di Gabriele Bonafede
Può un racconto sulla morte diventare commedia? Certamente, e non solo grazie a Luigi Pirandello o altri scrittori. Ma può un’intera serie di storie che parlano di morti trasformarsi in un campionario di commedie effettive e possibili, passate, presenti e future? In tutta evidenza è possibile.
Lo dimostra un nuovo libro edito da Sellerio e, non a caso, finito di stampare nei primi giorni di novembre di questo drammatico 2025. Il titolo è Avventure postume di personaggi illustri, scritto a quattro mani e due teste da Roberto Alajmo e Marco Carapezza. Si poteva tranquillamente intitolare Commedie postume di personaggi illustri, rendendo palese fin dall’inizio il sorprendente ossimoro che costituisce il filo conduttore di queste storie, prima ancora di leggere la spassosa introduzione.
Partendo da un accenno alle irriferibili vicende del membro di riproduzione napoleonico, passando per l’evocazione del cervello di Einstein venduto tardivo come fettine di prosciutto e dai capelli di Beethoven commercializzati a ciocche più o meno d’origine controllata, il testo di Alajmo e Carapezza si sofferma su dieci casi esemplari, con altrettante storie emblematiche.
Avventure postume di personaggi illustri: un cesto di semi per progetti letterari
Sono tutte storie che potrebbero essere materia ognuna di un romanzo a sé stante, oppure di un film o una pièce teatrale. E spesso lo sono state, sin dalla prima che parla degli imprevedibili viaggi del corpo senza vita di Evita Peron.
Ma c’è di più. Gli autori riescono a suscitare la possibilità di mettere in scena, sia essa teatrale o cinematografica, o solo in forma scritta, persino alcuni episodi singoli di queste storie. In molti casi, le vicende postume dei corpi di personaggi illustri, suscitano un soggetto per un romanzo giallo anche in poche righe di episodi apparentemente insignificanti all’interno di una singola storia.
Insomma, il testo ha innanzitutto il grande pregio di essere un cesto carico di semi per la fantasia di qualsiasi scrittore, drammaturgo o regista. E non c’è dubbio che un Pirandello, un Gogol, o un Bulgakov ne avrebbero apprezzato la grande carica evocativa nell’ispirare di tutto di più.
Quell’ossimoro di fondo
Altro grande pregio, nello stile tipico dei due autori, è quello di richiamare in vita – è il caso di dirlo – l’ossimoro di fondo: la commedia insita nella tragedia, e viceversa. Aller retour, (andata e ritorno), come vengono chiamati in Francia quei deliziosi salamini a “doppio corpo”.
A volte, questo esercizio può sembrare cinico, oltre che baro. Ma in effetti finisce per esorcizzare la morte in maniera a dir poco precisa. Comprese le precise descrizioni su quella o questa tecnica di imbalsamazione e sul substrato storico, sociale, o politico, che ha ispirato le più bizzarre delle decisioni sul “cosa fare” dei corpi di personaggi monumentali – monumentali nel bene e nel male, si capisce.
Scelte di “prima freschezza”
Un libro, dopotutto, fatto di “scelte”. E decisamente di prima scelta, o “prima freschezza”, come direbbe un personaggio “post-mortem” di un romanzo di Bulgakov – pubblicato postumo… A partire dalla scelta su quali di questi personaggi illustri parlare. Che non deve essere stata molto facile vista l’immensa quantità di casi incredibili in quanto a speciose vicende di corpi di santi, eroi, politici, assassini, capi di stato, artisti – e chi più ne ha, più ne metta – che sono disponibili ad essere raccontate su questa dilettevole china.
C’è, ovviamente, il caso dell’imbalsamazione di Lenin. Ci sono gli straordinari viaggi della salma di Evita Peron. C’è Cartesio. E c’è ovviamente il papa dell’Alto Medioevo che fu riesumato per sottoporlo a processo a diversi mesi dalla sua morte, con tanto di avvocatura di Stato e paramenti da vescovo di Roma. Né potevano mancare le vicende delle ceneri di Pirandello, che sono anche state messe in scena da Roberto Alajmo alcuni anni fa in una divertente commedia dedicata a questo episodio.
Avventure postume attraverso categorie di personaggi ilustri
Forse, la scelta è stata guidata proprio dalle “categorie”: ci sono almeno un paio di capi di stato, di ambo i sessi (Lenin ed Evita Peron). Ci sono le grandi teste pensanti di scienziati-filosofi, come Cartesio: e rigorosamente più di una testa in uno stesso caso…
C’è immancabilmente lo scrittore: Pirandello proprio lui, il cui corpo ridotto in cenere a soli due anni dalla conquista del Premio Nobel attraversò di fatto tutti i lidi filosofici e drammaturgici della sua stessa opera. E troviamo anche, proprio in ultimo, la vicenda del santo corpo di Sant’Agata ridotto a spezzatino per farne reliquie di ogni sua parte, a partire, purtroppo, dalle parti più fisicamente esposte.
Quest’ultima storia conferma nel lettore una presenza letteraria che aleggia, più o meno consapevolmente, su tutto. Quella di uno scrittore il cui unico grande romanzo completato fu pubblicato, guarda caso, postumo: Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Personaggi, reliquie, scrittori del Pantheon di Palermo
Nel Gattopardo, Tomasi di Lampedusa viene ricordato per altre, tante, cose e argomenti. Eppure lui stesso confidò a un amico che il cane Bendicò “è la chiave di tutto”. Ebbene, Il Gattopardo, nella versione completa di tutti i capitoli, termina con la scoperta che le decine di reliquie accumulate dalle sue prozie che non avevano avuto una vita terrena particolarmente salace, si rivelano in effetti dei falsi. Quasi tutti, a dire il vero. E l’ultima scena del romanzo è quella del corpo imbalsamato di Bendicò che viene gettato via dalla finestra insieme alle altre reliquie non riconosciute come autentiche…
“Corteggi la morte?” chiede un personaggio al Gattopardo mentre contempla un quadro sull’argomento durante il celebre ballo. Avventure postume di personaggi illustri, la esorcizza certamente.
In fin dei conti come fa la principale opera di Tomasi di Lampedusa. E come fanno persino le sue lettere private dove precisa che dopotutto è più credibile la narrazione del Cristianesimo rispetto a quella di altre religioni o di maghi, cartomanti e affini. Ma poi aggiunge che “tutto finisce qui”. Eppure…
Eppure anche il corpo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa è stato recentemente trasportato da un posto all’atro senza la sua volontà. Di fatto, collocato adesso lontano dalla moglie, Alexandra Tomasi di Lampedusa che gli stava accanto a psicoanalizzarlo per l’eternità. Avrebbe gradito il trasloco? Non lo sapremo mai. Forse.
Avventure postume di personaggi illustri sarà presentato mercoledì 5 novembre alle ore 19.00 ai Cantieri Culturali della Zisa, presso il Cre. Zi Plus – pad 10, via Paolo Gili 4, Palermo.
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