Cinquanta sfumature di Brexit

Da 30 mesi il Regno Unito è caduto in un vortice di masochismo e autolesionismo senza precedenti

 

di Gabriele Bonafede

Da quella primavera-estate del 2016, culminata nell’incredibile voto a favore della “Brexit”, il Regno Unito si dibatte in una crisi economica e sociale senza precedenti. Dilaniato dalla evidente incomprensione. Dilaniato nel cuore della società per essere entrato in un vortice di auto-flagellamento fine a se stesso.

Theresa May: cinquanta sfumature di un voto

Sono passati 30 mesi di profonda crisi politica e di incertezza economica e sociale dal referendum del 2016.

Il panorama politico è pericolosamente diviso, in disaccordo su tutto. Il governo non è in grado di trovare soluzioni, la sterlina è in difficoltà, le imprese scappano in Europa, la Gran Bretagna è nelle sabbie mobili. E con l’avvicinarsi di una Brexit nella forma “no-deal”, si prospetterebbe una catastrofe economica, e forse anche umanitaria, di proporzioni incalcolabili.

La Brexit, prima ancora di essere attuata, ha già portato molto dolore e pena. Ha inflitto diverse decine di “sfumature di grigio” in termini di danni economici e morali, declino, incertezza e regresso. Ci sono stati politici insultati e persino accoltellati. Il clima è semplicemente tossico.




La Brexit ha letteralmente legato al proprio letto e immobilizzato un intero Paese. Facendolo soffrire di tutte le pene possibili, anche se non lo ha ancora ucciso. L’incertezza del salto nel buio, come un masochista che accetta la benda negli occhi, è la cifra giornaliera da 30 mesi a questa parte per tutti i britannici, siano essi autoctoni o immigrati.

Ognuno ha i suoi bari… e le sue sfumature

Ci si chiede quale sarà il futuro. Nessun britannico sa se potrà viaggiare liberamente in Europa. Nessuno sa quanto profonda sarà la crisi occupazionale a causa di una Brexit senza accordo con l’Unione Europea. Nessuno sa se troverà beni di necessità al supermercato o le cure in ospedale dopo il grande salto del 29 marzo. Nessuno sa se alla fine ci sarà l’accordo oppure no e quale sarà.

Il Regno Unito è totalmente in balia della dominazione psicologica materializzatasi nella Brexit. Qualsiasi azione di governo è immobilizzata perché dipendente in maniera totale dalla variabile-Brexit. Tutto il dibattito politico, istituzionale, economico, sociale, è decisamente dominato dalla Brexit.




In questa incertezza una sola cosa è sicura. La Brexit appare oggi per quello che è: un’autofustigazione di quelle da masochisti incalliti. Volontaria, per lo meno per una parte dell’elettorato, e che non aveva e non ha mai avuto alcun vero motivo per essere portata avanti. Era, ed è, come in tutti i casi di masochismo, assolutamente gratuita. Fagocitata dal mero desiderio di un’avventura nell’ignoto, attraversando la parte oscura di smanie inconfessabili e illusorie: il controllo di se stessi e della relazione con la stessa Brexit o con il capitalismo globale, oppure con l’UE e altri paesi. È ciò che accade in Cinquanta sfumature di grigio.

Brext… un mazzo così

Il risultato di quel referendum appare come un vero e proprio contratto firmato da una parte sadica della politica britannica, i fautori della Brexit, e una parte masochista, gli elettori che li hanno votati. Anche qui, è ciò che accade nel romanzo e nel film “Cinquanta sfumature di grigio”. Per i fautori della Brexit, la libidinosa attrazione dell’essere “sovrani e indipendenti” val bene tutte le sofferenze economiche e sociali che si subiranno a causa di un’uscita traumatica dall’Unione Europea. Anzi, alcuni indicano quella sofferenza come intrinsecamente connessa con il risultato.

La trappola psicologica è sempre lì: Il contratto è stato firmato con il referendum ed è considerato irreversibile, il proprio errore è inconfessabile, il proprio destino è la sofferenza per raggiungere le proprie chimere. La Brexit stessa è l’iper-soluzione di rito: fuggire in un mondo di sogni costosi e irrealizzabili.




Le ragioni di tutto ciò vanno cercate, probabilmente, nella psicologia o, meglio, nella psicanalisi. Il Regno Unito è un Paese che andrebbe letteralmente, e storicamente, psicanalizzato. Per capire come e perché è arrivato a questo sadomasochismo collettivo. Questo è il primo passo per uscire dal circolo vizioso: la consapevolezza di avere un problema psicologico da risolvere. Problema che si manifesta anche nella schizofrenia di un voto epocale contro la proposta del governo e di un voto di sostegno allo stesso governo poche ore dopo.

Salò e le 120 giornate di Sodoma…

Le similitudini con la situazione in altri Paesi, dagli Usa all’Italia, passando per alcuni paesi europei di varia grandezza, sono tuttavia evidenti. Emerge un poco ovunque una parte oscura della società che porta a galla il peggio, non solo dal punto di vista morale ma anche materiale. Si alzano muri, si riparla di “razze”, si mette a repentaglio l’economia e persino la pace, ci si chiede se la terra è piatta o rotonda. E ci si persuade che possano esistere streghe e uomini neri da perseguitare.

Ma per il Regno Unito il caso è ancora più strabiliante. Perché è sempre stato visto come un modello di democrazia e autocontrollo d’avangiardia.

Come in tutti i casi di sadomasochismo è utile ricercare le cause in traumi passati, spesso infantili.  Di traumi infantili le moderne democrazie ne hanno avuti molti. Basti pensare al trauma del nazifascismo in tutta l’Europa. Sul tema, d’altronde, Pasolini ne fece in qualche modo un film: “Salò e le 120 giornate di Sodoma”.

Ma nel Regno Unito il nazifascismo non ha mai avuto il controllo del Paese. Il “trauma” del Regno Unito è stato forse quello di non essere stato sotto il tallone sadomasochista del nazifascismo, come lo sono stati tutti i Paesi europei per propria volontà o per avvenuta invasione. Ma di averlo visto da molto vicino. Di aver subito bombardamenti e lutti, ma di aver visto dalla finestra le rovine inflitte e autoinflitte nella Germania nazista e in tanti altri Paesi europei.




Ahimè, una Brexit con no-deal (senza accordo con l’UE), porterebbe dolorosamente “rimedio”: in maniera mostruosa. Si porteranno le lancette dell’orologio all’indietro, come volevano fare i nostalgici zaristi dopo la rivoluzione russa. Questo costituirà un tale trauma da essere prima o poi abiurato, così come saranno storicamente abiurati i sadici politicanti alla Nigel Farage che si sono macchiati di questo scempio. Resta da scoprire se il Regno Unito sarà capace di uscire dal circolo vizioso del sadomasochismo-Brexit prima di soccombere a un declino irreversibile.