Le sorprese del sondaggio La7: il centrosinistra cresce

di Vincenzo Pino

Riserva qualche sorpresa il sondaggio La7 di Swg andato in onda ieri sera come di consueto. Da un lato si rafforza il centrodestra, dato costante di quest’ultimo mese (+0,6, questa settimana).



Sondaggio Tg la 7 del 4 novembre 2019

E questa settimana la crescita è legata non solo alla Lega ma anche al recupero di Forza Italia.

Mentre Fratelli d’Italia cede un decimale e Toti perde consensi significativi a favore di Forza Italia, appunto.

Il tutto porta il centrodestra a superare di poco il 50% questa settimana (50,3%).

Tuttavia, all’interno del centrodestra, si nota per la prima volta dopo mesi, un sensibile miglioramento di Forza Italia a scapito di FdI. Cioè della parte politicamente più moderata del centrodestra.



Sondaggio La 7 e centrosinistra

Sul fronte del centrosinistra, invece, continua il costante smottamento del Pd che perde lo 0,5% questa settimana, mentre lo schieramento complessivo cresce dello 0,7%.

Questo grazie soprattutto a Italia Viva che supera il 6% con un incremento settimanale dello 0,8%.

Sondaggio Tg La7 del 4 novembre

E con Italia Viva sono tutte le altre forze di centrosinistra a crescere (+1,2%) ad eccezione come detto del Pd (-0,5%).

Questo andamento fa venir meno la centralità del Pd all’interno dello schieramento di centrosinistra. Pd che ormai ha perso più di cinque punti rispetto al recente voto di giugno.

Se, infatti alle Europee col suo 22,7%  rappresentava i tre quarti dell’alleanza (in totale 28,1 ), oggi invece col suo 17,5%, rispetto  al 30,8 complessivo, veleggia verso la metà della rappresentanza del centrosinistra.




Insomma l’elettorato di centrosinistra sembra aver colto pienamente l’abbandono della vocazione maggioritaria del Pd e si articola in modo largo in questo campo, rafforzando fortemente la componente liberal-ecologista-democratica, la cui somma arriva al 10%, secondo appunto il sondaggio SwG. E questo a discapito del Pd.



Sondaggio La7 e Cinque Stelle

Un discorso a parte riguarda i Cinque Stelle la cui caduta a precipizio fa tendenzialmente venir meno la caratterizzazione tripolare che si ha dal 2013 nel panorama politico italiano.

La distanza dei grillini tra i due campi di centrodestra e centrosinistra sarebbe ormai abissale stando ai sondaggi.




La perdita di voti del Movimento Cinque Stelle è servita a far crescere la Lega dal marzo 2018 e questo flusso sembra non essersi interrotto nelle recenti elezioni in Umbria, dove ha lasciato metà del suo elettorato delle politiche all’astensionismo ed un ulteriore 20% al centrodestra. Passando in quella regione dal 28% delle politiche al 7%.

Per chi scommettesse sull’alleanza strategica con i Cinque Stelle per drenare voti a favore del centrosinistra é prevedibile perciò che questa sia una strada senza sbocco. Solo l’8% dei Cinque Stelle, infatti,  sarebbe disponibile a un alleanza col Pd e con questi numeri non si va certo lontano. Neanche alle prossime elezioni in Emilia Romagna, probabilmente.




Inoltre, dopo la vicenda Ilva è presumibile che i Cinque stelle Subiscano un’altra emorragia di consensi e una sconfitta epocale in Emilia.

Forse per questo Di Maio si definisce ora uno “statista” che, secondo lui “come De Gasperi”, non pensa alle prossime elezioni. Ma glielo ricorderanno subito dopo il 26 gennaio i suoi sodali, potete contarci.




 


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