Oscillazioni, ovvero dal limite alla catarsi

Al Teatro Biondo il testo inedito di Domenico Bravo. Viviana Lombardo e Rosaria Pandolfo interpretano due donne che sfidano il liberatorio percorso dell’esistenza

 

di Gabriele Bonafede

Percorso ondeggiante e purificatorio raccontato con la rilettura di un diario, Oscillazioni di Domenico Bravo ha il pregio di affondare il coltello nella piaga delle più intime disperazioni. E di farlo con un risultato che è psicologicamente catartico.

Rosaria Pandolfo e Viviana Lombardo in “Oscillazioni”, di Domenico Bravo, ph © rosellina garbo 2019

Esistono sempre momenti oscillatori nel corso della vita. Possono essere fatali o di crescita, recuperabili o meno, tracciabili nella propria memoria, oppure semplicemente vissuti senza domandarsi il perché.

È invece il perché che promuove il superamento di ogni sfida, ogni tentennamento, ogni attimo della propria evoluzione.

Domenico Bravo sceglie due donne, e dunque due attrici, per raccontare tutto questo. Una matura e saggia, l’altra giovane, piena d’energie fisiche e mentali irrisolte.

Da qui, si dipana un racconto che finirà per chiudere il cerchio attraverso il tentennamento continuo tra un limite e l’altro d’una stessa medaglia. Attraversando le domande richieste dalla sfida psicologica nei confronti di se stessi.




Viviana Lombardo e Rosaria Pandolfo, interpretano due donne che non hanno necessariamente un nome e un tempo preciso. Hanno, però, uno scopo fin dall’inizio che chiarirà la necessaria rigenerazione finale.

Rosaria Pandolfo, ph © rosellina garbo 2019

Una rigenerazione e dunque una rinascita attraverso la morte? Tutto sta a scoprire fino a che punto e fino a quale limite di resistenza: rimanendo in vita tra una difficoltà e l’altra del vivere quotidiano oppure oscillando oltre il limite più estremo?

La pièce coinvolge il pubblico su sensori necessariamente inconsci. Accompagnata da una propria memoria fisica e narrativa, la protagonista deve affrontare il “carico opprimente che l’esistenza pone costantemente davanti”, come affermato anche dalle note di regia dello stesso Domenico Bravo.

Il dialogo, da solo, non può bastare per vincere la sfida della protagonista. È dunque necessario il percorso, il gesto, la sua stessa incostanza e tendenza al gesto estremo. Il cappio oscilla di fronte, ma non è mai detto che sia il destino. Il diario dei propri pensieri si sviluppa e si arricchisce d’esperienza, rischiando di prendere il sopravvento.

Tra la saggezza e l’inconsulta disperazione c’è così uno spazio attraverso il quale si fa strada la parentesi apparentemente eterna della vita.

Ma il maggior pregio di Oscillazioni è ciò che ci si aspetta maggiormente a teatro: piantare il seme della riflessione ben addentro lo spettatore, il quale se lo porterà dentro nel tempo. Questo seme germoglierà a tempo dovuto.




Teatro Biondo, Sala Strehler

dal 23 gennaio al 27 gennaio 2019

Oscillazioni, scritto e diretto da Domenico Bravo, con Viviana Lombardo e Rosaria Pandolfo, scene Rosaria Randazzo, realizzate da Davide Speranza, musiche Domenico Bravo, produzione Teatro Biondo Palermo, si ringraziano Patrizia Veneziano Broccia e il Teatro Lelio, durata: 1 ora, senza intervallo.

Calendario delle rappresentazioni:
mercoledì 23 gennaio ore 21.00
giovedì 24 gennaio ore 21.00
venerdì 25 gennaio ore 17.30
sabato 26 gennaio ore 17.30
domenica 27 gennaio ore 21.00
 
In copertina Viviana Lombardo, foto di Rosellina Garbo