Il calcio-poltiglia e la pasta con le sarde

di Gabriele Bonafede

Torna in calcio-poltiglia con ben sette appuntamenti diversi per le dieci partite della 35ma giornata di serie A. Una maledizione che sta portando il calcio italiano, insieme a tanto altro, al fallimento più completo. Lontane sono le memorie del calcio di una volta, quando si giocava tutti nel primo pomeriggio della domenica e i biscotti, chiamati “pasta con le sarde” a Palermo, erano meno facili. O li vogliamo chiamare saldi di fine stagione? Fa lo stesso.

Il Barbera è stato suqalificato per petardi in campo. Lo stadio della Juventus è rimasto aperto dopo bombe carta sul pubblico. Una giustizia sportiva diseguale per tutti.

Il Barbera è stato suqalificato per petardi in campo. Lo stadio della Juventus è rimasto aperto dopo bombe carta sul pubblico. Una giustizia sportiva diseguale per tutti.

La 35ma giornata di serie A è spalmata in sette appuntamenti in ben quattro giorni nel lungo weekend del 25 aprile 2016: ieri Inter-Udinese, stamattina la partita “a eliminazione” tra Frosinone e Palermo, in un orario improbo (le 12.30 insieme al caffellatte), altre quattro partite alle 15.00, poi Fiorentina-Juventus stasera, dove probabilmente i bianconeri festeggeranno l’ennesimo scudetto in una stagione dalla noia mortale. E poi domani altri tre appuntamenti alle 15.00, alle 17.00 e alle 19.00 rispettivamente per Roma-Napoli (a risultato-Juventus acquisito), Verona-Milan, ed Empoli-Carpi con profumo di sarde e finocchietto già spanso per l’aria.

Campionati noiosi, quelli italiani: dove vince sempre la stessa squadra, la Juventus che si presenta ancora in campo nonostante in qualsiasi altro Paese con un minimo di dignità sportiva sarebbe stata radiata a giammai. Oppure vincono Inter o Milan. Per trovare uno scudetto vinto da una squadra che non è una di queste tre si deve andare al 2000-2001 con la Roma di Fabio Capello e Gabriel Batistuta. Tempi in cui ancora si usava la lira quale moneta, Renzi era uno sconosciuto giovinotto rampante, il mondo non conosceva ancora il film “Il signore degli anelli” e la maggior parte dei giocatori di oggi andavano ancora all’asilo o alle elementari.

A quel tempo si giocava solo di domenica...

A quel tempo si giocava solo di domenica…

Campionati senza storia: una poltiglia imbevibile senza alcuna speranza di renderli attraenti e con un declino calcistico italiano che diventa una rotta a partire dal 2006, ultima edizione in cui una squadra italiana, il Milan all’occorrenza, vince una Champions League.

Non parliamo della coppa Italia, praticamente annullata, distrutta. Diventata una maniera per far vincere un torneo e qualificare in Europa una delle 3-4 “grandi” deluse. Una vergogna ormai europea con una formula autolesionista e senza alcun rapporto con la parola “sport”.

Che dire del lato economico? Peggio che poltiglia. Campionati minori con difficoltà a iscrivere le squadre, anche nella terza serie e persino in serie B per motivi di bilancio. Numerose le squadre “leader” in enormi difficoltà finanziarie, stadi vuoti, oppure riempiti dai peggior gruppi di ultras violenti. Con provvedimenti ridicoli quali l’impossibilità a portare acqua da bere per i bambini che vorrebbero entrare allo stadio a fronte di vere e proprie bombe artigianali e petardoni di ogni sorta permessi a gruppi di violenti.

Dulcis in fundo, la paccottiglia della cosiddetta “direzione di gara” e “giustizia sportiva”, la cui credibilità è ormai sotto i tacchetti.

E allora, buona poltiglia per il 25 aprile, dove, forse, l’unica partita interessante sarà il drammatico match tra Frosinone e Palermo: tutto grazie alle famose piroette del buon Zamparini che hanno provocato il crollo dei rosanero, ravvivando almeno la lotta per non scendere in serie B. Se non altro, questo è un altro successo del patron friulano in casa-Palermo…

 

Foto di Fabio Capello nel testo tratta da Wikipedia: Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=4072771

 

 

 


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