23 agosto 1939, una data che è spesso dimenticata ma segna l’inizio della seconda guerra mondiale
di Gabriele Bonafede
Esattamente 84 anni fa, il 23 agosto del 1939, i nazisti di Hitler e i comunisti di Stalin firmavano il patto della loro alleanza che scatenava la seconda guerra mondiale.
In pratica, sancivano il loro “diritto” di invadere con la forza i paesi che ritenevano all’interno della loro “sfera di influenza” e di darsi mutuo aiuto nello spartirsi l’Europa, per poi dare la colpa alle loro vittime e alle democrazie occidentali.
Si tratta di qualcosa di molto simile a ciò che è avvenuto nel febbraio 2022 e continua ad avvenire da almeno diciotto mesi: nella guerra sul campo in Ucraina e altrove e nella guerra ibrida portata avanti dai propagandisti delle dittature di oggi.
Ma le dittature fanno le pentole ma non i coperchi. Finiscono sempre per accapigliarsi tra loro, anche all’interno dei loro inferni.
E finiscono per essere sconfitte dal mondo.
Perché c’è una similitudine tra il patto del 23 agosto e il mondo di oggi
Per chi fosse un poco “sbadato”, la principale similitudine sta nel fatto che comunisti e nazifascisti di oggi sono uniti nella bandiera del rosso-brunismo putinista. Hanno rinnovato il loro patto scellerato, non tra Stati, ma sicuramente sul piano ideologico.

Infatti copiano e incollano i discorsi di Hitler e Stalin, esattamente come fa Putin, per giustificare la loro aggressiva e brutale violenza e nel contempo dare la colpa alle vittime e alle democrazie occidentali.
Come facevano Hitler e Stalin, i cosiddetti “pacifisti” si dichiarano per giunta “in favore della pace”. Laddove per “pace” intendono l’inferno dell’occupazione, delle dittature, dei campi di concentramento e di sterminio, dei gulag, delle deportazioni sulla base arbitraria della “razza”. Intendono per “pace” l’oppressione e la riduzione dell’umanità allo stato animalesco.
La propaganda nazista e comunista di quegli anni si dichiarava “pacifista” e tacciava di “guerrafondai” tutti coloro che fossero stati contrari all’instaurazione dei loro regimi dittatoriali. Esattamente come avviene oggi, nel terzo decennio del XXI secolo.
La Resistenza ucraina è oggi accusata dai sedicenti pacifisti di essere “guerrafondaia”. Così come di essere “guerrafondai” erano accusati Pertini, De Gaulle, Parri, Roosevelt, Churchill e tutti coloro i quali animavano la Resistenza e combattevano insieme alla Resistenza contro il nazifascismo di allora.
Stalin non si alleò spontaneamente con le democrazie, ne fu costretto da Hitler
Vero, dopo due anni di alleanza con i nazisti Stalin e i comunisti combatterono in maniera determinante insieme agli Alleati occidentali. Ma Stalin non decise mai di sua volontà di essere alleato con Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia della Resistenza. Ne fu costretto, obtorto collo, dall’invasione nazista. Pensava di vedere nazisti e democrazie occidentali ammazzarsi per poi invadere tutta l’Europa al momento giusto. Non fece i conti col fatto che chi straccia i trattati di pace, come faceva Stalin, può essere vittima di altri che, dittatori come lui, avrebbero potuto stracciare ugualmente i trattati di pace da un momento all’altro.
Una volta finita la guerra, Stalin riprese la sua politica del 1939. Di nuovo cercò di demonizzare e attaccare le democrazie occidentali in tutti i modi. Di nuovo riprese a imporre occupazioni con la forza e con la propaganda, falsificando la realtà. Di nuovo riprese a deportare, internare e uccidere, in base alle etnie, alla razza, alla religione e alla casta sociale. La sua alleanza con le democrazie occidentali fu di fatto una costrizione e non certo una scelta o una condivisione di ideali di libertà.
A testimonianza di questo, i neo-stalinisti e i neo-comunisti di oggi continuano a predicare il loro odio contro le democrazie occidentali. E, come il 23 agosto 2023, dichiarano e attuano alleanze con i neonazisti e i neo-nazifascisti di oggi. Lo fanno, allora come oggi, per continuare a odiare Stati Uniti e democrazie occidentali. Lo fanno perché preferiscono sostenere le dittature a danno delle democrazie e della libertà, sia essa individuale o nazionale.
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