di Umberto Boccia
Nel calcio il VAR, acronimo di Video Assistant Referee (assistenza video all’arbitro) introdotto nella stagione 2017- 2018, avrebbe dovuto semplificare il lavoro dell’arbitro e dei suoi collaboratori, ma dopo qualche anno questo servizio è stato rimodulato all’italiana.
Abbiamo due guardalinee che ormai non sbandierano più. Le chiamate dei fuori-gioco non vengono pressoché fatte. Si lascia proseguire l’azione e poi arriva la chiamata del VAR che magari, anche giustamente, annulla il goal per fuorigioco. A questo punto mi chiedo quale sia la loro funzione.
Si potrebbe tranquillamente adottare un sistema identico alla goal-line technology (che indica palla-dentro o palla-fuori) anche per i falli laterali e così si eliminerebbero due inutili figure di campo, con annesso risparmio del loro compenso per servizio e trasferta. Magari da re-investire a bilancio FIGC per campetti di provincia o società meno facoltose.
Da sala VAR a sala bar: vicende degne di un film di Fantozzi
Ma, idea a parte, sono alcune aberrazioni del VAR sono palesemente sotto gli occhi di tutti.
Ricordiamo uno su tutti il pallone fuori di mezzo metro in Inter-Fiorentina nella stagione appena trascorsa, ma già in questa nuova stagione ci sono stati errori eclatanti. Anche perché gli strafalcioni non riguardano solo i grandi club. Ad esempio in Cremonese – Palermo di coppa Italia c’era un rigore palese a favore dei rosanero per fallo di mano, non visto dalla sala VAR. Ok, il Palermo si è qualificato ai rigori, ma se invece quel fatto fosse stato decisivo?
Poi è arrivata Milan – Bologna 1-0 alla terza giornata. Qui non sono stati visti due rigori nell’ambito della stessa azione ai danni Nkunku del Milan. Il Milan alla fine ha vinto e l’errore non è stato determinante ai fini del risultato e dei punti. Ma se il Bologna avesse poi pareggiato? Arbitro e responsabile VAR sospesi e fra poco torneranno a dirigere.
In un calcio dove gli interessi finanziari vengono prima di quelli sportivi, l’ago della bilancia non può essere lasciato in mano ad addetti che chiacchierano e quando devono prendere una decisione ci mettono tre minuti, per poi chiamare l’arbitro al monitor e lavarsene le mani. Peraltro poi i recuperi a fine gara non sono congrui con tutti gli stop che si effettuano per visionare i filmati.
In Serie C va pure peggio
In Serie C la situazione è ancora più ridicola. Impropriamente, qualcuno lo ha definito “VAR a chiamata”. Ma non si tratta di VAR, che in Serie C non c’è. Il FVS non prevede infatti una sala VAR. Ci sono invece telecamere gestite da bordocampo da un operatore e la possibilità di rivedere episodi dubbi o considerati errati. Limitati però a due volte per squadra a partita. Dopodiché si può fare ciò che si vuole…
Aggiungiamo poi che non vengono sanzionati fallacci, calcioni da macellai fatti a centrocampo o a palla lontana, quando invece si va a sminuzzare il segmento di filmato per vedere lievi trattenute che abbattono atleti di 80-90 kg come fossero elefanti nella savana uccisi da bracconieri. Gialli e rossi sventolati a posteriori con arroganza da arbitri poco avvezzi a vedere.
Cosa abbiamo aggiunto in Italia? La telecamera all’orecchio dell’arbitro della quale non si è capita la funzione esatta. Anche perché, oltre a mostrare gruppi di calciatori che urlano e che andrebbero tutti ammoniti per proteste perché da regolamento può parlare solo il capitano con l’arbitro, questa microcamera ci fa solo vedere il mal di mare.
Arbitra Filini, ma non si vede
Opportunamente, durante gli episodi dubbi non ci viene mostrato che caspita stesse guardando l’arbitro. Ma soprattutto sarebbe bello avere una camera all’interno della sala VAR con tanto di microfoni per capire cosa vedono e di cosa discutono. Sarebbe funzionale e comico allo steso tempo. Perché davvero più che una sala VAR inizia a esserci l’impressione di trovarci al cospetto di una sala bar dove si va a sentimento.
Spero che il sentimento non sia orientato da aspetti che esulano dallo sport, anche perché questi bubboni sono esplosi più volte in Italia. Quindi per molti tifosi rimane il dubbio che ci siano “pilotaggi” in un senso o nell’altro per dare “appeal” a una serie A ormai in decadenza da anni.
Sperando in una stagione serena e senza troppe polemiche, chiudo affettuosamente ricordando il grande Aldo Biscardi paladino de “la moviola in campo!!”: credo che alla luce dei fatti citati e non si stia mettendo le mani nei capelli. Ma anche il grande arbitro Filini, notoriamente dotato di acuta vista, in un noto episodio del film Fantozzi (1975, in copertina).
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