“L’età giovane”, quando si è più vulnerabili

 di Maria Teresa de Sanctis

È nei momenti in cui più si è vulnerabili che ci si trova esposti alle grandi passioni, non sempre sane e per noi benefiche, passioni che ci travolgono, impadronendosi delle nostri menti e delle nostre anime.



L’età giovane, locandina

E sappiamo bene come questo possa accadere spesso proprio nell’adolescenza. Trasformando noi giovinetti in prede talvolta inconsapevoli, vittime di agguati ad opera di furbi predatori, in balia di fanatismi e pulsioni di varia natura, siano essi amori travolgenti o credo religiosi.

L’ultimo lungometraggio dei registi belgi, i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, racconta proprio la storia di un ragazzino, il giovane Ahmed, preso totalmente da un fervente fanatismo religioso. E manco a dirlo parliamo della religione musulmana.

Argomento questo assai scottante oggi per il nostro mondo occidentale che deve fare i conti con una paura, difficile a svanire, per continui attentati terroristici di matrice religiosa appunto.

Un film sincero come pochi, definito duro da qualcuno. Ma in realtà dura è la realtà dell’oggi qui descritta schiettamente senza alcun addolcimento, come è nello stile degli ottimi registi.



L’età giovane, preda e predatori

Il titolo originale “Le Jeune Ahmed” è diventato in Italia “L’età giovane”. Un film con ottimi attori, a cominciare dal bravissimo Idir Ben Addi nel ruolo del giovane protagonista Ahmed. Il film è stato premiato meritatamente al festival di Cannes per la migliore regia.

Senza alcun filtro, senza musiche ma con la forza del vero che prevale su ogni finzione, la storia procede mostrandoci un ragazzino sempre più preso dall’Islam. Un ragazzino che diventa facile preda di un fanatismo religioso che lo porta verso una lettura integralista ed estremista del Corano. Inducendolo addirittura a progettare l’uccisione della sua insegnante.




Parlavamo di paura. Ma la paura si combatte con la conoscenza dell’altro, con la comprensione delle diversità, con l’integrazione culturale. E soprattutto con il prendersi cura di quei soggetti deboli, psichicamente o per fattori di svantaggio economico e sociale, che più diventano facili obiettivi per proselitismi di qualsiasi natura.

La paura la si combatte dando a ognuno lo strumento della consapevolezza per potere vivere con la massima autonomia le proprie scelte senza alcun condizionamento. Riducendo così al minimo la possibilità che si possa essere influenzati da frenesie di fanatismi di qualsiasi natura: dai temibili fanatismi religiosi ai soldi facili.




Insomma un mondo dove le possibilità siano le stesse per tutti, qualunque sia il colore della pelle, la religione, il paese o semplicemente il rione nel quale si vive. Il solito sogno del solito mondo migliore, ma noi ci crediamo.




Trailer ufficiale in italiano:

 

 


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