Salvini e lo sberleffo

di Vincenzo Pino

Al personaggio Salvini deve fare più male lo sberleffo di qualche ragazzino buontempone piuttosto che la batosta sul caso Siri. Perché sul caso Siri c’è stato un mese di minacce politiche, di promesse, di ritorsioni, un linguaggio truce insomma, che si adatta al personaggio con il fucile in mano e con gli accaniti ma sodali contrattisti di governo.

Salvini alcuni mesi fa, con le unghie taroccate in foto

Le spaccature sociali sono state ricercate a ogni piè sospinto. Oggi Salvini è “garantista” mentre ieri voleva ogni arrestato buttato in galera vita natural durante.

Oggi vuole l’imposizione della famiglia “tradizionale” mentre si faceva fotografare con la sua terza aspirante moglie. Tutto si poteva perdonare al “capitano felpa” in nome della battaglia contro i tanti nemici immaginari.

Ma lo sberleffo non lo accetta. Cercando di evitarlo anche a costo di mobilitare la polizia, la Digos, che dovrebbe fare ben altro

Lo sberleffo cominciò da Palermo qualche settimana fa. Il capo ufficio stampa del Comune di Palermo, quando di fronte alle minacce del Ministero dell’interno per la concessione della residenza ai richiedenti asilo di Palermo, rispose a queste con l’espressione “suca” che lo lasciò senza parola.




Se al Magistrato di Bologna che ha fatto lo stesso si può affibbiare l’etichettatura di “sinistro non eletto” cosa fare con chi ti sfotte? È tutto qui il punto debole di Salvini che lo sta facendo andare in bestia.

I poliziotti non sono adeguatamente addestrati a riconoscere tra le fila degli aspiranti selfisti quelli che se possono uscire con un bacio tra ragazze, con una richiesta sulla fine dei 49 milioni di Euro sottratti allo stato italiano, o su una richiesta di chiarimenti sui suoi trascorsi anti-terroni in quelle regioni dove ora cerca i voti.

Salvini con la divisa di guardia svizzera

E la risposta truce diventa vis a vis con questi simpatici buontemponi: “Dammi il telefonino”, “Distruggi il video “, insomma non una figura da ministro dell’interno ma da bulletto prepotente di strada. O, ancora peggio, rispondere alla domanda su dove siano finiti i 49 milioni “Li hai tu”. Gravissimo. Soprattutto da parte di un Ministro dell’Interno nei confronti di un cittadino che legittimamente pone la domanda.

Così facendo, Salvini riduce i poliziotti ad essere come i compari di questa rissa. Chiamati ad operare contro le leggi, visto che lo sberleffo da selfie non costituisce in alcun modo reato. Mentre la sottrazione indebita e violenta ai legittimi possessori di un telefonino sì.

Vediamo se nel caso di denunce e se si saranno rasserenati gli animi, il Ministro della Giustizia (sic) Bonafede troverà il modo di bloccare l’autorizzazione a procedere a Salvini. Magari invocando la fattispecie che lo ha fatto per “difendere le istituzioni dello Stato”. Questo sarebbe il governo degli onesti?




Quel ministro della Giustizia che in Tv descrive la condanna di bancarotta fraudolenta di Siri  come quella di qualcuno che “aveva avuto solo qualche problema personale in passato al di fuori del governo”.

Fatti per i quali Di Maio e Di Battisti perorarono “l’indulgenza plenaria” . Ed infatti  lo proposero nientemeno quale Ministro dell’Economia al posto di Savona dagli studi di Otto e mezzo a maggio 2018 .  Mentre ora….. al rogo.

Ma tornando a Salvini per un ministro che ha invitato tutti a guardarsi dal terrorismo islamico, dalla invasione dei migranti, dalla sostituzione razziale a sfavore delle coppie di Cantù, c’è proprio da ridere.

Se alcuni quindicenni riescono a prenderti per i fondelli suscitando una grande ilarità liberatoria nel paese, caro Matteo sei fottuto. Come disse qualcuno in più tragiche occasioni: “Una grande risata ti sommergerà”. E la profezia si sta realizzando.

È l’inizio della fine. Prendere in giro Salvini diventerà forse il nuovo sport nazionale, il tormentone dell’estate. Altro che Diciotti e malvagità varie dell’anno scorso sanate allora dai tuoi compari di governo.