Palermo monotono e Babbo Natale. E Il cielo si fa sempre più nero

di Gabriele Bonafede

 

Un Palermo monotono ormai da mesi: è sempre sconfitta, in casa e fuori. Inizialmente è festa grande al Renzo Barbera per il ritorno di Eugenio Corini, stavolta come allenatore. Ma ben presto la musica non cambia: il Chievo vince con un 2-0 secco ed è la nona sconfitta di fila, l’ottava in casa. Siamo ormai al mai visto, al “mito”, al record negativo di sempre per la serie A.

E se a volte c’era stato qualche barlume di speranza, qualche partita persa o non vinta agli ultimi secondi, qualche bella prova contro squadroni del calibro di Juventus e Milan, adesso i nuvoloni che si vedono sopra la curva incombono sempre più minacciosi. Piove sul bagnato.

In un Palermo monotono si salva solo la coreografia dei tifosi

In un Palermo monotono si salva solo la coreografia dei tifosi. Foto di Gabriele Bonafede

Squadra ultimissima e si vede. Quasi mai pericolosi, i rosanero sembrano molto contratti e inconcludenti per quasi tutta la gara. È un regresso netto rispetto alla bella prova con la Fiorentina, anche quella persa comunque sia pure all’ultimo minuto. Stavolta i rosa ci mettono anche un regalo natalizio, con Goldaniga che si veste con tanto di barba bianca e cappellino rosso da Babbo Natale. Al 4′ del secondo tempo passa indietro per l’accorrente… Pellissier. La punta del Chievo ringrazia, apre la confezione-regalo tutta rosa e nastrini, e segna il suo centesimo gol in serie A, l’ennesimo contro il Palermo.

Oltre alla partita di Corini era anche quella del ritorno di Sorrentino, sia pure da avversario. Applaudito dalla curva nord del Barbera al suo arrivo tra i pali, ha praticamente tolto dalla rete l’unica vera occasione per i rosa: un colpo di testa di Quaison proprio sotto la nord nel primo tempo.

Anche il primo gol, nella prima frazione di gioco, è un mezzo-regalo confezionato da Andelkovic e Goldaniga che si fanno beffare da Birsa. Ma la vera frittata è nel secondo tempo, non solo per il “regalo a raddoppio” per l’avversario, ma per la mancanza di corsa e idee chiare.

Nonostante la bella coreografia, il cielo del Barbera si fa sempre più nero

 

Foto in copertina e nel testo, di Gabriele Bonafede.

 

 


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