di Gabriele Bonafede
Panem et circenses dicevano i latini, ma oggi sembra proprio Panormus et circenses. Ovvero, divertimento a tempesta in una città che sembra non offrire altro. In siciliano si direbbe “Tuttu bonu e biniridttu” (tutto bene e benedizione), oppure “Buono e buon’è” (accontentiamoci di questo in mancanza d’altro).

E a guardare l’affollamento di eventi, spettacoli, musica e chi più ne vuole più ne metta, in queste settimane di campagna elettorale a Palermo il sospetto sembra appropriato. Pare infatti che ai palermitani, e per fortuna anche ai turisti, si vada di mano larga nel proporre divertimenti e annessi.
Panormus (Palermo) al posto di panem, dunque. E circenses, eccome. Andando sul sito Balarm, che è il più accreditato in città per informarsi su tutti o quasi gli eventi e gli spettacoli in corso in Paliemmu e Sicilia, c’è una lista che stenta ad essere compresa in un format elefantiaco.
Eccone un estratto, e solo per alcuni degli eventi in corso nella sola giornata di oggi: “Fiera del Mediterraneo a Palermo: nuovi spazi, food e divertimento”, “Street food Mondello: cibo, musica e spettacolo nei weekend d’estate”, “La macchina dei sogni: festival del teatro di figura e di narrazione a palazzo Riso”, “Sponde sonore: la rassegna di musica e danze dal mediterraneo ai cantieri alla Zisa”, “Caffè concerto 2.0: due pomeriggi di eventi al Cassaro pedonale”, “Giro di Sicilia: torna la manifestazione riservata alle auto storiche”, “Ri-nasce Cagliostro: la manifestazione dedicata all’enigmatico conte palermitano”, “Una vela senza esclusi: la quinta edizione della regata sociale a Palermo”, “Cùscusu: due giorni dedicati all’antica ricetta trapanese del piatto”, “Una mattina con fido: manifestazione per famiglie e amici a 4 zampe”…
A queste vanno aggiunte le recentissime manifestazioni del Festival del Cinema Queer, altri raduni di auto e moto, maratone, ciclismo, concerti-spot e feste di vario tipo e colore, così come le imminenti “Una Marina di Libri” e chissà quante altre manifestazioni, eventi, fuochi d’artificio, premi e cotillon.
Non mancano le fasi finali di stagioni in teatri più o meno grandi e più o meno sostenuti dalle istituzioni, eventualmente con un allungamento della stagione tra fine maggio e prime settimane di giugno.

Alcuni di questi eventi artistici e culturali sono in effetti periodici, generalmente a cadenza annuale e, spesso, programmati da tempo oltre che di alto valore socio-culturale.
Eppure, il dubbio circense rimane. Tanto che i candidati che sfidano l’attuale sindaco in carica avrebbero palesato, chi più chi meno, qualche dubbio sulla necessità di affollare in poche settimane tanti eventi, molti a sponsorizzazione istituzionale (per lo meno negli spazi assegnati) anche quando sono partiti da iniziative di operatori culturali presenti in città e altrove.
A tutto ciò vanno aggiunti gli eventi puramente elettorali, tra comizi, aperitivi, dibattiti e altro. C’è un tale bombardamento da starsene chiusi in casa per l’indecisione, oppure partire altrove e trovare un poco di riposo e tranquillità, laddove magari non ci siano campagne elettorali in corso. Anche perché, quando cala la sera a Palermo starsene a riposare senza rumori o musica è un’impresa.
Vero, tra maggio e giugno, c’è il denso periodo turistico di Palermo ed è bene offrire qualcosa in città. Ma qui sembra proprio che si esageri tanticchiedda.
Anche perché, la domanda sorge spontanea: cosa rimarrà di tutto questo una volta che i cittadini avranno votato? Ah sì… u Festinu di Santa Rosalia.
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