di Gabriele Bonafede
L’antisemitismo dei giornali italiani è ormai arrivato a livelli mostruosi. Ieri ad esempio i giornali Italiani hanno incolpato Israele di non avere fatto entrare il Cardinale Pizzaballa al Santo Sepolcro.
Ma il Santo Sepolcro e i luoghi santi di ebrei, musulmani e cristiani sono chiusi da oltre una settimana a causa dei bombardamenti iraniani che cercano di colpirli appositamente con bombe a grappolo (foto in copertina).
Israele protegge questi luoghi abbattendo i missili iraniani ma un paio sono passati una settimana fa e per poco non hanno fatto gravi danni e vittime. I luoghi santi sono chiusi per questo, proprio per salvare la vita a Pizzaballa e ad eventuali fanatici che vorrebbero rischiare la vita pur di andarci nonostante si tratti di un obiettivo dichiarato del regime stragista di Teheran.
Se Pizzaballa non può celebrare la messa della Domenica delle Palme al Santo Sepolcro, è colpa del regime iraniano che bombarda il Santo Sepolcro, non certo di Israele che lo protegge. L’antisemitismo sta nel dare la colpa agli ebrei prima ancora di essersi informati: per preconcetto. Per antisemitismo, appunto.
Pizzaballa ha di fatto fomentato l’antisemitismo
Nonostante fosse chiaro da giorni che non si potesse entrare nel Santo Sepolcro per evidenti motivi di sicurezza, Pizzaballa ha cercato di entrare senza preavviso e in incognito. Ovviamente ha trovato il portone chiuso e la polizia che lo ha gentilmente invitato ad allontanarsi per motivi di sicurezza. Anziché accettare la situazione, il cardinale ha fatto sapere al mondo che la polizia israeliana gli impedito di entrare. Una non-notizia, dal momento in cui lo si sapeva già, o per lo meno lo sapeva già lui e tutti coloro i quali avessero avuto cura di informarsi. Ma facendo circolare questa non-notizia, Pizzaballa ha dato l’opportunità agli antisemiti di incolpare Israele e gli ebrei di qualsiasi cosa.
Infatti i giornali italiani hanno dato la non-notizia omettendo aspetti fondamentali e sui social si è scatenato un diluvio di commenti antisemiti. Molti commenti, come sempre, si nascondono dietro il dito di un non ben identificato “antisionismo”, altri con insulti, altri ancora con incitamenti alla violenza contro Israele e gli ebrei.
La risposta da parte dei politici italiani a questo orrore non è stata sempre quella di fare chiarezza. Politici e opinion leader, anche di area governativa, hanno cavalcato la notizia-non-notizia con un atteggiamento che tradisce un antisemitismo di fondo: quello di attaccare Israele sempre e comunque, anche quando in tutta evidenza Israele difende tutte le persone di tutte le religioni.
Alcuni hanno persino ipotizzato un trattamento diverso per diverse religioni da parte del governo e della polizia israeliani. Ma i fatti sono chiari. Le misure di sicurezza di Israele nei luoghi sacri di Gerusalemme valgono per ebrei, cristiani, musulmani, atei, buddisti, induisti, scintoisti, animisti, etc. Valgono per tutti al fine di proteggere tutti.
Mondiali 2026. Molta quantità e colori, meno qualità
Italia ripescata. Giocherà ai Mondiali 2026
La distruzione del regime iraniano procede più veloce del previsto
Officine Bellotti, impulso di energia culturale nel cuore di Palermo
Il Referendum Giustizia e l’articolo 104 della Costituzione
La Sinistra mostra zero empatia per gli iraniani e i diritti umani
Pizzaballa istiga, gli antisemiti imperversano