Quel governo da Taverna

I fantasmagorici retroscena delle trattative per formare un governo M5S-PD nel 2018

di Vincenzo Pino

Sembrava fosse tutto pronto, secondo il racconto della Lombardi, per la formazione del governo Pd e Cinque Stelle. Mancavano alcuni dettagli programmatici e di posizionamento.

Senatrice Taverna in atteggiamento pacifico e collaborativo

Uno, difficile da risolvere, era quello del capo di governo. Di Maio, “eletto dal popolo” secondo i grillini. Fico, invece, per la delegazione trattante del Pd, più di sinistra per loro.

Ma anche i più stupidi sapevano che l’operazione era rivolta a liberare la carica di Presidente della Camera per soddisfare i desiderata di qualcuno del Pd che ci aspira da quasi un ventennio.

Per quanto riguardava la problematica dei trasporti si sarebbe lavorato ad un programma straordinario di produzione di stampanti in 3D, con cui spedire le merci, rendendo felici Casaleggio e Toninelli. I quali avrebbero realizzato il futuro immediato mandando in soffitta quella Tav pensata 20 anni fa dai burocrati europei.




Per quanto riguardava la salute, invece, si sarebbe proceduto ad un programma di “sviluppo della omeopatia di massa” secondo il noto principio per cui il corpo possiede anticorpi naturali e che le malattie costituiscono solo uno squilibrio momentaneo dell’equilibrio naturale.

Quindi, anziché i vaccini, la soluzione sarebbe stata quella di portare i bambini in tenera età in visita a quelli malati per attivare il meccanismo immunitario sin dai primi giorni di vita. E la Taverna, splendido esempio di sopravvivenza, sarebbe stata la testimonial della campagna.

Governo Pd-M5S? Si sarebbe trovato un compromesso dalle Alpi alle Piramidi

Per quanto riguardava la giustizia si stava lavorando ad una mediazione. Non più i condannati all’ingresso delle città, ma negli zoo, padiglione degli uccelli, assieme alle gazze ladre. Per descrivere la nuova simbologia penitenziaria.

La differenza di vedute sulle scie chimiche si sarebbe potuta risolvere adottando un compromesso da mitologia greco-romana. Magari con una commissione bicamerale per stabilire i costi e i benefici.

Occorreva poi risolvere qualche problema storico quale l’allunaggio di alcuni decenni fa. La mediazione trovata sarebbe stata quella di un’allucinazione spontanea mondiale e non di un falso dell’imperialismo americano.




Ultima questione quella della dittatura sudamericana e della confusione sul colpo di stato tra Cile e Venezuela. Dove si trova Santiago del Cile? In Venezuela o in Nicaragua? Difficile rispondere.

Qui Di Maio sarebbe passato per il più grande dei profeti grazie alla consulenza “gratuita” del Che Guevara de noantri, Di Batista. L’intervento contro Maduro da parte dell’imperialismo americano era stato da lui anticipato. Ma su questo si continua a trattare, ancora, attraverso la diplomazia segreta. Pare che l’incaricato sia un certo Goffredo Bettini, parlamentare europeo e collaboratore di Zingaretti, per il quale la rimozione di un dittatore assassinio e sanguinario, che ha anche bruciato aiuti alimentari e medicine, sarebbe quasi la riproposizione del golpe contro Allende.

Ma poi c’è stato “Che tempo che fa” ed un giovanotto sconsiderato e di “malocarattere” ha mandato all’aria questo progetto fantastico di governo del Paese.

P.S. Domani si vota Giachetti per mandare in soffitta questo incubo. Specie ora che ha aderito Carlo Calenda alla mozione.

 

 


DIVENTA FAN DI MAREDOLCE SU FACEBOOK: Clicca QUI. Ti aspettiamo!