Quando il Padova accompagnò il Palermo al battesimo di serie A

di Gabriele Bonafede

 

Palermo e Padova sono sinonimo di gemellaggio. Un gemellaggio particolare, nato per una vacanza sul mare di Mondello nel lontano 1983 e proseguito per oltre trentacinque anni con un mutuo sostegno anche nelle partite con comuni rivali.

Palermo-Padova striscione gemellaggio al Barbera nel 2014

L’ultimo incontro all’ombra di Monte Pellegrino risale al 2014. Il Palermo vinse 1-0 con un rigore trasformato da Hernandez in una partita giocata benissimo dai Leoni del Nord, nonostante la sconfitta. Sugli spalti, come è accaduto anche nella partita d’andata della stagione attuale, i cori da gemellaggio: “Padova, Padova” dal lato siciliano, “Palermo, Palermo” dal lato veneto.

Lapartita portò molto bene al Palermo, che conquistò il primato tra i cadetti e il ritorno in serie A. Meno bene per il Padova che scese in B e per giunta subì un fallimento. Solo nella scorsa stagione gli amici del Padova hanno riconquistato la serie B.




Questa è la storia recente. Ma non tutti sanno che la prima, storica, promozione del Palermo nel lontanissimo 1932 vide i rosanero accompagnati al battesimo in serie A proprio dal Padova.

Ambedue furono promosse in quella memorabile stagione. Per il Palermo era la prima promozione in assoluto, con la conquista del primo posto grazie ai gol di Carlo Radice, Ettore Banchero (II) e Antonio Blasevich. Per il Padova, piazzatosi secondo, si trattava di un ritorno in massima serie dopo un paio di stagioni tra i cadetti. All’epoca erano promosse solo le prime due dalla B alla A.

Padova-Palermo nel primo campionato giocato in serie A dai rosanero (1932-33) dopo la promozione ottenuta in compagnia del Padova

Le partite di andata e ritorno tra Padova e Palermo, che furono di fatto tra le prime in assoluto, finirono in pareggio. Senza reti a Palermo e 2-2 a Padova con i biancoscudati in vantaggio già al 4’ (Frossi) e il pareggio rosanero al 24’ (Ruffino). Il finale fu pirotecnico, con il Palermo che passò in vantaggio all’84’ (Banchero II) e un rigore concesso al Padova al 90’ e trasformato da Rossi.

Il Padova di allora era una vera e propria fucina di grandi giocatori. Tutti italiani e quasi tutti del Triveneto, con molti giocatori nati a Padova, tra i quali Guido Scanferla, padovano doc. Fu di fatto la bandiera della squadra, avendo giocato tutta la carriera tra i biancoscudati. A lui, faceva da contraltare l’unico palermitano tra i rosanero, Francesco Paolo De Rosalia, che giocò l’intera carriera al Palermo, tranne una stagione nei Vigili del Fuoco.




Quel campionato di serie B 1931-32 era praticamente un campionato “padano”. Ben 15 su 18 i club di città a nord di Roma e, tra queste, ben dodici a nord dell’Appennino. Solo il Lecce, che retrocesse, rappresentava il Sud, Cagliari la Sardegna e, la più meridionale, proprio il Palermo rappresentava la Sicilia. Che poi vinse il campionato, superando, per la prima volta, una concorrenza gigantesca di grandi squadre del Settentrione.

Mario Perazzolo, bandiera del Padova dal 1928 al 1933

Il campionato fu dominato a suon di gol da Palermo e Padova, 80 reti i rosanero e 79 i padovani. Ma fu il Padova ad andare presto in testa, raggiunto dal Palermo solo alla 23ma giornata e poi superato definitivamente. Il Padova conquistò la matematica promozione con un memorabile 7 – 0 all’Atalanta, nel quale segnarono le grandi bandiere biancoscudate dell’epoca, che poi approdarono anche in grandi club e nella nazionale italiana campione del mondo.

Tra questi, il più famoso è Alfredo Foni  che sarebbe passato poi alla Juventus e avrebbe conquistato il titolo di Campione del mondo con l’Italia nel 1938, oltre alla medaglia d’oro alle olimpiadi del 1936. Foni contribuì con ben 15 gol alla promozione dei biancoscudati.

Ma chi segnò di più in quella stagione di promozione, fu il mitico mediano d’attacco Mario Perazzolo. Padovano doc, segnò 17 reti in quel campionato 1932-33 in marcia trionfale insieme al Palermo. Successivamente approdò anche lui nella nazionale campione del mondo del 1938, ma senza andare mai in campo. Segnarono molto anche Giorgio Rossi (14 gol), Valerio Gravisi (12 gol), Annibale Frossi (9) e Giovanni Gravisi, fratello maggiore di Valerio (4).




Gli allenatori di Padova e Palermo in quella stagione erano ambedue ungheresi: Lajos Kovács per il Padova e il mitico Gyula Feldmann per il Palermo. La scuola ungherese, infatti, andava all’epoca per la maggiore. Con un sistema di gioco votato all’attacco, non a caso segnavano in molti anche tra i giocatori schierati a centrocampo, la nazionale ungherese sarebbe approdata alla finale del 1938 Parigi, proprio contro l’Italia. In azzurro sarebbe stato schierato anche la gloria padovana Foni.

Altra curiosità, tra i giocatori ungheresi più conosciuti, però negli anni ’50, figura il nome del grande attaccante Puscas, omonimo del rumeno oggi in organico nel Palermo.

Américo Ruffino con la grande aquila rosanero sul petto, campionato 1932-33

In quella prima promozione, il Palermo aveva un organico opposto a quello del Padova in quanto a città di provenienza. C’erano solo due siciliani, oltre al citato Francesco Paolo De Rosalia l’empedoclino Luigi Ingrassia. Quasi tutti gli altri, compreso il monzese Radice, poi divenuto palermitano d’adozione, erano stati portati a Palermo dal resto d’Italia.

C’erano anche alcuni oriundi e persino un calciatore con passaporto argentino, Américo Ruffino. Anche lui era una bandiera del Palermo, segnando 7 reti in quel campionato, ma ben 32 nella sua carriera in rosanero in 132 partite fino al 1933. Era, in effetti, il miglior marcatore del Palermo, fino all’arrivo di Carlo Radice, migliore marcatore rosanero con 64 reti (in A e in B) per molti decenni. Fu poi superato solo nell’era Zamparini, con Miccoli che ne ha segnate 81.




Grandi ricordi, quelli tra Palermo e Padova, dunque. Che celebrano tutta la storia del calcio, e vanno ben oltre il gemellaggio, anch’esso risalente ormai a molto tempo fa.

Ricordi che, evocandoli, penso arricchiscano e rinsaldino ancora di più l’amicizia tra Palermo e Padova, due club che non hanno mai conquistato uno scudetto ma che hanno nondimeno fatto la storia del calcio. A partire da quegli anni di calcio “romantico” dove non c’erano sostituzioni, i gol si vedevano a palate, per lo meno in serie B, e Palermo e Padova galopparono alla testa dei cadetti con una trionfale promozione in massima serie.

Oggi, chi lotta per la promozione è il Palermo, mentre il Padova è in cattive acque. Ma stasera non sarà solo una gara per i tre punti in un momento importantissimo per la stagione di ambedue i club. Sarà una giornata soprattutto di gemellaggio, magari ricordando quelle epiche gesta dei nostri nonni. Che vinca il migliore, Forza Padova, Forza Palermo.



 

Ecco gli highlights della partita di andata, vinta per 3-1 dal Palermo (qui il nostro articolo)

 

 

 


DIVENTA FAN DI MAREDOLCE SU FACEBOOK: Clicca QUI. Ti aspettiamo!