Putin minaccia l’inferno nucleare nel Mediterraneo. Però la Juventus ha passato il turno

di Gabriele Bonafede

Poco tempo fa è stata, giustamente, considerata una bufala. La cosa non sarebbe credibile nemmeno se detta da un tomo come Putin. E invece, eccoci qua. Adesso, pubblicata quasi distrattamente sui maggiori giornali e confermata dalle stesse parole del presidente russo e i suoi alti ufficiali: la minaccia dell’uso di testate nucleari russe in Siria sarebbe una cosa reale.

“Non è escluso l’utilizzo di testate nucleari, anche se probabilmente non serviranno” dichiarano i portavoce russi. Il che significa che potrebbero usarle. O quanto meno che hanno preso in considerazione una tale evenienza. È una questione solo di probabilità. Pare.
Ma abbiamo idea di cosa vorrebbe dire? Ammesso e non concesso che testate nucleari, sia pure “tattiche” e lanciate esclusivamente contro l’Isis, non avessero effetti diretti sulla contaminazione di tutta l’area del Medio Oriente, del Mediterraneo e oltre, le conseguenze dirette e indirette sarebbero comunque micidiali, mostruose e, soprattutto, incalcolabili.Macerie in Siria foto tratta da www_whitehelmets_org

Incalcolabile sarebbe la perdita di vite umane nelle città siriane colpite, non solo per gli effetti raccapriccianti e letali sulla popolazione civile, ma anche per la desertificazione nucleare che ne risulterebbe. E questo anche nel caso di armi nucleari tattiche, cioè con effetti devastanti in “piccole” aree.

Incalcolabile sarebbe il danno economico a tutta l’area colpita per un raggio di svariate decine o centinaia di chilometri. Incalcolabile sarebbe il numero di profughi che si riverserebbero dappertutto in aggiunta a quelli esistenti, se non altro per il terrore e la disperazione seminati da queste armi. Incalcolabile sarebbe il dramma di intere città e interi Paesi inevitabilmente presi dal panico. Incalcolabili sarebbero le conseguenze sul piano diplomatico e per la pace in tutto il mondo. Incalcolabile sarebbe il costo in vite umane, in contaminazione, in rovina. Incalcolabile è il rischio di deflagrazione nucleare mondiale.

Fermiamoci.  E respiriamo. Possibilmente in posizione Zen. O con le mani giunte. O come si vuole.

Eppure, la notizia è passata sui giornali italiani come se nulla fosse. Quasi ignorata. Messa lì come se fosse la storia dell’ultima miss Italia appena eletta o il lancio di un nuovo profumo. Juventus e Roma passano il turno di Champions, e la cosa è molto più importante.

mideast-syria.jpeg20-1280x9601_focusyria_orgMa non è finita. Mentre i bianconeri si rammaricano per non essere arrivati primi nel girone, il governo italiano, di fronte a questa rinnovata minaccia, ha pensato bene di non rinnovare le sanzioni alla Russia. Sanzioni che, come scritto dal Sole 24 Ore (un giornale non certo anti-Putin) sono le seguenti:

“Le sanzioni limitano l’accesso ai mercati dei capitali europei da parte dei cinque maggiori enti finanziari russi di proprietà dello Stato e delle loro filiali, nonché di tre grandi società russe attive nel settore energetico e di tre operanti in quello della difesa; impongono un divieto di esportazione e di importazione di armi; stabiliscono un divieto di esportazione per i beni a duplice uso per impiego militare o per utilizzatori finali militari in Russia; limitano l’accesso russo a determinati servizi e tecnologie sensibili che possono essere utilizzati per la produzione e la prospezione del petrolio. Sospese anche le nuove operazioni di finanziamento in Russia da parte di Bei e Bers.”
Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-12-09/l-italia-si-smarca-sanzioni-russia-serve-dibattito-163913.shtml?uuid&refresh_ce=1

Si tratta dunque di sanzioni precauzionali per la sicurezza e molto limitate, e dirette soprattutto a una cerchia di organizzazioni e personaggi in forte odore di mafia. Personaggi che hanno il controllo di migliaia di testate nucleari. E che, per loro stessa ammissione, hanno pure preso in considerazione l’idea di usarle.

Di fronte a tutto questo ci sono milioni di persone che fanno finta di nulla e sostengono apertamente Putin.

Auguriamoci buona fortuna.