Grande Euro 2016, il più bello e vincente di sempre. Grazie Francia. Grazie Europa

di Gabriele Bonafede

Forse in pochi ci hanno pensato, ma il successo dell’Euro 2016 organizzato in Francia è stato semplicemente immenso e forse andrà alla storia come il Grande Euro 2016. Non solo per la qualità del gioco e delle emozioni, ma soprattutto perché è iniziato sotto temibili auspici e con molti nemici. I “nimici d’a cuntintizza” come diremmo a Palermo, ovvero i nemici della felicità.

Cristiano Ronadlo alza la coppa dell'Euro 206. Il più bello di sempre.

Cristiano Ronadlo alza la coppa del Grande Euro 2016. Il più bello di sempre.

Erano in molti a gufare e auspicare il peggio, in una sorta di depressiva e ignobile alleanza contro l’Europa e l’idea di calcio quale valore sportivo. L’Euro 2016 organizzato in Francia è stato grande perché a sconfitto molti nemici: l’Isis, innanzitutto, che avrebbe voluto cogliere l’occasione per palesare in maniera più che lugubre la propria opposizione al calcio e all’incontro di popoli e religioni. Ma anche gli euroscettici: per chi tifava Madame Le Pen? Per la Francia con una squadra multietnica? Non è detto. Sicuramente tifava per il flop del governo Hollande nel gestire questa grande manifestazione. Che invece è andata alla grande nonostante le difficoltà iniziali.

La Francia ha iniziato la manifestazione assediata da contestazioni e persino dal tempo meteorologico. Manifestazioni per il lavoro giustificabilissime, ma che oggettivamente hanno creato grandi difficoltà. Va detto anche che a gufare per la riuscita dell’Euro 2016 c‘erano molti altri nemici dell’Europa, a cominciare dai russi. Che hanno mostrato il loro intento nello sfasciare tutto anche fisicamente con bande organizzate di neonazisti finalmente disperse e sconfitte dalle forze dell’ordine francesi. E poi tornate a casa dopo una prestazione della loro squadra tanto oscena quanto i suoi “tifosi” organizzati.

Un bambino portoghese conforta il tifoso francese in lacrime: forse l'immagine più bella di un Euro 2016 da incorniciare.

Un bambino portoghese conforta il tifoso francese in lacrime. Forse è l’immagine più bella di un Grande Euro 2016: da incorniciare.

C’erano molti euroscettici che gufavano, insieme agli estremisti di tutte le religioni e provenienze, non ultimi Trump, Putin, l’Isis e le varie destre nazionaliste che infangano il nome dell’Europa. Tutti sconfitti.

I controlli alle fan zone erano dettagliatissimi: non entrava uno spillo. Non c’è stato nessun attentato e possiamo stare certi che Isis e altri pazzi, isolati o meno, hanno lungamente progettato di farne. Senza riuscirci.

E veniamo al calcio giocato e il fair-play multietnico: quello che fa grande l’Europa dello sport nonostante tutti i nemici. La finale è stata Francia-Portogallo: le due squadre più forti e più multietniche del torneo. Ha vinto il Portogallo di Cristiano Ronaldo in una partita emozionantissima, nonostante il pessimo arbitraggio inglese. Ha vinto il Portogallo che meritava da tempo questo titolo.

Ha vinto il fair play immenso dei francesi dopo la sconfitta finale a casa propria. Veri signori, veri e propri Monsieurs et Gentlemen du Sport. Tifosi e giocatori francesi sono rimasti a rendere onore all’avversario, e a vedere e applaudire la coppa alzata dai portoghesi, laddove, se fossimo stati altrove forse ci sarebbero stati fischi e insulti, se non di peggio. Chissà cosa sarebbe successo in Russia in una situazione simile… speriamo bene per il mondiale 2018.

Portogallo vince, ma vincono anche i francesi.

Portogallo vince, ma vincono anche i francesi.

Vince dunque l’Europa dello sport, l’Europa delle mille nazioni, l’Europa che accoglie i migranti nelle proprie squadre migliori. L’Europa che accoglie migranti nella propria élite sportiva, come nella vita di ogni giorno, senza distinzioni. Vince soprattutto la Grande Francia Mondiale e multietnica, oltre al piccolo e stupendo Portogallo, altrettanto multietnico.

I ricordi vanno a quel bambino portoghese che conforta il tifoso francese in lacrime, il quale lo abbraccia, mentre il piccolino gli dà pacche di conforto sulle spalle come se fosse il suo papà. I ricordi vanno a quei tifosi irlandesi che cantano l’inno italiano insieme a noi. I ricordi vanno a quelle piccole-grandi nazionali come Islanda, Galles e Albania che dimostrano come i più piccoli hanno posto in Europa. I ricordi vanno alle lacrime di Ronaldo, prima distrutto e poi felice. I ricordi vanno alle lacrime di gioia di una qualificazione e alle lacrime di delusione per una mancata, ma sempre con la stretta di mano: quelle dei tedeschi, quella di noi italiani, quella dei belgi. E tante altre.

Grande Euro 2016, il più bello e vincente di sempre. Grazie Francia. Grazie Europa.

 

 

 

 


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