ai disabili. Cosa fare

di Stefania Munafò

A Palermo ci vuole attenzione per i disabili. La città, purtroppo, è ancora lontana dall’essere a misura di chi ha difficoltà. Il diversamente abile deve fare i conti con la maleducazione di tanti concittadini ma anche con un’amministrazione poco attenta. Occorrerebbe favorire l’accesso a edifici, trasporti e altri servizi. Il disabile ha diritto ad una vita autonoma e indipendente.

I disabili sono spesso in difficoltà a Palermo

I disabili sono spesso in difficoltà a Palermo, per quanto alcuni miglioramenti ci siano stati negli ultimi anni

Servirebbe una seria programmazione urbana, interventi mirati in favore dell’accessibilità dei marciapiedi, del manto stradale, dei parcheggi. Palermo ad oggi è priva dell’attivazione di tutte quelle politiche per l’avvio di processi di integrazione.

Purtroppo quando si pensa al diversabile spesso si è prigionieri di una misera cultura dell’assistenza, quando un’attenta programmazione specifica delle risorse potrebbe invece dare vita ad una rete di servizi e di iniziative volte a creare integrazione reale dalla scuola al mondo del lavoro.

Può e deve diventare così, perché le normative esistono e le risorse possono essere recuperate. Si dovrebbe organizzare un tavolo di programma e azione, coinvolgendo le persone diversamente abili, visto che solo chi ha questo genere di problemi può capire concretamente i disagi che giornalmente incontra.

Serve un responsabile tecnico con la funzione di promuovere e controllare le politiche sulla disabilità dell’ente, senza costi aggiuntivi per il Comune. L’istituzione di una consulta permanente fatta da esperti nel reperire risorse e modelli, e rappresentanti dei diversabili a vari livelli. Creare questo non significherebbe solo attivare processi veri di integrazione ma dare un sostegno reale alle famiglie spesso relegate alla solitudine.

Una grande città si può definire tale solo dalla qualità della vita di chi sta peggio. Il bilancio comunale al momento non prevede neanche le somme necessarie per l’abbattimento delle barriere architettoniche: propongo anche di introdurre questa voce di spesa nel bilancio.

Manca poi una costante ed efficiente assistenza socio-assistenziale, supporto indispensabile per sostenere le famiglie ed agevolare l’inserimento e il coinvolgimento, nei contesti scolastici ed in generale aggregativi, dei soggetti diversamente abili.

 

In copertina, Piazza Politeama a Palermo con le barriere dovute ai cantieri per l’anello ferroviario. Foto di Giusi Andolina

 


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