Europee, sondaggi e intenzioni di voto alla prova dell’urna

Un’analisi degli ultimi sondaggi di due settimane fa sulle europee di domani. Alla luce di variabili politiche in continua evoluzione. Quali previsioni?

 

di Vincenzo Pino

Certo se facessimo riferimento alla media dei sondaggi italiani del 10 maggio per le elezioni europee tra i principali istituti di rilevazione, avremmo una situazione del genere: Lega tra il 29e il 31%; M5S tra il 21 eil 23%; Pd tra il 20 e il 22%; FI tra l’8 e il 10%; FdI tra il 4 e il 6%; + Europa tra il 3 e il 5%.

Sondaggio pubblicato sul Corriere della Sera il 10 maggio 2019 per le Europee

Ma questi dati sono abbastanza aleatori in quanto sono di quasi due settimane fa e si sa che buona parte degli elettori italiani (dal 25 al 30% circa) sceglie se votare e come votare nella settimana precedente la scadenza elettorale.  Vediamo innanzitutto il quadro politico che è tutt’ora in evoluzione quasi giornaliera.

Il quadro politico

Non vi è dubbio che la fase ascensionale della Lega sembra essersi fermata.

Ma vi è di più, in questa settimana Salvini ha rotto con pezzi importanti della società italiana, a cominciare col mondo della scuola e dei giovani con la sospensione dell’insegnante palermitana, per continuare col vasto mondo dell’antifascismo.




La sua politica si è rinserrata all’inseguimento ed alla difesa dei neonazisti di Casa Pound e Forza Nuova e questo non potrà non avere conseguenze, come dimostrano le non fervide accoglienze che le popolazioni dimostrano nei luoghi dove si reca.

Quindi ad occhio la Lega dovrebbe essere almeno due punti in meno di quanto allora rilevato e cioè dal 27 al 29%.

Al contrario i Cinque Stelle dovrebbero essere cresciuti di qualche punto per l’indubbio recupero che hanno segnato nei confronti dell’alleato competitore con la riscoperta “tardiva” della questione morale a proposito di Siri e collocarsi attorno al 23-25%.

In ascesa dovrebbe anche essere il Pd per la serie di endorsement ricevuti dal mondo della cultura e dello spettacolo, per l’attivismo e l’esposizione mediatica di Calenda e per la partecipazione piena di Renzi alla campagna elettorale fatti tutti che hanno bloccato significativamente qualsiasi ipotesi di travaso di voti verso + Europa o verso l’astensionismo. Fattori che lo collocherebbero tra il 21 ed il 23%.
Ma attenzione vi sono alcuni fattori che, al contrario, potrebbero muovere significativamente questa previsione.



I riferimenti nelle “famiglie politiche” europee

Il primo è determinato dalla credibilità e dalla relazione degli schieramenti italiani verso il quadro complessivo dell’Europa.

Elezioni europee. Il futuro dell’Europa si gioca entro domani

Qui si registra una discreta avanzata delle posizioni liberaldemocratiche, un exploit dei verdi ed una tenuta del Pse come descrivono i risultati olandesi.

Mentre invece precipitano ovunque le formazioni sovraniste macchiate ulteriormente dalla vicenda Austria che li ha estromessi dal governo.

Questo dovrebbe limitare il consenso alla Lega perché è chiaro che il disegno di sovvertimento della Ue si è infranto e la incidenza delle formazioni sovraniste risulterà marginale nella formazione di nuove maggioranze in sede Europea.

Da cui è tagliato fuori anche il M5S che ha capovolto nelle ultime settimane la sua linea politica che da populista tende ad apparire moderata in linea con le regole europee di bilancio. E questo determinerà una qualche perdita dello stesso visto che non ha riferimenti europei a questa ipotesi avendoli costruiti qualche mese fa con schieramenti spiccatamente di destra e protestatari.



 

 Il voto di preferenza e la composizione delle liste

Non sembri questo elemento marginale per l’esito finale del voto di domani alle europee.

La Lega ha puntato tutto sulla leadership di Salvini come rappresentanza, limitando l’incidenza di altri protagonisti nell’agone elettorale e sottoponendolo ad una bulimia presenzialista che da un lato sembra essere diventata indigesta e dall’altra ne svilisce il ruolo di responsabile di un dicastero strategico del paese.

Nicola Zingaretti

Il M5S in questo quadro soffre della stessa malattia i capilista scelti da Di Maio oltre ad essere per la gran parte perfetti sconosciuti hanno determinato una semi rivolta dei parlamentari uscenti costretti loro sì a misurarsi con le parlamentarie.

È un altro pezzo identitario del movimento che si perde e che determinerà che pezzi importanti dello stesso esclusi dalla candidatura non sosterranno Di Maio in questa fase.

E poi si sa che quando ci sono le preferenze il M5S per la qualità dei suoi candidati perde pezzi consistenti di elettorato, com’è avvenuto dal 2013 al 2014 perdendo quattro punti e mezzo mentre tutti i sondaggi lo davano in ascesa.

Su questo terreno il Pd può giocare le migliori carte schierando un mix di candidati uscenti dal notevole curricolo come De Castro, Bonafè, la Chinnici e Danti, di importanti e prestigiose figura di governo locale e nazionale come Pisapia Morando e Calenda, di figure simboliche del suo profilo valoriale come Pietro Bartolo e Franco Roberti. E ne cito solo alcuni mi scusino gli altri.



 

L’astensione e la concomitanza col voto regionale e locale. Effetti sulle elezioni europee 2019

Una discreta parte in tutto questo la giocherà la partecipazione al voto che giocherà tutta a sfavore del M5S. Oltre al voto alle Europee domani si voterà per i comuni e la Regione Piemonte. Il M5S ha annunciato che si presenterà solo in 148 comuni a fronte di 3858 amministrazioni che andranno al rinnovo.

Oltre a questa rinuncia si sa che i Cinque Stelle non sono in gioco in Piemonte, a Firenze, a Bari, a Livorno, Modena ed in quasi tutte le competizioni locali. Questo determinerà sicuramente un effetto traino per le formazioni di centro destra e centro sinistra ed un effetto astensionistico per i Cinque Stelle.

In definitiva il voto di domani è suscettibile di una larghissima variabilità rispetto alla previsione dei sondaggi politici e potrebbero essere foriero di sorprese in particolare per la classifica delle prime tre formazioni politiche e specificatamente per il secondo e terzo posto dove la distanza è assai bassa ed il recupero potrebbe essere determinato dai fattori che i sondaggi non sono in grado di valutare adeguatamente. come mi sono sforzato di rappresentare qui.

Per chi volesse approfondire ulteriormente il quadro dei principali paesi europei alla vigilia del voto vedi pure:

Panorama politico europeo alla vigilia del voto

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