Reddito di cittadinanza. Pietoso fallimento dei Cinque Stelle

di Vincenzo Pino

Il reddito di cittadinanza era la misura bandiera del Movimento Cinque Stelle. Per dirla tutta, una buona parte del successo elettorale del 2018 fu costruita proprio sul reddito di cittadinanza, soprattutto nel Mezzogiorno.



Reddito di cittadinanza 3

Di Maio festeggia la fine della povertà…

Nella loro convinzione, avrebbe realizzato una crescita della formazione e un aumento significativo delle occasioni di lavoro.

E ancora, avrebbe realizzato l’incremento dei consumi e nientemeno che  “la sconfitta della povertà”.

Un tratto identitario della loro politica, lo definivano. Che, invece, si è rivelato un disastro.

A un anno e mezzo dall’avvio del provvedimento, infatti, i giudizi degli istituti specializzati e degli italiani sono impietosi.



Le rilevazioni Svimez

La povertà non si combatte solo con un contributo monetario“, è la dura affermazione contenuta nel rapporto dell’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (Svimez) con cui si commenta il Reddito di Cittadinanza.

Che aggiunge, ”La misura, invece di richiamare persone in cerca di occupazione, le sta allontanando dal mercato del lavoro”. Come titola il Sole 24 ore del 4 novembre . Giudizi perentori non certo dell’opposizione politica ma di un istituto scientifico che segue con attenzione gli andamenti sociali ed economici del Mezzogiorno.




Rilevando un altro impoverimento culturale del Mezzogiorno “che perde risorse economiche nella scuola, nella formazione professionale e nell’Università “.

Invece Giuseppe Conte, col solito piglio saccente a fronte di questi rilievi, ancora oggi difende il reddito di cittadinanza, affermando che è nel lungo periodo che si valuta il provvedimento .

Ma se si guardano i risultati dell’anno e mezzo trascorso e le stesse tendenze non si riesce a comprendere da cosa gli derivi quest’ottimismo. E già. D’altronde si sa che lui è fatto così: predittivo al limite della profezia. Come quando annunciò  che il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo.

E a chi gli faceva notare che col loro governo tutti gli indici economici precipitavano replicava che “gli effetti delle misure del suo governo si sarebbero visti nella seconda metà dell’anno”.

Ora furbescamente, visto il precedente, i risultati dell’impatto positivo del reddito di cittadinanza li rimanda a un periodo “lungo” di cui lui soltanto conosce la scadenza.



Il giudizio degli italiani sul reddito di cittadinanza

Le valutazioni di Conte sembrano così divergere non solo da quelle degli istituti chiamati a valutarne l’impatto ma anche con quello degli italiani.

Il giudizio degli italiani in merito al tema risulta altrettanto negativo di quello espresso dallo Svimez.

La stragrande maggioranza dei cittadini, ben l’88%, sostiene che il Reddito di Cittadinanza non starebbe funzionando.

Solo l’8% ritiene che stia dando effetti positivi. Tra questi dati salta agli occhi la percentuale di elettori 5 Stelle (85%) che bocciano il provvedimento.

Si riscontrano percentuali di giudizio negativo ancora più alte nel resto dell’elettorato, con il 95% degli elettori leghisti secondo i quali il sussidio non starebbe funzionando e il 92% degli elettori PD.

Insomma un fallimento certificato pesantemente anche dai propri elettori.



Una narrazione fallimentare

Per chi aveva tentato di narrare una storia di trionfi dai balconi di Palazzo Chigi e di aver abolito la povertà in Italia, i risultati sono ora questi. Tutto ciò, in quest giorni, fa il paio con quelli che raccontavano di avere abbattuto nel giro di tre mesi l’inquinamento a Taranto.

Tutta la narrazione dei Cinque Stelle si sta sfaldando impietosamente. Come dimostra anche lo smottamento nei sondaggi che ne segnalano il dimezzamento rispetto alle elezioni politiche del 2018.




E visto l’ulteriore calo che stanno registrando dopo la formazione del governo “giallo-rosso”, non è certo ardito pensare che i Cinque Stelle avranno difficoltà ad arrivare in doppia cifra alle prossime elezioni politiche.

Per  chi pensa ad alleanze con loro in prospettiva strategica c’è da riflettere, sia sulle loro bandiere ammainate, sia sui numeri del loro consenso.

Ma Di Maio non demorde. Ora non parla più di reddito di cittadinanza e di Ilva. Tutti i suoi pensieri sembrano concentrati sulla prossima rovina della grande distribuzione in Italia.



 

 


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