Il TG1 censura gli italiani del Venezuela

Vergognoso comportamento della RAI sulla crisi del Venezuela. Dalle fake news all’indifferenza. Eppure ci sono 130mila italiani nel Paese martoriato da Maduro

 

di Gabriele Bonafede

Se fossimo in Francia sarebbe quasi comprensibile una disattenzione della TV di stato ai problemi del Venezuela, visto che la comunità francese nel Paese sudamericano è relativamente piccola. Ma la comunità italo-venezuelana è molto grande e si stima in circa 130-150mila persone. Sono italiani che vivono, ancora oggi con la cittadinanza italiana, sotto il tallone della spietata dittatura cleptocratica e criminale di Nicolas Maduro.

Manifestazione di sostegno a Juan Guaidò il 2 febbraio 2019 in Venezuela

I venezuelani con almeno un nonno italiano sono ovviamente molti di più ed alcune fonti li stimano a circa due milioni su 30 milioni di abitanti.

Ci si aspetterebbe, se non una presa di posizione contro il regime post-chavista, ormai più che dovuta, per lo meno un’esposizione oggettiva dei fatti. Invece tutte e tre i maggiori canali d’informazione di stato, TG1, TG2 e TG3 falliscono anche su questo piano.

Il Tg2 sembra leggermente più attento nel far vedere e informare sulla disperazione degli italiani in Venezuela e del perché e percome del loro sostegno a Guaidò. Dedica un poco più di spazio alla manifestazione del popolo venezuelano, diffondendo anche piccoli stralci dei discorsi di italo-venezuelani dal palco.




Ma poi diffonde anche le immagini distorte della TV del regime di Maduro, non evidenziando abbastanza le enormi differenze nei numeri e nei contenuti delle due manifestazioni: una che rimane modesta nonostante sia imposta e protetta da un regime criminale, e l’altra gigantesca e che sfida le peggiori violenze e rappresaglie del dittatore e dei suoi paramilitari.

il TG3 di mezzanotte è meno preciso e quantomeno fumoso. Per altro, sembra raccontare i fatti come fosse una favoletta, riducendo così l’immenso dramma di un popolo fratello e degli stessi italiani residenti nel Paese sudamericano. Dolore, povertà, distruzione dei diritti umani non emergono dal contesto, tranne in una intervista a un pittore italiano che racconta il dramma.

Manifestazioni a confronto pro Guaidò (a sinistra) e pro Maduro (a destra), Caracas, 2 feb 2019

Ma chi fa di peggio è il TG1. Nella sera delle grandi manifestazioni a Caracas e in tutto il Paese, il TG1 mette sullo stesso piano l’immensa manifestazione a sostegno di Guaidò con le poche migliaia di fedeli a Maduro.

Le immagini sulla manifestazione con centinaia di migliaia di venezuelani, compresi gli italiani, che chiedono le dimissioni di Maduro e nuove elezioni scorrono per pochi secondi.

Il vergognoso servizio di Giovanna Botteri mette sullo sesso piano i numeri di un’intera popolazione che sfida la violenza del regime con quelli degli ultimi sostenitori di Maduro protetti dal regime. Dedica così molto più tempo alla manifestazione del regime utilizzando le immagini della TV dittatoriale che, prese da un’altezza di un paio di metri, non mostrano la piazza semivuota. Nessuna vera considerazione su come un intero popolo, compresi centiania di migliaia di italiani, sia praticamente ostaggio di una banda di criminali che si sono arricchitti saccheggiando il Paese.




Un video circolato su twitter mostra invece la vera situazione. Un cittadino venezuelano che abita non lontano dal luogo di riunione di Maduro fa vedere cosa mostra la TV venezuelana (diffusa così supinamente in Italia) e poi cosa si vede dalla finestra nella realtà: la piazza di Maduro è praticamente vuota, tranne nella zona vicino al palco. Qui il tweet con il video.

Da notare che, anche se l’autore del video si trova per lo meno al decimo piano e in pieno centro, ha dovuto mettere barre di ferro alle finestre per evitare assalti. Tanta è la criminalità a Caracas e nelle altre città del Venezuela di Maduro.

Fa acqua da tutte le parti

Ma non basta. Il TG1 utilizza parole che suonano come scherno alle sofferenze del popolo venezuelano, per il 4% rappresentato da italo-venezuelani e per una percentuale molto più alta da italiani di seconda e terza generazione.

Utilizza infatti le parole dello stesso dittatore, diffondendole a milioni di italiani che guardano la TV in Italia. Censurando invece i discorsi degli stessi italiani che sostengono Guaidò che, seppur in minima parte, sono apparsi un comunque disattento TG2.

Il giorno dopo, cioè oggi, al TG1 di ora di pranzo accade persino di peggio. La crisi del Venezuela, oggi a un climax epocale, viene relegata a poche parole e pochi secondi e sempre facendo girare allegramente le immagini distorte e faziose della TV di un dittatore efferato che balla sul palco…




Dulcis in fundo, le manifestazioni svoltesi in Italia contro Maduro sono completamente censurate da tutti e tre i TG della Rai. Eppure era facilissimo reperire notizie perché in Italia, contrariamente a quanto accade in Venezuela, i giornalisti non vengono (ancora) arrestati dal regime. Qui un video di Alanews (youtube) sulla manifestazione di ieri a Torino nonostante il maltempo.

“Essere neutrali di fronte a questo – dice un manifestante italiano a Torino – significa accettare la dittatura di Maduro, l’oppressione, la fame, le torture, gli omicidi di stato e la prigionia politica. In Venezuela ci sono 1200 prigionieri politici. Questa è una dittatura, una tirannia, che non può continuare ad esistere”.

Un’altra manifestante fa notare che un sostegno a Maduro è un sostegno alla mafia: “Il Venezuela non è solo un narco-stato ma è lo stato in se stesso che è mafioso”.

Molte domande sorgono spontanee. Quando Maduro cadrà e si conoscerà meglio l’ampiezza dei suoi crimini, quali bufale si dovrà inventare la TV di stato italiana per giustificare il sostegno del governo Salvini-Di Maio a Maduro? Cosa si dovrà inventare il TG1 per giustificare la sua vergognosa censura nei riguardi dei crimini del dittatore venezuelano? Cosa si dirà al popolo venezuelano e alle centinaia di migliaia di italo-venezuelani?

Probabilmente, anche qui, verrà data la colpa “agli altri”, a “satana”, ai “buonisti”, alle ONG, agli Usa, alle scie chimiche, a Polifemo, alla terra piatta. Anche qui si continuerà a diffondere fake news, a censurare, a mentire. Si negherà l’evidenza dei fatti, sempre e comunque.

Fino a quando anche l’Italia diverrà come il Venezuela di Maduro: un stato fallito con il seguito di violenza, povertà, iperinflazione, disuguaglianze, fame.

Buona fortuna Italia.