Salvini va in Vaticano e si veste da guardia svizzera

Si tratta per adesso di alcune prove-divisa, ma abbiamo carpito una bella immagine

di Gabriele Bonafede

Niente, non ci è potuto niente. I suoi consiglieri lo hanno vivamente sconsigliato di vestirsi da guardia svizzera per la prossima visita in Vaticano. Ma lui avrebbe insistito senza possibilità di replica. Fino a quando le prime prove non sono andate come previsto.

Oltre tutto la mattina pioveva in Vaticano

Salvini si sarebbe rimasto un poco perplesso, come si evince dalla foto, a causa dell’elmo che gli avrebbe dato un gran fastidio, soprattutto per la cintola. Eppure, la soluzione della variante con l’elmo era parsa più facile al team di lavoro per organizzare un’altra bella uscita in divisa per il ministro dell’interno.

Scartata l’ipotesi della corazza, troppo pesante, e anche quella di mettersi in fila con altre guardie svizzere, troppo grande la differenza di statura, ci si era buttati con entusiasmo a un’apparizione in solitario con il militaresco elmo fornito di pennacchio rosso. Per lo meno in fotografia. Ma Salvini non è sembrato soddisfatto, per quanto abbia fatto di tutto per perdere qualche chilo ed entrare nella stretta divisa.




Si voleva dare un’immagine giocosa, vicina ai bambini, con tutti quei colori di soldatini d’altri tempi. Magari mangiando un poco di nutella o di pane e marmellata rigorosamente italiana. “D’altronde, le guardie svizzere sono svizzere e non italiane – avrebbe protestato un esperto del team di propaganda del ministro – e quindi la divisa non sarebbe appropriata.”

Ma l’idea piaceva troppo anche perché potrebbe suscitare un progetto d’espansione territoriale più consono alle possibilità militari dell’Italia rispetto ad un’eventuale invasione della Francia, quest’ultima vista come problematica dalle alte sfere della Difesa.

Roma, rimane comunque la città eterna che conosciamo tutti

Spezzare le reni al Vaticano è impresa molto più fattibile sul piano militare, visto che, anche se difeso da un lungo e possente muro di cinta “alla Trump”, la liberazione del Vaticano dal giogo antidemocratico del Papa presenta difficoltà strategiche tutto sommato limitate e comunque sormontabili.

Nondimeno, la prova sarebbe stata fatta. Non si sa se vedremo il ministro italiano in bella mostra con la divisa delle guardie svizzere, dopo aver indossato le divise di pompieri, polizia, esercito, cocchiere e palafraniere. Ma una cosa è certa: anche se lui non sembra gradire, la divisa colorata gli dona lo stesso.




Ad ogni modo, ci scusiamo con l’autore della foto originale per il raccapricciante tarocco eseguito con mezzi e capacità assolutamente insufficienti. Chiediamo venia anche al militare ritratto nell’originale, che comunque non è riconoscibile, e al Corpo delle Guardie Svizzere nella sua interezza.

Chiediamo umilmente scusa alla Santa Sede e a Sua Santità Papa Francesco in particolare, sicuri che accoglierà la richiesta con la massima indulgenza. Ci proponiamo di relazionare sul resto in sede confessionale.

Consigliamo a chiunque non capisca che si tratta di una fake news di limitarsi in eventuali commenti.





L’originale della foto in copertina è tratto da Wikipedia, Di Dnalor 01 – Opera propria, CC BY-SA 3.0 at, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=32641873

Foto nel testo, piazza San Pietro sotto la pioggia, tratta da unsplash: https://unsplash.com/photos/k0XzKevz6_g

 

 


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