Rosa e Nero: a ciascuno il suo tifoso

di Antonio Calandriello

 

Andando allo stadio dai tempi di Vanello e Magistrelli, in tutti questi anni ho avuto modo di incontrare tra i gradoni (prima) e le poltroncine (dopo) del Barbera (già Favorita) una caterva di tipologie di tifosi rosanero, tutte con caratteristiche distintive e colorite, che ne fanno degli stereotipi facilmente classificabili per ripetitività di pensiero, azioni e comportamenti.

Magistrelli e Barlassina in rosa e nero nella figurina Panini del campionato 1973-74. Il Palermo era appena retrocesso in serie B, ma il presidentissimo Renzo Barbera non riuscì a riportarlo in serie A.

Magistrelli e Barlassina in rosa e nero nella figurina Panini del campionato 1973-74. Il Palermo era appena retrocesso in serie B, e il presidentissimo Renzo Barbera non riuscì a riportarlo in serie A.

Provo a fare, con il sorriso, una rapida carrellata di esempi di tifoseria  rosanero, certamente non esaustiva, nella quale ciascuno può, se vuole riconoscere il proprio profilo.

  1. Il tifoso pessimista: quello che prima ancora che il campionato cominci già predice la scarsezza della squadra e dei giocatori…purtroppo ultimamente in auge, grazie alle pessime campagne acquisti di Zamparini….è in grado di darti alla prima giornata di campionato la classifica finale del Palermo (quasi sempre ultimo).
  2. Il tifoso pessimista/ottimista “in progress”: detto anche, con una punta di denigrazione, “facciolo”, categoria molto diffusa, è quello che cambia opinione sulla squadra e sui giocatori non solo di domenica in domenica, ma anche durante la stessa partita, in funzione del risultato. Passando, in pochi minuti, dall’euforia alla depressione e viceversa senza soluzione di continuità.
  3. Il tifoso pessimista scienziato: la categoria più pericolosa, quello che sa tutto di tattica, tecnica, allenatori, presidenti, giocatori…..e che pur di dimostrare di avere ragione su un modulo o su un giocatore, o sulla scarsezza della squadra, sarebbe capace lui stesso di entrare in campo e di fare un autogol pur di celebrare, con la sconfitta del Palermo, l’affermazione delle sue tesi.
  4. Il tifoso complottista: uno dei più diffusi, si caratterizza per ritenere qualunque evento calcistico, qualunque cosa accada sul campo, preordinato ed organizzato dalla società Palermo per raggiungere fraudolentemente un obiettivo. Frasi tipiche di questa tipologia di tifoso sono “pasta chi sardi“, che indica l’accordo per il pareggio (anche quando è palese che non c’entra niente!) e, soprattutto la fatidica affermazione “vogliono scendere in serie B”, che sento da quando ero piccolo e frequentavo la Favorita, e che esce fuori, puntualmente, tutte le volte che, con qualsiasi proprietà, il Palermo va male. Pur essendo inspiegabile quale sia il vantaggio, anche economico, a scendere di categoria, questo tifoso ritiene che qualunque momento di difficoltà (che c’è da sempre, visto che noi siamo una squadra che generalmente nella storia ha galleggiato sempre tra A e B, senza mai vincere niente) sia dipendente dalla volontà della società.

    Ed ecco Renzo Barbera nella figurina Panini del 1972-73, il Palermo era in serie A ma retrocesse finendo al penultimo posto. Anche a quell'epoca c'erano categorie di tifosi simili a quelle di oggi. Fatta eccezione per gli affetti di "Zamparinite".

    Ed ecco Renzo Barbera nella figurina Panini del 1972-73, il Palermo era in serie A ma retrocesse finendo al penultimo posto. Anche a quell’epoca c’erano categorie di tifosi simili a quelle di oggi. Fatta eccezione per gli affetti di “Zamparinite”.

  1. Il tifoso “stalker”: quello che becca un giocatore del Palermo dall’inizio alla fine della partita, e, se possibile, dall’inizio del campionato, e ci resta male (vi assicuro, l’ho constatato personalmente una volta, litigando) se il giocatore “incredibilmente” segna o fa una prodezza personale. Ha fatto, in questi anni, molte vittime tra i giocatori (che alla fine si incavolano e lasciano male la società).
  2. Il tifoso ben informato (o che la sa lunga): è quel tifoso che, con fare ammiccante, finge di conoscere tutti i retroscena della società e dei giocatori, millantando conoscenze di amici che gli hanno raccontato qualche aneddoto che lui dà per notizia certa, sul mercato, sulla vita privata di un giocatore o su altro, e che lui spaccia come prova della propria estrema vicinanza e confidenza con la società rosanero.

Solitamente non sa una mazza di quello che dice, ma lo ha appreso dall’amico di un amico di un amico di un magazziniere.

  1. Il tifoso esperto di bilanci: ha preso piede recentemente, con le disgraziate vicende del Palermo di Zamparini, di solito sciorina con veemenza una elenco di improbabili cifre relative ad affari e plusvalenze fatte da altri, generalmente leggiucchiate e scopiazzate dai giornali sportivi. Quasi mai ha competenza specifica in materia economico finanziaria. Tutti i suoi interventi alla fine tendono a dimostrare che Zamparini o, comunque, la società, avrebbe avuto importanti guadagni dalla società Palermo – la sua società – invece di perderci e spendere per accontentare i tifosi – che, purtroppo, proprietari non sono.
  2. Il tifoso urlante “ad matulam”: quello che all ‘improvviso, senza un motivo plausibile, senza un movente, in un momento di calma sugli spalti, urla qualcosa senza senso, generalmente di offensivo, a qualcuno in campo, quasi sempre rimanendo voce isolata e, spesso, emarginata dagli atri spettatori del suo settore (e qui lui ci resta malissimo!).

    Poi c'è sempre il tifoso "devoto", che si affida alla Santuzza, insomma. O a qualcosa di soprannaturale che salvi il Palermo in qualche modo.

    Poi c’è sempre il tifoso “devoto”, che si affida alla Santuzza, insomma. O a qualcosa di soprannaturale che salvi il Palermo in qualche modo.

  3. Il tifoso profeta: è una categoria che ho scoperto da poco, frequentando i social, si caratterizza per frasi evocativo del tipo: “vi ricordate, ve lo avevo detto”, “voi che siete ciechi non vedete”, “voi ignorate da tifosi perennemente in stato onirico” (testuale) etc. Simpatico ed appassionato, si prende troppo sul serio e si caratterizza per un ego smisurato, forse esagerato visto che, alla fine, si parla solo di pallone.
  4. Il tifoso “aggaddista”: quello che cerca sempre di litigare col vicino, solitamente utilizzando linguaggio vernacolare e coloriti. Quasi sempre emarginato, serve per allentare la tensione prima di un grande incontro, catturando l’attenzione degli spalti.
  5. Il tifoso che fa i conti: quello che ogni domenica vede la classifica e sentenzia (spesso con soddisfazione), che siamo ultimi, penultimi, terzultimi, o ad un punto da questo o quello….e rammenta che lui l’aveva detto.
  6. Il tifoso affetto da Zamparinite, già più volte descritto, su cui non mi dilungo perché meglio descritto in questo articolo, ma che spesso racchiude in se le caratteristiche dei punti 1, 3, 4, 5, 7, 9 e 10.
  7. In ultimo esiste il tifoso inguaribile ottimista: categoria a cui, purtroppo, io appartengo, e che è quello che spera sempre. Quel tifoso che, nonostante l’evidenza disarmante, difende i giocatori e la squadra (non il Presidente), e che spera sempre di raddrizzare o vincere una partita anche quando si perde 3 a 0 all’80’. È quel tifoso che, comunque, vede sempre il bicchiere mezzo pieno, in perenne contrasto con molte delle altre tipologie, per questa categoria di tifoso, ultimamente, purtroppo, i tempi sono durissimi, ed è spesso, giustamente o meno, oggetto di pubblica derisione.

 

In copertina, la Curva Nord dello stadio Barbera di Palermo stracolma di tifosi nella partità che portò alla salvezza la scorsa stagione, Palermo-Verona 3-2. Foto di Carmelo Busardò.

 

 

 


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