Una Chimera di nome Brexit

La bestia che sta divorando il Regno Unito. Un impossibile progetto di vanità autolesionista che ha ridotto il Paese in brandelli

 

di Gabriele Bonafede

Brexit, ovvero una chimera, un sogno impossibile e devastante. La Brexit continua a lacerare tutta la società britannica senza soluzione, girando in tondo, senza alcuna certezza se non quella dell’incertezza sul presente e sul futuro.

Economia bruciata

Incertezza politica, che ha finito per sbranare il partito conservatore, dato al 16-17% negli ultimi sondaggi per le europee. Incertezza politica, che ha trasformato il Regno Unito in un caos, senza un governo stabile, senza una politica estera, senza una maggioranza.

La Brexit ha ridotto in brandelli il Parlamento del Regno Unito con il moltiplicarsi degli schieramenti, delle opinioni, dei gruppi parlamentari, delle proposte. Tutte accomunate da una cosa: impossibili da attuare, come la Brexit.




L’unica proposta sensata, la revoca dell’articolo 50 e il rientro a pieno titolo nel mondo dei piedi per terra, è stata sistematicamente rigettata da i fautori della Chimera. Tutto ciò nonostante 6 milioni di firme e oltre un milione di manifestanti in piazza. E neppure la proposta di un nuovo referendum è stata accettata da un Parlamento diviso e sempre più alla deriva.

La verità è che la Brexit è una chimera, un sogno deleterio e impossibile, sia dal punto di vista figurato che da quello del mito: la Chimera, la bestia fatta di diversi animali che può solo sbranare, divorare. Il Regno Unito, dopo tre anni di follia autolesionista, è soprattutto diviso politicamente e all’interno stesso della società, dei maggiori partiti, nelle diverse regioni, nelle diverse città di un Paese sempre meno coeso.

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È inutile nasconderlo, la Brexit rischia di distruggere il Regno Unito in quanto a entità nazionale unificata. Se si realizza, la Scozia riproporrà il referendum per l’indipendenza. Che questa volta sarà vinto dagli indipendentisti scozzesi. Ma anche l’Irlanda del Nord potrebbe andare al voto per unirsi al resto dell’Irlanda. Riducendo così il Regno Unito a una nazione geograficamente e politicamente ridotta: solamente Inghilterra e al Galles, con una popolazione di circa 53 milioni di abitanti anziché i 66 milioni attuali.

La catastrofe Brexit è ancora agli albori. La crisi, con l’aumento dell’inflazione, la caduta della Sterlina, la riduzione della crescita, l’aumento della disoccupazione, non investe solo la sfera economica e finanziaria, ma le fondamenta stessa di una nazione.




E non è finita. La Chimera continua a sbranare giorno per giorno. La deriva verso partiti di matrice neonazista e razzista come il nuovo “Brexit Party” o l’”UKIP”, bestie create dal peggior politico della storia britannica, continua. Ognuno dato in una forchetta che va dal 10% al 15% nelle intenzioni di voto per le europee, va per conto suo ma con un unico obbiettivo: dividere sempre più a società britannica disseminando odio, razzismo e bugie a ciclo continuo.

Una chimera di nome Brexit

I laburisti sono accreditati come il partito più forte alle elezioni europee. Ma con il solo 27%, cioè con un risultato molto più basso rispetto a precedenti tornate elettorali, anche perché con il sistema proporzionale i britannici preferiscono un’opzione più variegata rispetto alle politiche nazionali.

D’altronde, persino tra i laburisti esistono frange pro-Brexit, che non riescono a capire che la Brexit è una dannosa chimera. E lo schieramento anti-Brexit è pure spezzettato in un numero di formazioni politiche.

Innanzitutto il nuovo partito Change fatto da politici di varia provenienza, laburisti e conservatori che hanno abbracciato giustamente la causa del nuovo referendum. Change è al momento accreditato di un 5-7% solamente per le elezioni europee.  Ma ci sono i Verdi, con un 8% circa e i Liberali, con altrettanto.

Un panorama politico non solo diviso, ma letteralmente sbranato dalla Chimera-Brexit.