Amministrative, ai ballottaggi contro la Lega. Favignana docet

Non c’è tempo da perdere per lo schieramento democratico. Salvini ha dimostrato a tamburo battente qual è la sua idea di sviluppo del paese e la “ricompensa” che assegna ai meridionali che lo votano

di Vincenzo Pino

Si dovrebbe comprendere subito cosa può succedere a votare Lega nel Mezzogiorno. A soli quattro giorni del successo della stessa a Favignana, splendida isola delle Egadi in provincia di Trapani, la Lega riduce da 80 a 14 le tonnellate pescabili di tonno.  Lo fa attraverso un decreto a firma del leghista Manzato, sottosegretario alle politiche agricole, con il D.M. n. 235 del 30 maggio 2019.

Lo Stabilimento Florio a Favignana

Si profila dunque un disastro per l’azienda che aveva investito nel settore un milione di Euro. Si profila un aumento importante della disoccupazione per una piccola ma turisticamente strategica isola come Favignana.

Perché i 50-80 posti di lavoro che si perdono. Si profila un impatto occupazionale economico e negativo anche nell’indotto, che deve ancora essere calcolato.

Ma si profila anche per la perdita di una tradizione, quella della “mattanza”. Che, cosa più importante, ha indubbi risvolti e impatti di attrazione turistica per l’isola Favignana e anche per la provincia di Trapani e, sotto certi aspetti, per l’intera Sicilia.




Tutto il contrario di quello che la Lega ha fatto per le quote latte. Lì, nel Settentrione, quando si sono forati i parametri produttivi concordati in sede Ue, Salvini ha scaricato sul Paese qualcosa come due miliardi di multe. Qui in Sicilia ha invece bloccato un percorso di sviluppo decisivo per quel territorio non ostacolato da nulla se non dalle scelte governative.

Altro che autonomia. Questo è il peggio del centralismo statale. È stato attivato con decreto ministeriale contro un Comune che aveva riservato un successo incredibile ai leghisti alle europee , quasi il 30% dei suffragi. Insomma, gli elettori leghisti in Sicilia, somo stati tonni e gabbati: hanno votano Lega in massa e gli tolgono la tonnara e il turismo (qui il nostro commento).



Questa è metafora che descrive nel corpo vivo degli interessi reali qual è la politica del governo a trazione leghista. E come il disegno strategico tra flat tax ed autonomie differenziate rappresenterebbero un colpo mortale per l’economia del Paese ed in particolare per la società meridionale.

L’occasione prossima per invertire questa possibile deriva è l’appuntamento elettorale di domenica prossima per i ballottaggi alle amministrative. Una vittoria del centrodestra a trazione leghista accentuerebbe la pericolosità di questa linea di politica economica cui non possono certo opporsi i forzisti. Che pure sull’episodio specifico di Favignana hanno alzato qualche protesta.

Non c’è tempo da perdere per lo schieramento democratico. La Lega ha mostrato a tamburo battente qual è la sua idea di sviluppo del paese e la “ricompensa” che assegna ai meridionali che li votano.

 

In copertina, Photo by Filippo Andolfatto on Unsplash.

 

 


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