di Gabriele Bonafede
A leggere i giornali italiani sembrerebbe che il regime iraniano stia vincendo la guerra che ha dichiarato a Israele e Stati Uniti 47 anni fa. I media italiani vivono in nell’universo parallelo disegnato dalla propaganda di un regime bugiardo e criminale.
La realtà è un’altra, diametralmente opposta. Vero, la “nebbia della guerra” non consente di valutare appieno la situazione sul terreno, ma una serie di fatti sono inoppugnabili.
Trump e Netanyahu possono essere antipatici a molti europei, ma i fatti sono questi: la distruzione del gigantesco potenziale bellico dell’Iran è impressionante e il regime degli ayatollah è a un passo dal collasso
In sole quattro settimane di operazioni militari, Israele e Stati Uniti hanno ottenuto una serie di risultati militari e diplomatici. Inoltre, volontariamente o meno, hanno di fatto aiutato a migliorare la posizione militare, economica e diplomatica dell’Ucraina.
La distruzione del regime iraniano
Vediamo dunque i fatti inoppugnabili che nemmeno la gigantesca propaganda degli ayatollah, rilanciata ogni giorno da molti media italiani, può nascondere.
Innanzitutto, la leadership criminale dell’Iran islamico è stata decapitata fino al terzo livello. La criminale e odiosa polizia degli ayatollah è costretta a nascondersi per non essere colpita. Le loro infrastrutture, comprese quelle per la produzione bellica, sono ridotte all’osso. Ammesso e non concesso che il regime iraniano degli ayatollah possa sopravvivere, la sua capacità economica, militare e di influenza nel Medio Oriente è diminuita drasticamente. La caduta del regime porterebbe al collasso dei “proxy”, come i nazisti antisemiti Hezbollah in Libano, Hamas a Gaza e gli Huthi in Yemen.
Il regime iraniano non ha più a disposizione una marina militare e un’aeronautica e nemmeno una contraerea che possa definirsi tale. Le forze aeree di Israele e Stati Uniti imperversano liberamente sui cieli dell’Iran. Con le sole forze di terra, il regime iraniano non può minimamente tenere posizioni di difesa, sia sulle isole che sulla costa del Golfo Persico. Può solo infliggere perdite consistenti, ma i pasdaran non possono nemmeno essere sicuri che l’esercito iraniano regolare combatta effettivamente al fianco delle guardie rivoluzionarie. È una situazione molto simile ad altre guerre del Medio Oriente dei decenni passati, come la guerra dei sei giorni (1967), o quella del Kuwait (1991).
Al momento, l‘Iran riesce a lanciare meno del 10% di attacchi di quanto fosse in grado di fare quattro settimane fa. Per giunta, di questi solo il 10% contro Israele e il 90% su paesi precedentemente neutrali che adesso non sono certo amici dell’Iran laddove prima potevano esserlo. Inoltre, gli attacchi iraniani sono indirizzati quasi esclusivamente alla popolazione civile di paesi neutrali con l’utilizzo di bombe a grappolo, pratica che rappresenta l’ennesimo crimine dei pasdaran.
I vantaggi anche per l’Ucraina
Il prezzo del petrolio è aumentato meno di quanto ci si potesse aspettare anche nella più pessimista delle ipotesi. Di fatto, finora è aumentato nei primi giorni e poi è rimasto tra i 100 e i 110 dollari al barile, laddove un aumento fino a 150 euro era uno scenario plausibile nel bel mezzo di un conflitto sul Golfo Persico, come avrebbero sperato gli ayatollah.
La collaborazione tra Iran e Russia è ormai impossibile o molto difficile. Israele ha infatti bombardato e distrutto la flotta iraniana e i porti del regime iraniano sul Mar Caspio.
L’Ucraina ha adesso la possibilità di contrattaccare e ha iniziato a farlo, sia sul fronte terrestre che aeronavale. Infatti, le perdite russe giornaliere sono tornate a oltre 1500 uomini al giorno e possono solo aumentare. Le forze armate ucraine avanzano, sia pure in maniera limitata. Soprattutto, l’Ucraina ha colpito duramente i terminali petroliferi russi sul mar Baltico, privando la Russia degli eventuali vantaggi di un aumento del prezzo del petrolio.
La distruzione del regime iraniano sul piano diplomatico
Il regime iraniano ha completamente perso l’amicizia (eventuale) di paesi che erano neutrali, compreso il Qatar che era di fatto un alleato dell’Iran su molti aspetti. Anzi, sono proprio questi paesi, soprattutto Emirati Arabi e Arabia Saudita che insistono per continuare la guerra per arrivare alla distruzione totale e definitiva di ayatollah e pasdaran
La posizione diplomatica e contrattuale dell’Ucraina è migliorata in maniera evidente e spettacolare. Zelensky ha siglato accordi con diversi paesi arabi per fornire aiuto, certamente in cambio di grandi vantaggi finanziari e diplomatici.
Al momento c’è la concreta possibilità di eliminare il regime iraniano e la costruzione di Iran pro-occidente e pro-Ucraina. Certamente, Zelensky e la leadership saudita hanno parlato proprio di questo nei recenti incontri a Riad. Va aggiunto che il regime di Putin ha ben poche speranze di sopravvivere senza un Iran alleato.
Questi sono solo alcuni dei risultati finora raggiunti. Nei fatti e non nelle illusioni di chi si fa annebbiare dalla propaganda dei pasdaran. La distruzione del regime iraniano non è ancora completa, ma certamente è in uno stato avanzato. Già da adesso, a un mese dall’inizio di questa fase del conflitto tra Iran e Stati Uniti, questi fatti disegnano uno scenario cento volte più positivo rispetto al 27 febbraio.
Mondiali 2026. Molta quantità e colori, meno qualità
Italia ripescata. Giocherà ai Mondiali 2026
Pizzaballa istiga, gli antisemiti imperversano
Officine Bellotti, impulso di energia culturale nel cuore di Palermo
Il Referendum Giustizia e l’articolo 104 della Costituzione
La Sinistra mostra zero empatia per gli iraniani e i diritti umani
La distruzione del regime iraniano procede più veloce del previsto