Quanto Travaglio per partorire l’erede

di Giovanni Rosciglione

Il graffiante editoriale di ieri del Marchetto nazionale ha come titolo “Il partito dell’apericena”.
Come i suoi lettori (meno 22% nel 2015) sanno, il Travaglio pensa di essere l’erede di Montanelli e Biagi. Ovviamente si è autoproclamato tale solo dopo la morte dei due giornalisti, che, per motivi evidenti, non potranno mai testimoniare l’autenticità del testamento letterario.

L’Erede (lo chiamerò così) oggi pensa di avere raggiunto l’acme della brillantezza con questa pagina memorabile, nella quale la precisione della sintassi e l’eleganza del linguaggio vengono esaltati da un umorismo alla Castellano&Pipolo.

Ovviamente – è la sua cifra – lo scritto è l’ennesima invettiva contro Matteo Renzi e contro tutti quelli che ancora non hanno capito che siamo nelle mani del più feroce satrapo della storia italiana.
Se su Renzi sono puntati i suoi missili a testata nucleare, l’Erede non si risparmia anche nelle carezze verso chi gli da voce e, a parer suo, gli procura consenso.travaglio
Potrete vedere come tratta la povera Maria Teresa Meli del Corriere della sera, che si è permessa di intervistarlo:
“…Comunica attraverso l’apposita Maria Teresa Meli sul Corriere …”. Quindi la disgraziata è solo uno strumento meccanico tipo Megafono.
Più avanti le da della “ventriloqua”. E’ ipnotizzata dal Fiorentino e come un’acquiescente Sibilla imbonisce il popolo con le parole del dio.

E ancora: “la cronista leopoldata” a dare spazio ai proclami renziani di occupazione dell’Italia.
Cos’è questa giornalista se non una velinara del Minculpop?
E la povera Meli è sistemata per le feste!

La tesi dell’Erede è che il Partito democratico di Renzi (partito dell’Apericena) è la nuova DC con tendenze autocratiche e con una propaganda di cieco ottimismo.
Cosa Renzi direbbe a chi non è d’accordo? “ …Pussa via brutto gufaccio rozzo!…”
Alfano è un suo alleato “con tutto il cucuzzaro”!

Non c’è dubbio! L’Erede ha introiettato il lessico di Paolo Bonolis… E ne abusa, certo com’è che Biagi e Montanelli non potranno mai prenderlo a calci.
Ma c’è dell’altro: cos’è la prossima kermesse di Matteo? “ quel gran pezzo della Leopolda …” E qui va il suo pensiero alla generosa (in decolleté) Edwige Fenech e qui si intravede quanto i suoi veri ispiratori letterari sono Vitali & Bombolo, Pippo Franco e Neri Parenti.
Chi è invitato alla Leopolda? Pennetta&Vinci, naturalmente! Come dire: du’ poveracce in cerca di visibilità …

gramsci etica e politicaChi sono i mezzani del giornalismo filorenizano? Rondolingua e Johnny Riotta!
Non penso, a questo punto, che sia necessario entrare nel merito delle sue tesi.
Basta il suo lessico a definirlo, questo Marchetto in calo di ascolti.
Montanelli e Biagi? Ma quando mai!
Leggi e senti il puzzo di caserma, l’afrore dolciastro dei vecchi bordelli, un machismo da camionista infoiato, la passione per le barzellette col doppio senso, il rancoroso spirito del perdente. Dell’invidioso.

Travaglio, leggiti un pò di Flaiano per capire cos’è la satira!