La Camera del Congresso Usa vota e approva uno storico impeachment

di Gabriele Bonafede

I rappresentanti alla Camera del Congresso Usa hanno approvato la risoluzione per l’impeachment nei confronti di Donald Trump presentata dal partito democratico. Trump diventa così l’unico presidente della storia ad essere indirizzato per due volte da questa procedura straordinaria. Diversamente dalla prima volta, di circa un anno fa, stavolta la “House of Representatives” non ha votato secondo l’appartenenza di partito.

Dieci repubblicani approvano la procedura e gli articoli di impeachment che comunque sarebbe certamente approvata vista la maggioranza detenuta dai democratici con 222 seggi su 435. L’impeachment è dunque passato con 232 voti contro 197 e una chiara maggioranza.

Il dibattito è stato aspro, ma fin dalla prima mezzora si è capito che il leader repubblicano per il dibattito, Jim Jordan, perdeva le speranze nel fare passare la sua stucchevole linea di negare l’evidenza.



Impeachment, il dibattito sotto gli occhi di Abramo Lincoln

Già le parole di apertura di Nancy Pelosi erano state particolarmente azzeccate. Ha richiamato numerosi passi del grande presidente repubblicano Abraham Lincoln per mettere in chiaro il tema: qui si tratta di salvare la repubblica e la democrazia degli Usa di fronte a una chiara sedizione violenta istigata da un presidente indegno di rappresentare il suo stesso partito e la nazione intera.

Le parole di Lincoln pronunciate il 1° dicembre del 1862 hanno risuonato al Congresso del 2021 attraverso Nancy Pelosi: “We cannot escape history…”. Non possiamo sfuggire alla storia… (qui il link per l’incipit del discorso di Lincoln, in inglese)

Dibattito aspro, grave storico. Anche perché, di fronte all’incapacità dei repubblicani a capire le conseguenze di tenere alla Casa Bianca un tale personaggio, molti democratici hanno richiamato i repubblicani al giuramento di difendere le istituzioni americane. Utilizzando, in molti casi, parole a quel punto inevitabili nei confronti di Trump: traditore, razzista suprematista, incapace, istigatore di rivolta contro il cuore dello Stato. Tutte cose più che evidenti dopo i fatti del 6 gennaio 2021.

È una vittoria per la democrazia, per tutte le democrazie del mondo. Ma è anche una terribile sconfitta per un grande partito: il Grand Old Party. Il partito repubblicano di Abramo Lincoln ne esce a pezzi, polverizzato dalla sua stessa follia e tutto da ricostruire. Disonorato, ricattato dalle frange violente che gli stessi repubblicani trumpisti hanno incitato per mesi pur di andare appresso a Trump e mantenere il potere a tutti costi. Infatti, alcuni repubblicani hanno fatto capire di votare contro l’impeachment per paura di subire conseguenze da parte dei fanatici. Fanatici che hanno loro stesso nutrito di fanatismo, bugie, falsità, complottismo demenziale.

Si profila inoltre un’inchiesta su quali siano le responsabilità di alcuni rappresentanti repubblicani al Congresso nel collaborare con i terroristi prima e durante l’assalto al Capitol.



Il prossimo passo al Senato

L‘impeachment va adesso, o in futuro, al Senato. Dove per essere approvato è necessaria una maggioranza qualificata di due terzi. Senato che ha al momento la maggioranza democratica di un solo voto su cento (50 seggi più la vicepresidente Harris). Ciò significa che almeno 17 senatori repubblicani su 50 sono necessari per approvare definitivamente l’impeachment. Sembrano tanti, ma non è così. Per diversi motivi.

Il primo è che la proclamazione del voto la scorsa settimana è stata approvata con una gigantesca maggioranza: 93 a 7. Inoltre, il leader dei repubblicani al Senato, Mitch McConnell, ha già fatto capire di essere a favore dell’impeachment.

Ma ancora più importante è la procedura. Mentre alla Camera il dibattito è stato condotto con una procedura rapida che lasciava poco spazio a discussioni sulle prove, al Senato si tratta di una vera e propria udienza sulle prove con discussioni più articolate. Ciò permette di far capire meglio la situazione ed esporre più chiaramente le numerose prove dei fatti: una sedizione capeggiata da Donald Trump praticamente in diretta e in flagranza di reato.

In ogni caso, è già una pagina storica che riporta gli Usa e il mondo su un percorso di difesa e rilancio della democrazia liberale.




 

 

 

 


DIVENTA FAN DI MAREDOLCE SU FACEBOOK: Clicca QUI. Ti aspettiamo!